domenica 22 settembre 2019

NON SOLO IL CODACONS CONTRO VENEZIA: QUANDO LA POLITICA ENTRA NEL CINEMA

Sono passati pochi giorni dall'invettiva scagliata dal Codacons contro la 76' Mostra del Cinema di Venezia, rea, secondo un agguerrito comunicato, di non aver premiato come miglior attore Joaquin Phoenix per la sua interpretazione in Joker, e, soprattutto, per la dedica che Luca Marinelli, il vincitore del premio, ha indirizzato a chi salva ogni giorno i migranti in mare.
La questione andrà avanti ancora per un po', tra l'altro c'è da notare come il regolamento della Mostra non consenta di premiare contemporaneamente un film e uno degli attori dello stesso, quindi, dal punto di vista strettamente normativo, la polemica è stoppata sul nascere.
Ma, più in generale, le parole del Codacons possono risultare opportune? E' giusto che attori, registi, sceneggiatori, ecc, possano celebrare le proprie vittorie con "pistolotti politici"? Giusto per usare le espressioni dell'associazione dei consumatori...
Il dato certo è che Venezia 76 non rappresenta di certo una novità.

Pensiamo alla cerimonia degli Oscar, per esempio:
- Nel 1973 Marlon Brando non si presentò nemmeno a ritirare il suo secondo Oscar (ottenuto come miglior attore protagonista ne Il Padrino), ma al suo posto comparve Sacheen Littlefeather, indiana-americana accolta da un misto di stupore, applausi e fischi. La ragazza comunicò che Brando non intendeva accettare il premio, protestando così contro il modo in cui gli Indiani d'America erano trattati nell'industria cinematografica e televisiva.
- Alla cerimonia del 2018 Frances McDormand, premiata come miglior attrice protagonista in Tre manifesti a Ebbing, Missouri, invitò tutte le donne presenti in sala ad alzarsi, celebrando così il mondo femminile in linea con l'attività del movimento Me too, e concludendo con le parole "inclusion rider", clausola dell'ambiente cinematografico americano che viene fatta inserire in modo che nel cast e nella troupe sia rispettata l'inclusione di donne, afroamericani, altre minoranze, ecc.
-Nel 2016 Leonardo Di Caprio fu finalmente premiato con l'Oscar come migliore attore protagonista, e non perse l'occasione per ricordare la difficoltà incontrata dalla produzione nel trovare una location completamente innevata, evidenziando così le problematiche ambientali del pianeta e invitando anche a non sostenere i leader politici vicini a chi inquina.

Anche alla premiazione dei Golden Globe 2019 non sono mancati spunti politici e ideologici, a difesa delle donne, dei migranti e delle minoranze in generale, degli omosessuali e così via.

L'elenco potrebbe essere ancora lungo, tra l'altro non limitato al solo cinema.
I discorsi degli scrittori premiati col Nobel per la Letteratura, ad esempio, non sono da meno: la dedica che Nadine Gordimer nel 1991 indirizzò agli scrittori in carcere o perseguitati, la mancata presenza polemica di Solzenicyn nel 1970, Falukner nel 1949 che celebrò i morti della Seconda guerra mondiale, l'auspicio di Camus che gli scrittori si schierino sempre con quelli che subiscono la storia (1957), giusto per citare i più noti.

Insomma, non è possibile separare l'arte dalle idee, dalla storia ed anche dalle questioni attuali più importanti e divisive; magari un certo discorso non ci piacerà, ma il concetto non cambia, non possiamo mettere un freno alle parole solo perché risuonano lontane dai nostri pensieri; la cultura e chi ne fa parte non possono essere imparziali, non schierati, "indifferenti", per citare le famose parole di Gramsci.

domenica 8 settembre 2019

Un reverendo vieta i libri di Harry Potter: evocano spiriti maligni




Proprio così, sembra che per il reverendo Dan Reehill, pastore della St. Edward Catholic School di Nashville, Tennessee, i libri di Harry Potter possano evocare spiriti maligni. Dopo un consulto con gli esorcisti vaticani, ha deciso di rimuovere i libri del noto maghetto dalla biblioteca della sua scuola mandando una mail ai genitori dei suoi alunni per metterli in guardia.
La saga sarebbe rea di poter evocare spiriti maligni, contenere parole che suonano come maledizioni e magie vere e proprie. Secondo il reverendo, le maledizioni che descrive J.K Rowling sarebbero reali.

