mercoledì 18 aprile 2012

IL PROFESSOR MONTI A SCUOLA DA CINA E QATAR


Avevano detto a tutti noi di non preoccuparci: arriva “il professore”. Laureato alla Bocconi, borsa di studio a Yale con il premio Nobel Tobin, ritorno all’università milanese prima come insegnante ed infine come rettore. Questo solo per citare alcuni dei suoi titoli accademici, tralasciamo la banca per cui ha lavorato, gli incarichi nell’Unione europea, oltre alla partecipazione a varie associazioni di stampo ultra-liberistico di cui certamente avrete letto tutti qualcosa, ma forse ne parleremo anche noi in futuro.
 © ANSA
Dicevamo, il professore doveva risolvere tutti i problemi economici e finanziari della nostra penisola, grazie anche alla corte di super tecnici che gli fanno da contorno. Ci è riuscito? Ci sta riuscendo? Per chi si e per chi no, sarà interessante capire cosa diranno i nostri politici nella prossima campagna elettorale, soprattutto i leader dei partiti che lo appoggiano, dato che, di fatto, stanno governando assieme a lui e voglio vedere chi di loro prometterà continuità e chi invece tenterà di prendere le distanze. Tralasciamo anche i giudizi positivi scontati della Merkel, di Draghi e soci, troppo facile prevedere che l’azione di Monti non sarebbe mai stata invisa a questi poteri. Mi vorrei soffermare su alcune opinioni, relative al suo operato, espresse da leader di paesi stranieri un po’ più lontani da noi.
 © ANSA
Il 27 marzo il presidente cinese Hu Jintao ha promesso di incoraggiare investimenti cinesi in Italia, sia pubblici che privati, confermando il suo apprezzamento per le riforme del premier Monti. Dopo quattro giorni il professore è andato direttamente in Cina, dove ha ricevuto i complimenti anche dal primo ministro Jiabao, soddisfatto  per i progressi del nostro paese. Durante una conferenza tenuta alla scuola Comunista di Pechino (certo, i cinesi sono comunisti, come è vero che una pornostar a fine carriera è vergine) il nostro premier ha dovuto ammettere che in effetti il sistema capitalista ha subito dei colpi, ma ancora oggi si dimostra il più forte tra i vari scenari economici possibili. Silenzio sul Tibet, toni rassicuranti sui non-diritti umani, in sostanza Monti ha affermato che dobbiamo farci i fatti nostri, soprattutto nei confronti di un paese che ci può portare paccate di denaro. In effetti il premier cinese ha anche ricordato le sue recenti trasferte ufficiali in Italia, confermando l’apprezzamento per le nostre piccole e medie imprese, per l’innovazione e la capacità manifatturiera, senza dimenticare arte e cultura, praticamente ha tralasciato solo pizza e mandolino. Vi dico la verità, sono rimasto turbato sentendo queste frasi. La Cina esprime apprezzamento verso le riforme economiche di un nostro governo?! Ma non è la stessa Cina che tutti i nostri medi e piccoli imprenditori accusano per scopiazzamenti vari e concorrenza illegale, dato il livello incredibilmente basso dei salari? Non è lo stesso paese che manda qui da noi ogni giorno container su container di prodotti a bassissima qualità con cui inondano i nostri negozi a scapito della nostra produzione migliore qualitativamente ma, per forza, più cara? Non è la stessa Cina che colonizza le nostre città (vedi Milano e Prato, ad esempio) mentre da loro controllano le nascite? La stessa nazione che possiede una grande fetta del debito pubblico americano sta prendendo di mira anche noi adesso? Senza contare i diritti umani, gli apprezzamenti da parte di uno stato che praticamente si regge su un unico, grande e inamovibile partito mi fanno pensare che se a loro piace cosa accade in Italia allora dobbiamo essere noi a preoccuparci. Cosa vorranno fare di preciso i cinesi con noi? Investire per la nostra crescita o per il loro profitto? Se apriamo un libro di storia di soli dieci anni fa e leggiamo il classico paragrafetto minuscolo sulla Cina capiremo che il mondo davvero sta cambiano, e comprenderemo che ormai noi non contiamo più una cicca.