«Questi libri — si legge nella mail inviata alle famiglie, pubblicata dal The Tennessean — presentano la magia sia come bene che come male, il che non è vero, è anzi un astuto inganno. Gli incantesimi e le fatture usate nel testo sono veri, e letti da un essere umano rischiano di evocare spiriti malvagi alla presenza del lettore».



Nel corso degli anni ci sono state varie manifestazioni religiose contro la saga del maghetto che condurrebbe ai culti pagani minando il culto cristiano nelle nuove generazioni.
Ad esempio, nel Dicembre del 2001, un pastore in New Mexico organizzò un rogo dei libri di Harry Potter che però furono salvati dalla biblioteca comunale del posto.
In Polonia il rogo invece ha avuto successo e i libri sono stati realmente bruciati perché ritenuti sacrileghi e blasfemi.
Per quanto riguarda il Vaticano, la Chiesa non si è mai espressa a favore o contro la saga anche se il futuro  Papa Joseph Ratzinger scrisse nel marzo 2003, in una lettera che i libri della Rowling sono «subdole seduzioni, agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente»
Per Rebecca Hammel, sovraintendente delle scuole per la diocesi cattolica di Nashville, è il reverendo Reehill che deve decidere visto che l'Osservatorio vaticano non si è espresso pro o a favore dei libri di Harry Potter sostenendo soltanto che si tratta di un «eroe sbagliato»

Fonti: x x x 

martedì 27 agosto 2019

L'incubo di Borel - Raul Londra [segnalazione]

L'incubo di Borel
Autore: Raul Londra



L’incubo di Borel è un romanzo inedito di genere distopico, scritto da Raul Londra, fin dalle prime pagine Raul ci porta in Australia che è divenuto una prigione di contenimento a seguito dell’epidemia di un virus letale che ha dimezzato la popolazione. Qui conosciamo i quattro protagonisti Deliah, John, Richard e Tilda, tutte pedine in ruoli diversi sulla stessa scacchiera, tutti pronti a tutto pur di sopravvivere e di scappare, ma realmente da quale prigione?L’isola o se stessi? Cosa si è disposti a fare in nome del proprio ego? Siamo sicuri che il futuro raccontato con sapienza, realismo e crudeltà attraverso i protagonisti, sia davvero cosi distante da noi? In un crescendo di colpi di scena dove la vittima potrebbe divenire carnefice e dove ogni scelta cambierà inevitabilmente il corso degli eventi quattro vite si intrecceranno loro malgrado e la loro sorte sarà quella dell’intero pianeta. 
Tu da che parte stai?

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L'incubo di Borel   – waiting for 
Autore: Raul Londra


L’incubo di Borel – waiting for ci introduce al romanzo inedito di Raul Londra, L’incubo di Borel. In quest’anteprima conosciamo Deliah Barret, uno dei quattro protagonisti principali del romanzo. Deliah come John, Tilda e Richard si trova prigioniera in Australia, divenuta ormai un isola prigione. Deliah è disposta a tutto pur di fuggire dalla prigione, persino a tenere nascosto il suo terribile segreto anche a chi tenta di aiutarla. In un crescendo di colpi di scena e scelte necessarie alla sopravvivenza, vi chiederete quanto sia davvero lontano L’incubo di Borel dal nostro presente.

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mercoledì 31 luglio 2019

Sette dopo il tramonto - Gaetano Cappello


Titolo: Sette dopo il tramonto 
Autore: Gaetano Cappello
Genere: Racconti
Editore: Self
Pagine: 137





Il crepuscolo assottiglia tutto ciò che è visibile, lo distorce. Spegne i colori e permette alle ombre di allungarsi, fagocitare le umane sicurezze. Sette Dopo il Tramonto è un cruento viaggio nei meandri oscuri del subconscio, tra amori naufragati nel rimpianto, abissi popolati da creature spaventose e vecchie conoscenze dai volti estranei. Sette racconti pregnanti di adrenalina e orrore. Storie implacabili, per viaggiatori coraggiosi. Sarete in grado di dormirci la notte? 
 Una scrittura adattissima al genere. Un fluire incalzante degli eventi, incastrati con maestria tra presente e passato. L'elemento horror si insinua con gradualità nei vari racconti suscitando una tensione che aumenta di passo in passo, di pagina in pagina. L'ansia è padrona costante insieme alla rabbia soffocata dall'incertezza, dall'ambiguità di ciò che avverrà o non avverrà.

domenica 30 giugno 2019

10 BUFALE LETTERARIE

Frasi celebri mai pronunciate, icone religiose mai nominate, errori di attribuzione, invenzioni o approssimazioni, fantasie sessuali, origini dimenticate e falsi; in una parola: bufale letterarie.
Alcune sono nate dall'ignoranza del lettori e dal semplice accontentarsi di una conoscenza approssimativa; altre continuano a sopravvivere grazie alla moderna consuetudine di fingersi esperti di tutto, senza che in realtà si conosca bene davvero nulla.
Abbiamo già parlato dei 10 finti lettori, ora diamo un sguardo a 10 bufale letterarie!





1) "ELEMENTARE, WATSON"
Le celeberrima frase di Sherlock Holmes è in realtà un falso letterario. Nell'idea comune il noto investigatore ripeterebbe questa sentenza fino allo sfinimento, ma in verità l'esatta espressione "Elementare, Watson" è totalmente assente dalla bibliografia del detective. In alcune traduzioni italiane, all'inizio del sesto capitolo de Il segno dei quattro (1890), l'espressione è stata utilizzata in modo arbitrario, dato che nell'originale è presente soltanto "Certamente, Watson". Nella stessa opera Conan Doyle fa pronunciare al suo indagatore la frase "E' elementare", già usata in Uno studio in rosso e ripresa successivamente nel racconto L'uomo deforme. Il tormentone ebbe inizio con uno dei primi adattamenti teatrali, realizzato da William Gillette in collaborazione con Sir Arthur, e si consolidò nel passaggio dalla scena al grande schermo.


2) IL FRUTTO PROIBITO DELLA BIBBIA
 Secondo una diffusissima opinione il "frutto proibito" presente nella Genesi sarebbe una rossa e succosa mela; niente di più errato. Nella Bibbia viene citato un generico "albero della conoscenza del bene e del male". L'identificazione del frutto con la mela è attribuibile ad un errore di traduzione risalente al Medioevo; il termine latino "malum" indicava sia la "mela" che il "male", ed ecco spiegata l'errata credenza diffusa soprattutto in Europa. Una carta influenza l'avrà avuta anche il precedente mito della "mela della discordia", pomo dato in premio da Paride ad Afrodite in cambio dell'amore di Elena; anche in questo caso abbiamo un legame tra umano e divino, senza dimenticare il ruolo nefasto di Elena, figura tentatrice al pari di Eva. L'idea della mela vista come "frutto del male" sarà ripreso anche dall'arte e dalla letteratura, come ad esempio nella favola dei fratelli Grimm Biancaneve e i sette nani.
Il frutto è stato anche identificato con il fico, l'uva ed il cedro.


3) LA POESIA LENTAMENTE MUORE
La poesia Lentamente muore viene spesso attribuita al grande poeta Pablo Neruda, premio Nobel nel 1971; in realtà è stata scritta dalla poetessa brasiliana Martha Medeiros nel 2000 e pubblicata sul quotidiano di Porto Alegre Zero Hora. Su internet l'errore è ampiamente diffuso, ma personalmente ho visto il testo della lirica affisso sulla bacheca di una facoltà universitaria di Lingue e Letterature straniere, anche qui attribuita a Neruda. Il 24 gennaio 2008 il senatore Mastella lesse la poesia durante il teso dibattito precedente al voto di fiducia sul governo Prodi II; anche in questo caso la poesia fu attribuita all'autore cileno.