Pochi giorni fa l’Emiro del Qatar è giunto in visita qui in Italia, calorosamente ricevuto dal nostro premier. Monti, chissà perché mai, ha chiesto ad Al Thani cosa avesse scoraggiato gli investimenti del Fondo Sovrano nel bel paese e la risposta è stata “la corruzione”. Il caro Mario lo ha rassicurato ed inoltre ha affermato che si cercherà di rendere il nostro mercato del lavoro simile a quello dei paesi in cui gli investimenti sono più convenienti. Il professore, inoltre, ha ricordato le collaborazioni tra i due paesi, soprattutto a livello energetico, e non ci si è dimenticati del calcio, visto il futuro mondiale nel paese asiatico: è stata auspicata una stretta collaborazione per ciò che riguarda le infrastrutture da costruire in uno stato che di certo non ha ancora tanti stadi quanti ne servono per una competizione globale. Sul momento il mio sesto senso mi ha avvertito che qualcosa non quadrava in queste frasi, a mente fredda ho riflettuto meglio e queste sono le conclusioni. Il problema che frena gli investimenti, secondo l’Emiro, è la corruzione, ed in effetti noi tutti siamo consapevoli delle storture del nostro paese, ma è molto strano che venga a farci la morale un monarca assoluto che regna uno stato in cui la giustizia è retta dalla Shari’a e che diversi istituti internazionali collocano agli ultimi livelli per diritti politici e civili, senza dimenticare che stiamo parlando di un paese che prevede ancora la pena di morte e la tortura. Per quanto riguarda l’economia, un quarto del bilancio statale è destinato alla spese militari ed in effetti negli scorsi decenni il Qatar non si è tirato indietro negli scontri tra Iran ed Iraq, cambiando talvolta posizione, ma consapevole di dove schierarsi per non essere schiacciato. Il brivido provato per le parole di Monti relative al nostro mercato del lavoro da cambiare e, addirittura, adeguare ai paesi che attirano investimenti, si è rivelato fondato quando ho letto alcune informazioni sul mercato del lavoro in Qatar. Lo stato arabo si regge sulla manodopera straniera, proveniente soprattutto dal sud-est asiatico, ma sono stati rilevati diversi problemi in questi ultimi anni: in pratica gli emigranti si trovano ad operare in condizioni economiche e di vita peggiori di quelle prestabilite, oltretutto si sono verificati casi di limitazioni della libertà di movimento, sia all’interno dell’emirato sia per tornare nel loro paese d’origine; non ci sono sindacati, non si rispettano le norme contro il lavoro forzato, addirittura è scoppiato uno scandalo relativo ad alcuni “campi di lavoro” (il nome mi ricorda qualcosa). Il nostro premier ha promesso un adeguamento del nostro sistema lavoro a quello dei paesi che attirano investimenti e lo ha fatto proprio durante l’incontro con l’emiro del Qatar, tutto ciò sarà una coincidenza ma continuo a rabbrividire. Per quanto riguarda l’energia, certamente il regno si regge sulla vendita di gas e petrolio e noi italiani abbiamo tanto bisogno di fonti energetiche, dato che quelle nucleari sono state (per fortuna) temporaneamente accantonate e le energie alternativi (stranamente) sembrano non fruttare per cui si è deciso di dare un taglio secco alle agevolazioni. Passiamo al calcio. Siamo stati sbaragliati da Ucraina e Polonia nella corsa all’europeo, due stati che di certo non hanno un campionato del nostro livello e, anche messi assieme, sono incorsi in mille difficoltà organizzative, tanto che si era addirittura ipotizzato un incredibile spostamento di sede. Qui da noi gli stadi sono vecchi, scomodi e spesso non a norma per le competizioni internazionali. Ancora non capisco, dunque, perché mai il Qatar ci ha scelto come partner per le infrastrutture: se non siamo bravi è stato un autogol; se siamo bravi, ma qui non riusciamo a dimostrarlo, allora ci stiamo facendo autogol ogni giorno che passa.     
Tutto questo discorso potrebbe venir frainteso, ecco perché mi pongo da solo due obiezioni-domande:
Te la prendi perché si tratta di Cina e Qatar, quindi sei come minimo razzista?
No, me la prendo anche quando si tratta di altri paesi. Mi fa incazzare la Merkel che ci critica quando affonda una nostra nave e non guarda ai suoi treni che si “tozzano” con eccessiva frequenza; la stessa cancelliera mi irrita per la sua folle idea che strozzando un paese come la Grecia si possa risollevare l’intera Europa; non mi piace sentirla fare sempre la maestrina a noi italiani che, se fossimo più intelligenti, potremmo campare sostenendoci soprattutto con arte, cultura, turismo e piccola – media industria che si accompagna a questo tipo di attività, ma ci stiamo concentrando in una lotta impari con paesi storicamente più forti da un punto di vista industriale e come patrimonio di materie prime, senza contare che la loro cultura calvinista-protestante li rende maggiormente disposti al lavoro sfrenato,anche a costo di mille sacrifici, ma dopo un viaggio in Italia non so dove preferirebbero vivere. Mi disturba sentire gli americani che ci danno lezioni di democrazia, loro che portano avanti guerre preventive con l’idea di “esportare” valori positivi; recenti critiche statunitensi al nostro sistema giudiziario mi fanno ridere, considerando la loro pena di morte, la polizia dal grilletto facile, le piazze sgomberate con la violenza, i processi in cui spesso sono state condannate persone (anche del nostro paese) per idee più che per reati; gli Usa si vantano di essere una democrazia fondata su ideali “magnifici e progressivi”, dimenticando che la loro costituzione si è basata sui nostri filosofi, di loro ci hanno aggiunto l’idea che tutto si regga con la Bibbia in una mano e il fucile nell’altra, senza dimenticare una propensione esasperata all’individualismo. Ho scelto due paesi “cardine”, ma potrei anche fare il nome dei francesi spesso superbi con noi, ma talvolta facili nel lasciarsi cadere in eccessi ( Guerre di religione, Rivoluzione 1789), estremisti in senso anti-religioso (leggi anti-simboli), fiducia nel progresso (centrali nucleari a decine), deliri di onnipotenza (come quando schiacciarono la Germania dopo la seconda guerra mondiale, consegnando così il paese nella mani dell’estremismo). E non parliamo degli inglesi. Facciamo così, un giorno scriverò un post anche sulle nazioni occidentali-avanzate-industrializzate che ci fanno da maestrine, ma oggi la mia idea era un’altra.
  Te la prendi perché pensi che prima di Monti si stesse meglio?
Assolutamente no, ma almeno vorrei poter scegliere chi deve prendere le decisioni, e vorrei farlo soprattutto nei momenti di crisi, quando le decisioni da prendere toccano i problemi più spinosi. In mancanza della libertà di scelta almeno sia consentito criticare.
In definitiva, l’idea del mio post è questa. Ormai sorrido quando altri grandi paesi occidentali ci fanno la ramanzina oppure ci allungano il biscottino, sorrido amaramente però, perché convinto che ci stiamo facendo prendere per i fondelli da 151 anni. Mi sorprendo di più, tuttavia, quando sento critiche o consigli da paesi che stanno ancora cercando di raggiungere i più scontati livelli di libertà e giustizia, oltre che eguaglianza sociale. Mi sorprendo, però, non perché spinto da un sentimento di superiorità, ma semmai perché ho tanta di quella fiducia nelle potenzialità del nostro paese che credo toccherebbe a noi dare consigli agli altri, siano essi confinanti o paesi lontani. Potremmo essere noi la guida degli stati in via di “sviluppo”, invece vedo i nostri dirigenti prostrarsi davanti ai loro leader assoluti (salvo poi cambiare idea se ce lo ordinano gli USA). Abbiamo scelto, invece, di farci colonizzare anche a livello intellettuale. Divento così consapevole che la globalizzazione non sta affatto avvicinando le culture, semmai sta accomunando i lati peggiori di tutti gli stati, e chissà quale sarà la fine, o meglio, quale è IL FINE di tutto ciò. E chissà chi tira i fili.