4) LA TRISTEZZA DI LEOPARDI
Il pessimismo leopardiano è cosa nota, non solo agli studenti, ed il povero Giacomo è diventato ormai quasi un emblema dell'uomo triste. Certo, la sfiducia nella natura e nell'uomo, l'idea presente nello Zibaldone secondo la quale "tutto è male" ed il rifiuto di aderire a qualsiasi ideologia consolatoria confermano questa immagine desolata del poeta recanatese. Tuttavia, c'è anche un Leopardi umorista, satirico ed ironico, messo in secondo piano, se non proprio sconosciuto. Ci riferiamo alle Operette Morali, ad esempio, nelle quali vi è una certa amara ironia tesa a smascherare le ipocrisie dell'uomo moderno; alla Palinodia. Al marchese Gino Capponi, presa in giro della fiducia positivista ottocentesca, aspra satira anti-progressista, portata avanti attraverso una mirabile tecnica antifrastica; la stessa verve è riservata anche agli spiritualisti, denigrati nella satira I nuovi credenti. I Paralipomeni della Batracomiomachia vedono come protagonisti topi, rane e granchi, metafore deformi degli ingenui liberali, dei goffi borbonici e degli austriaci reazionari; le forze progressiste e conservatrici sono condannate entrambe, ridicolizzate per le proprie ideologie e per la vana battaglia politica, dato che alla fine il potere resta in mano sempre agli stessi.
Ricordiamo, infine, che ne I pensieri Leopardi scrisse "Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire". 

5) LA FOLLIA DI LUCREZIO
Trattasi di bufala d'annata. Secondo una tradizione iniziata da San Girolamo, Lucrezio sarebbe impazzito dopo aver bevuto un filtro d'amore e solo nei momenti di lucidità avrebbe scritto i suoi libri, per poi suicidarsi poco più che quarantenne. La maggior parte dei critici considera totalmente priva di valore questa tradizione, mentre altri, ancora oggi, sostengono che l'autore del De Rerum Natura soffrisse del cosiddetto disturbo bipolare, sebbene le prove a sostegno di tale teoria siano praticamente inesistenti.
Girolamo, probabilmente, ha tentato di consegnare alla storia un'idea distorta di Lucrezio, pensando si screditare in questo modo l'ateismo e l'epicureismo presenti nella sua opera; lo stesso valga per l'ipotesi del suicidio. I critici sopracitati, invece, si servono del presunto disturbo da cui sarebbe stato affetto Lucrezio per giustificare la differenza di vedute con Epicuro, dato che il primo sembra essere privo di ottimismo e più incline alla drammaticità, come testimonia il tragico finale del De rerum natura, sebbene l'opera venga diffusamente considerata incompiuta.

6) LA COSTOLA DI D'ANNUNZIO
La leggenda è nota (ed apprezzata) soprattutto in ambito scolastico: D'Annunzio si sarebbe fatto asportare due costole (o una, a seconda delle versione) per poter poi essere in grado di praticare dell'autoerotismo orale. L'origine della bufala è da ricercare nella vita gaudente e spensierata del poeta, famoso per le numerose e spericolate storie d'amore,spesso non limitate ad un'unica donna per volta. La storia della costola, tuttavia, non ha alcuna fonte, magari è stata fatta un po' di confusione, forse voluta,  con un incidente che costò diversi danni ossei al poeta. Si consideri anche la difficoltà e la pericolosità dell'intervento per la chirurgia dell'epoca; sarebbe stato assurdo sottoporvisi per un vizio.
Su D'Annunzio le dicerie sono tantissime, alcune riguardano la corpofagia, altre il sesso con animali, insomma, un miscela piuttosto contorta. Ripetiamo, sulla storia della costola non vi è alcuna fonte scritta, ma soltanto dicerie trasmesse per via orale (permetteteci la battuta).

7) L'EDONISMO ORAZIANO
Considerare Quinto Orazio Flacco un edonista, in virtù del suo noto motto "carpe diem", è un'affermazione sostanzialmente errata, o almeno richiederebbe alcune precisazioni. L'invito a cogliere l'attimo ha come base la consapevolezza della brevità della vita e della fugacità del piacere, per cui il motto non può essere considerato un invito a godere in modo esagerato e smodato, come invece spesso viene interpretato erroneamente. Riprendendo il pensiero epicureo, Orazio afferma che il saggio è colui che sarà in grado di affrontare ed accettare gli eventi con serenità, addolcendo la vita con piaceri semplici, con piccoli e continui momenti di felicità. Il saggio è colui che riesce a liberarsi dalle passioni eccessive ed a sfuggire agli eccessi, accettando la morte e la precarietà della vita. Vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, certo, ma con moderazione e semplicità, non in modo sfrenato e quasi autodistruttivo (qui semmai siamo al limite dell'estetismo d'annunziano).

8) LE ORIGINI DELLA FIABA CENERENTOLA
La favola di Cenerentola è conosciuta ormai in tutto il mondo, tuttavia la maggior parte delle persone ignora le antiche origini letterarie della storia.
Molti sono convinti che sia un'invenzione della Disney, come se tutto fosse nato con l'omonimo film del 1950.
Un buon numero di persone sa che nei primi decenni dell'800 i Fratelli Grimm pubblicarono tantissime favole, tra le quali proprio Cenerentola; in questa versione la scarpetta è d'oro, non di cristallo.
Un gruppetto più sparuto di appassionati è consapevole che i Grimm si ispirarono ad un racconto di Charles Perrault, scrittore francese attivo nella seconda metà del '600; nella sua versione, fonte principale delle Disney, la scarpetta è appunto di cristallo.
Pochi eletti sanno che l'autore francese si ispirò allo scrittore napoletano Giambattista Basile, autore della raccolta Lo cunto de li cunti (1634-36); l'opera contiene cinquanta splendide favole narrate da dieci donne diverse, tra cui spicca La gatta Cenerentola, fiaba decisamente più realistica e cruda rispetto alle versioni sopracitate (la giovane arriva addirittura ad assassinare la matrigna).
Qui si fermano le fonti letterarie certe, ma la tradizione è indubbiamente più antica del periodo Barocco. Alcuni studiosi hanno trovato dei precedenti nella cultura cinese, spiegando così l'ammirazione per il piccolo piede della ragazza (in Cina è ancora una caratteristica "nobile") e la sicurezza del principe che crede ci sia una donna soltanto capace di poter indossare la scarpina, dato che in questa versione verrebbe sottolineato il fatto che la ragazza abbia i piedi più piccoli del regno.
Altri filologi fanno risalire l'origine della storia alla tradizione egizia, rimandando alle vicende della schiava Rodopi. Questa fiaba viene citata anche da Erodoto e Strabone, ed in effetti ha tantissimi punti in comune con Cenerentola. La leggenda vuole che Esopo abbia udito la storia dalla stessa schiava, dando così origine al mito.

9) I DIARI DI MUSSOLINI
Da circa trent'anni girano per il mondo dei presunti Diari di Benito Mussolini, considerati ormai falsi dalla stragrande maggioranza degli studiosi.
Nel 1980 il Times di Londra li rifiutò dopo un'attenta analisi; all'inizio degli anni '90 furono giudicati falsi dalla casa d'aste Sotheby's e dall'editore Carlo Feltrinelli, per essere poi bocciati dalla critica. Nel 2007 un'approfondita indagine filologica e storica dell'Espresso ne sancì il definitivo status di "falso". In quello stesso anno Marcello Dell'Utri aveva affermato di aver ricevuto i Diari dai figli di un partigiano, sottolineandone l'autenticità. Nel 2010 l'allora premier Silvio Berlusconi, amico del Dell'Utri, citò addirittura una frase dei falsi Diari durante un vertice dell'Ocse.
Nonostante i numerosi pareri negativi la Bompiani pubblicò i 30 Diari con l'astuto titolo "I diari di Mussolini (veri o presunti)" e nel 2011 il quotidiano Libero li distribuì gratuitamente. Nello stesso anno lo storico Mimmo Franzinelli pubblicò lo studio Autopsia di un falso: i "Diari" di Mussolini e la manipolazione della storia.