Seth Ankh

venerdì 13 aprile 2012

La 25ª ora; monologo allo specchio


Monty sta per finire in galera per sette lunghi anni. Non sa se ne uscirà vivo, non riesce nemmeno a capire se qualcuno lo ha tradito, sospetta addirittura della sua ragazza. Chiuso in un grumo di rabbia lancia un'invettiva cruda: contro tutte le etnie che vivono nella sua città, contro gli scandali finanziari in buona parte impuniti, contro la religione, contro la forza pubblica, contro gli amici, il padre, la fidanzata. Un ondata d'odio che viaggia dall'universale al particolare, dalla società alla famiglia. 
Alla fine comprende tutto.
La società può anche essere marcia, malata e caotica; chi dovrebbe starci accanto può anche essere un vile o un traditore; le istituzioni terrene e celesti possono anche essere delle finzioni; ma se commettiamo uno sbaglio tanto grosso dobbiamo mandare a fanculo soprattutto noi stessi. 
Una grande lezione di vita, un ottimo film di Spike Lee tratto dal romanzo di David Benioff


<< Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e chi la abita. 
In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. 
In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. 
In culo ai Sikh e ai pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti, puzzano di curry da tutti i pori. Mi mandano in paranoia le narici... Aspiranti terroristi! E rallentate, cazzo! 
In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi. E te lo sbattono in faccia su Gay-Channel. 
In culo ai bottegai coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. 
In culo ai russi di Brighton Beach. Mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè, con una zolletta di zucchero tra i denti. Rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti. 
In culo agli ebrei ortodossi, che vanno su e giù per la quarantasettesima, nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell'apartheid. 

In culo agli agenti di Borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell'universo. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita! E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! 
In culo alla Tyco, alla ImClone, alla Adelphia, alla WorldCom! 
In culo ai portoricani, venti in una macchina e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. E non fatemi parlare di quei pipponi dei dominicani... Al loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni. 
In culo agli italiani di Bensonhurst, con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi sperando in un'audizione per I Soprano. 
In culo alle signore dell'Upper-East Side, con i loro foulard di Hermes e i loro carciofi di Balducci da 50 dollari, con le loro facce pompate di silicone, truccate, laccate e liftate: non riuscite ad ingannare nessuno vecchie befane.
 In culo ai negri di Harlem... Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa! E muovete... le chiappe, è ora! 
In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili nascosti dietro il loro muro d'omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti, che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. 
In culo alla Chiesa, che li protegge non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo! Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluia degli angeli per il resto dell'eternità! Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville!
 In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!
 In culo a Jacob Elinski... lamentoso e scontento. 
In culo a Francis Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. 
In culo a Naturelle Riviera, le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena: mi ha venduto alla polizia... maledetta puttana. 
In culo a mio padre con il suo insanabile dolore, che beve acqua minerale dietro al banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri e inneggiando ai Bronx Bombers. 
In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, ai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. 
No. No, in culo a te, Montgomery Brogan.
 Avevi tutto e l'hai buttato via, brutta testa di cazzo!>>



IL MINISTRO E LO SCRITTORE: SCIASCIA MUTILATO



Martedì 10 aprile 2012 il ministro degli interni Anna Maria Cancellieri ha fatto visita al paese siciliano di Racalmunto che recentemente ha visto sciogliere il proprio consiglio comunale a causa di infiltrazioni mafiose. Il ministro ha tentato di comunicare speranza ai cittadini, ha chiesto loro di credere fermamente nella rinascita del paese e, quindi, di affidarsi alle istituzioni, ha cercato di conquistare la fiducia della gente con invocazioni alla sicurezza, alla democrazia ed alla libertà. La Cancellieri non ha potuto fare a meno di recarsi alla fondazione Sciascia, dedicata al cittadino più importante che questo paesino ha avuto fin’ora. Ha confessato altresì di essersi rammaricata quando si è resa conto di dover sciogliere il consiglio comunale del luogo natio di uno dei massimi scrittori anti-mafia, tuttavia, dopo la relazione del prefetto, non ha avuto scelta.
Ricordando Sciascia ne ha esaltato la “sicilianità”, la sua scelta di combattere con la ragione, la lotta “quasi romantica” contro la mafia; il ministro, inoltre, ha sottolineato come lo scrittore fu uno dei primi a scagliarsi contro cosa nostra, quindi ha ricordato un’intervista dell’autore risalente al 1987:  ''Un'intervista che deve essere una sorta di guida per tutti noi. La lotta più efficace alla mafia è quella compiuta nel nome del diritto, senza strade d'assedio, ma dando al cittadino la sua sicurezza. La democrazia non è impotente a combattere la mafia''.  Il ministro sottolinea che lo scioglimento è solo una prima fase della lotta, ora deve essere la comunità a imboccare la giusta via. Insomma, i tre funzionari prefettizi sono soltanto una parentesi, dopo tutto tornerà nelle mani democratiche dei cittadini e dovranno essere loro a vincere contro questa “crisi” (un’autocitazione visto il governo tecnico di cui fa parte?).
Su diversi quotidiani on-line ho letto il resoconto della suddetta visita e riscontrato una costante affermazione: “c’era poca gente”. Si specificava, anzi, che oltre ad alcuni pensionati e ad una scolaresca non c’erano molti cittadini “comuni” e, soprattutto, mancavano i giovani. Non so se questo riscontro sia vero o meno, tuttavia, se anche fosse andata così, non me la sento di accusare la gente di Racalmunto: forse loro hanno davvero letto tutte le opere di Sciascia.
Ha ragione il ministro, infatti, a ricordare il ruolo dell’autore e la sua lotta guidata da spirito razionale. Tuttavia, un rapito excursus di tre opere ci permetterà di cogliere qualche messaggio che va oltre la “condanna” o la “denuncia” del solo sistema mafioso.
Ne Il giorno della civetta (1961) il capitano Bellodi indaga sul delitto di un piccolo imprenditore edile; durante l’indagine il Bellodi viene a conoscenza del nome del presunto killer (Diego Marchica) dalla moglie di un testimone del delitto, precedentemente ucciso a causa di tale “colpa”. Il Marchica è chiaramente un sicario mafioso, ma in un modo o nell’altro l’ha sempre fatta franca. Attraverso ulteriori indagini il capitano riesce a far arrestare il padrino, don Mariano Arena che in un celebre passaggio conierà l’espressione “quaquaraquà” per definire le persone più in basso nella scala sociale, presumibilmente i traditori o coloro che parlano troppo. L’indagine “razionale” sembra dare i suoi frutti, ma ecco che entra in scena l’elemento forse dimenticato dal ministro: il coinvolgimento politico. E non mi riferisco alla piccola politica, quella di paese, che infatti la signora ministro conosce per forza, dato il motivo della visita a Racalmunto; mi riferisco all’alta politica, coinvolta con i vertici della mafia. I collegamenti del padrino con alcuni onorevoli, infatti, hanno agitato le acque fino a Roma, ma durante un dibattimento parlamentare un sottosegretario proclama che la mafia non esiste “se non nella fantasia dei social comunisti”. Già qualche pagina prima Sciascia aveva descritto un incontro tra due deputati del partito di maggioranza intenti a meditare su come far allontanare il solerte Bellodi dall’indagine. Durante un congedo nella sua Parma il capitano viene a conoscenza che tutto è stato insabbiato, con tanto di finti alibi e deposizioni di personaggi affidabilissimi. Tuttavia non s’arrende, il romanzo si chiude con la sua volontà di “rompersi la testa” pur di far trionfare la giustizia. Siamo ancora nella fase “illuminista” dell’autore, il momento in cui gli eroi possono cadere, ma non si arrendono.