10) L'AUTOBIOGRAFIA DI NIETZSCHE 
Nel 1951 venne pubblicato un libro sconvolgente, dal titolo Mia sorella ed io. Secondo gli editori si trattava di uno scritto autobiografico redatto da Nietzsche verso il 1890, mentre il filosofo era rinchiuso nel manicomio di Turingia. L'opera, se vera, sarebbe una confessione diretta del rapporto incestuoso intrattenuto con la sorella; lo stile è affine a quello di Nietzsche, ed alcuni particolari privati fanno si che ancora oggi alcuni critici ritengano il libro originale.
La maggioranza degli studiosi, tuttavia, lo considerano senza alcun dubbio un apocrifo, in virtù di varie prove:  nell'introduzione dell'opera si fa il nome del traduttore inglese, tuttavia la figlia di costui ha sempre negato il coinvolgimento del padre; la casa editrice che pubblicò l'opera era stata già condannata per falsi e distribuzione illegale di opere protette dal diritto d'autore; il libro fa riferimento ad avvenimenti posteriori al '90; lo stile appare decisamente troppo "moderno" e scandalistico; le conoscenza filosofiche dell'autore appaiono troppo approssimative.


giovedì 9 maggio 2019

DIECI SCULTURE DA RECORD

Statua delle Libertà
- La Statua delle Libertà è la costruzione scultorea più pesante al mondo, grazie alle su 24633 tonnellate divise tra rame, acciaio e cemento. Dalla base alla fiaccola la distanza è di 93 metri, ed all'interno sono presenti 354 gradini che conducono fino alla testa. Le dita sono lunghe più di due metri e il naso un metro e mezzo.
L'opera fu donata dalla Francia agli Usa nel 1885 per suggellare il rapporto di amicizia in nome della libertà.


- Il Buddha Zhōngyuán è la statua più alta del mondo, con un'altezza di 128 metri, senza contare gli ulteriori 30 metri dell'edificio su cui è posta. La sua costruzione durò ben sette anni, ma ce ne vollero altri undici per le rifiniture e per risolvere diversi problemi di stabilità, per cui solo nel 2003 i lavori sono stati finalmente conclusi. Insieme al tempio su cui è situata la costruzione è costata circa 55 milioni di dollari. 
L'uomo che cammina di Giacometti
L'uomo che cammina di Giacometti è la scultura più costosa al mondo. Realizzata dallo scultore svizzero nel 1961, l'opera è stata acquistata da un anonimo collezionista per una cifra che si aggira intorno ai 65 milioni di sterline.

- La scultura di pietra più grande al mondo è il complesso detto "Stonewall", realizzato sulla parete dello Stone Mountain, Atlanta, Georgia, e composto dai ritratti giganti di Jefferson Davies, dei generali Robert Lee e Thomas Jackson. Il suo autore, Roy Faulkner, vi lavorò per circa nove anni.

Armand Fernandez, noto autore di opere realizzate ammucchiando oggetti l'uno sull'altro. Il Long-term Parking - La scultura contenente il maggior numero di auto è stata realizzata da Armand Fernandez, noto autore di opere realizzate ammucchiando oggetti l'uno sull'altro. Il Long-term Parking è composto da 60 auto incastonate in 1600 tonnellate di cemento per un'altezza complessiva di 23 metri.

- La più grande scultura di sabbia di tutti i tempi fu realizzata nel maggio del 1991, da circa 10000 volontari, a Myrtle Beach, nella Carolina del Sud. L'opera fu chiamata The GTE Directories Ultimate Sand Castle, ed era lunga 26277 metri.

-La scultura floreale più grande è stata realizzata  a Giacarta, in Indonesia, nel 1999 dall'agenzia pubblicitaria Ammirati Puris Lintas per  la casa farmaceutica Bayer: 1914 persone hanno riprodotto una composizione a forma di confezione d'Aspirina, utilizzando 75000 crisantemi bianchi, 1200000 stelle alpine e 715000 sacchetti di foglia di Pangus.