A dieci anni dal precedente romanzo Sciascia pubblica Il contesto e il pessimismo che ha avvolto lo scrittore comincia a serpeggiare in maniera evidente, oltre alla sua volontà di immergersi ancora più a fondo nella melma tra politica e mafia, uscendo fuori dalla Sicilia per condurre la sua indagine dritto a Roma. Siamo in un paese immaginario del Sudamerica (ovviamente allegoria-parodia dell’Italia) e l’ispettore Rogas cerca di risolvere gli omicidi di quattro magistrati. Durante le investigazione vengono fuori accordi tra partiti di governo e opposizione, patti tra rappresentanti del potere pubblico e privato, il tutto finalizzato ad un colpo di mano contro lo Stato. La vittoria dell’eroe sembra vicina, ma questa volta non basterà un’insabbiatura per fermare l’ispettore, gli “opposti” schieramenti combinano l’assassinio di Rogas e, dopo averlo portato a termine, il silenzio calerà su questo barbaro operato dei servizi segreti. Ricordiamo in che anni è stato scritto il libro: bomba di piazza Fontana, il treno di Gioia Tauro, golpe Borghese, la P2 prende forma…
Nel 1974 Sciascia pubblica Todo modo: il titolo è tratto dagli Esercizi spirituali di Ignazio de Loyola, ed in effetti il libro narra le riunioni segrete del partito cattolico di governo nelle quali, più che praticare esercizi dello spirito, si ordiscono trame per conservare ed aumentare il potere. Improvvisamente, però, molti esponenti di questo partito (appartenenti alla Chiesa, al mondo della finanza, alla politica, all’alta società) vengono uccisi, facendo intravedere una sorta di guerra interna al movimento, tuttavia  il giallo questa volta non viene neppure risolto. Quasi una profezia dei futuri delitti Calvi e Sindona, ancora oggi avvolti nel mistero.
Va bene ricordare lo spirito critico e razionale di Sciascia, è giusto non dimenticare il suo ruolo come primo letterato a scrivere di e contro la mafia, è opportuno spiegare come la sua idea di lotta si basasse sul rispetto della legalità.
Ma…
Non ignoriamo la sua immersione nel torbido miscuglio tra mafia e politica (alta), le sue allusioni a colpi di stato e servizi supersegreti, il suo distacco dalla politica e dai partiti per la coscienza di una colpevolezza unica, di un sistema nascosto che trama e governa e di cui noi cittadini ci rendiamo conto solo con le stragi o i casi irrisolti. Una tale sfiducia colse a tal punto l’uomo Leonardo che l’intellettuale Sciascia anni dopo finì per scrivere un articolo (1987, che sia lo stesso citato dalla Cancellieri? Non riesco ad accertarmene, ma sarebbe inquietante) in cui accusò la stessa anti-mafia per eccesso di protagonismo e desiderio di far carriera con indagini al limite della legalità (purtroppo in questo suo sfogo gli scappò anche un rimprovero al giovane Borsellino, accusato di un’ascesa troppo veloce, ma, pochi anni dopo, tonnellate di esplosivo freneranno il suo cammino e ogni eventuale polemica). Forse fu la rabbia che lo spinse a scrivere questo articolo, rabbia derivante dalla consapevolezza di aver anticipato anni prima l’esistenza di questo “sistema” senza che però nessuno si degnasse di ascoltarlo.
Perché pochi giovani all’incontro di Racalmuto… Forse non se ne fregano nulla, oppure le risposte da parte dello stato hanno tardato così tanto ad arrivare che sono strapiombati nel pessimismo più cupo, degno del loro illustre cittadino. Forse vogliono far capire ad un ministro tecnico che, oltre ad agire d’emergenza sulla crisi economica, è il caso di agire anche su di un sistema politico ormai giunto alla frutta, dove processati vengono candidati, condannati entrano in parlamento e la corruzione (morale ed economica) non è al primo posto tra i problemi da affrontare. Forse vogliono anche ricordare a qualcuno che, oltre a celebrare, si deve continuare a scavare, ad indagare, andando più a fondo e, quindi, più in alto possibile.
Forse hanno voluto far capire al ministro che, più che sciogliere un consiglio comunale, si deve mettere sotto accusa soprattutto un intero sistema politico, con tutti i relativi collegamenti occulti.   

Seth Ankh

PRECARIA-MENTE: RIFLESSIONI DI UN INSEGNANTE IN BILICO


-PRECARIA-MENTE: RIFLESSIONI DI UN INSEGNANTE IN BILICO [Presentazione]

-IL CAMMINO DI UNA MENTE ATTIVA: DALLA MEMORIA AL RAGIONAMENTO 

- OBIETTIVO MATURITÀ: IL SAGGIO BREVE (TIPOLOGIA B)  

L'INCONTRO/SCONTRO SCUOLA FAMIGLIA 

LE SETTE BANALITÀ TANTO AMATE DAI MINISTRI DELL'ISTRUZIONE 

IL "DOVERE" DI CITTADINANZA

COME POTREBBE NASCERE UN TERRORISTA ITALIANO

- I LIBRI NON SONO TUTTI UGUALI


MANZONI MARTORIATO; STORIE DI ORDINARIA DOCENZA

I DIECI TIPI DI GENITORI ALL’INCONTRO SCUOLA FAMIGLIA

- IL CONCORSO DEGLI ORRORI (COME TENTARE DI DEMOLIRE IL PRESTIGIO DEI DOCENTI)

-DIECI TIPI DI INSEGNANTI

giovedì 12 aprile 2012

SEZIONE DARK SIDE


-Il vampiro Arnold Paole: testimonianza diretta dell'esistenza dei vampiri

QUESTA RAGAZZA E' IL VOLTO DEL MALE?

Ex satanista avverte del pericolo Halloween

SEZIONE ARTE



-LE NAZIONI CON IL MAGGIOR NUMERO DI PATRIMONI DELL'UMANITÀ

SEZIONE CINEMA


OSCAR 2016 – UNA PARTITA DAL FINALE (FIN TROPPO) SCONTATO

I “MALEDETTI” DEGLI OSCAR

DIECI EVENTI CINEMATOGRAFICI DEGLI ULTIMI CENTO ANNI

I PRIMATI DEGLI OSCAR

LE MIGLIORI CENTO CITAZIONI CINEMATOGRAFICHE DI SEMPRE

IL CINEMA ITALIANO E' IN CRISI? SI, LO DICONO I NUMERI

-PERCHÉ NON FANNO UN FILM SU...SEI PROPOSTE TRATTE DA LIBRI, FUMETTI, EVENTI STORICI


-AVATAR

-
ARANCIA MECCANICA

-FULL METAL JACKET

-SCENE RICICLATE NEI CARTONI DISNEY

-IL SORPASSO [la morte dell'Italia migliore]


-TRAIN DE VIE

-FIGHT CLUB (film)

SEZIONE LETTERATURA



NOBEL ITALIANI PER LA LETTERATURA
DIECI EVENTI DI LETTERATURA INTERNAZIONALE DEGLI ULTIMI 100 ANNI

DIECI EVENTI LETTERARI ITALIANI DEGLI ULTIMI CENTO ANNI

-  POESIE D'AUTORE SUI GATTI

-IN MEMORIA DI STIEG LARSSON [ANALISI DELLA TRILOGIA MILLENNIUM]

- LO SAPEVATE CHE....10 CURIOSITÀ LETTERARIE PER RINFRESCARE LA MENTE

CITAZIONI ERRATE E CATTIVE INTERPRETAZIONI: 7 ESEMPI EMBLEMATICI

VERGA E LA MODERNITÀ

27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA

-LETTORI MODERNI: LA SCELTA DI NON SCEGLIERE

-RELIGIONE CRISTIANA E LETTERATURA ITALIANA: UN RAPPORTO COMPLESSO

-10 BUFALE LETTERARIE

-L'ULTIMO MONTALE

-A PAURA MIA; Eduardo De Filippo

-REGIME

-Gomorra, Roberto Saviano, 2006

-Mommy porn: il nuovo genere piccante per le mamme nato da Cinquanta sfumature di grigio

-Young Adult: successo in Italia per il nuovo genere figlio del tormentone Twilight

-SAPERI E SAPORI: I BOOK BAR

-ALLA FINE L’AMORE. Riflessione sul messaggio de La montagna incantata [Thomas Mann]

-I 10 FINTI LETTORI

SEZIONE DUBITO ERGO SUM


-ESTREMISMI VECCHI E NUOVI: IO NON CI STO

-IL PAESE DELL'ETERNO FUTURO PROSSIMO

DANTE ERETICO: L'ILLUMINAZIONE DELL'OCCHIO CHE TUTTO VEDE


-
L’ALTRO 11/09: IL GOLPE CILENO



-CONVERGENZA ARTICA ED ALTRI CURIOSI FENOMENI NATURALI