- Nella primavera del 1999 fu completata la statua di Gandhi dell'altezza di quasi due metri e mezzo, ad opera di A. N. Khairnar, dopo quasi un anno di lavoro. La particolarità di quest'opera, pesante 20 chilogrammi, sta nel materiale: cotone idrofilo chirurgico pregno di sostanze solidificanti.

he Qizna Institute of Chocolate & Pastry" per festeggiare i trent'anni di attività. L'opera ha la forma di un gigantesco tempio Maya- La scultura di cioccolato più grande al mondo è stata realizzata dal The Qizna Institute of Chocolate & Pastry" per festeggiare i trent'anni di attività. L'opera ha la forma di un gigantesco tempio Maya (18000 libre)  e sono state necessarie 800 ore di lavoro. E' stato scelto di omaggiare la cultura precolombiana
perché essa ha avuto un ruolo decisivo nella storia del cioccolato, grazie alla pratica della coltivazione degli alberi di cacao.
scultura più piccola del mondo è stata realizzata da Williard Wigan
- La scultura più piccola del mondo è stata realizzata da Williard Wigan, noto proprio per le sue micro-sculture. L'opera a forma di moto è stata realizzata su di un pelo utilizzando un microscopico frammento di diamante e sono state necessarie cinque settimane di lavoro certosino.

giovedì 11 aprile 2019

J. R. R. TOLKIEN, Il signore degli anelli. La Compagnia dell'Anello, Incipit & Explicit


INCIPIT
Il signore degli anelli. La Compagnia dell'Anello
Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione. Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant’annni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea. Le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie, ed il popolo credeva, benché ormai i vecchi lo neghino, che la collina di Casa Baggins fosse piena di grotte rigurgitanti di tesori. E, come se ciò non bastasse, ad attirare l’attenzione di tutti contribuiva la sua inesauribile, sorprendente vitalità. Il tempo passava lasciando poche tracce sul signor Baggins: a novant’anni era tale e quale era stato a cinquanta; a novantanove incominciarono a dire che si manteneva bene: sarebbe stato più esatto dire che era immutato. Vi erano quelli che scuotevano la testa, borbottando che aveva avuto troppo dalla vita: non sembrava giusto che qualcuno possedesse (palesemente) l’eterna giovinezza ed allo stesso tempo (per fama) ricchezze inestimabili.
« Sono cose che dovremo scontare », dicevano; « non è secondo natura, e ci porterà dei guai! 


EXPLICIT


«Così hai rovinato tutto il mio bel piano!», disse Frodo. «E'
inutile cercare di sfuggirti. Ma ne sono felice, Sam. Non sai quanto.
Andiamo! E' chiaro che il destino vuole che viaggiamo insieme! Noi
partiremo, e possano gli altri trovare una via verso la salvezza!
Grampasso si occuperà di loro. Penso che non li vedremo mai più».
 «Chissà, signor Frodo, può darsi di sì. Tutto è possibile», disse
Sam.
frodo e sam E così Frodo e Sam partirono insieme per l'ultima tappa della
Missione. Frodo si allontanò remando dalla riva, e il Fiume li condusse
via rapidamente lungo il braccio occidentale, oltre le minacciose
rupi di Tol Brandir. Il ruggito delle grandi cascate si fece più vicino.
Malgrado tutto l'aiuto che Sam potè dare, fu un compito arduo
attraversare la corrente all'estremità sud dell'isola, e dirigere la barca
verso la riva orientale.
 Infine toccarono nuovamente terra sulle pendici meridionali di
Amon Lhaw. Trovarono una sponda che s'immergeva dolcemente
nelle acque; tirarono in secco la barca, e la nascosero come poterono
dietro un grosso macigno. Dopo essersi caricati sulle spalle i bagagli,
si misero in marcia, alla ricerca di un sentiero che valicasse i grigi


colli dell'Emyn Muil e li conducesse, infine, giù nella Terra d'Ombra.

[J. R. R. TOLKIEN, Il signore degli anelli. La Compagnia dell'Anello, 1954]