giovedì 24 ottobre 2013

LA MODIFICA DELL'ARTICOLO 138 DELLA COSTITUZIONE

Con la votazione tenutasi in Senato il 23/10/2013 è stato approvato il ddl costituzionale che al suo interno contiene la modifica dell'articolo 138 della Costituzione. Grazie ad uno scarto di soli 4 voti è stata superata la soglia dei due terzi, necessaria per evitare che il provvedimento debba passare attraverso il referendum confermativo. Se la stessa soglia sarà raggiunta anche nel prossimo voto alla Camera, quindi, verrà istituito subito il Comitato elettorale per le riforme costituzionali, senza dover passare per il giudizio del popolo. Il provvedimento è stato approvato con i voti di Pd, Pdl (anche se in questo partito ci sono state delle astensioni e ricordiamo che al Senato valgono come voti contrario), Lega, Scelta civica, Gal e Autonomie; hanno votato contro il Movimento5stelle e Sinistra ecologia e libertà.
parlamento, camera, senato

Se a dicembre sarà approvato anche alla Camera, dunque, il ddl istituirà un Comitato di 42 parlamentari, sia deputati che senatori, scelti tra tutte le forze politiche tenendo conto della rappresentanza; in caso di mancato accordo i delegati dell'opposizione saranno scelti dall'alto. Il Comitato apporterà modifiche ai titoli I, II, III, V della seconda parte della Costituzione, quindi ci saranno dei cambiamenti riguardo la composizione del Parlamento, la Presidenza della Repubblica, il ruolo del governo, le provincie ed i comuni.

Chi ha votato a favore sostiene che il Comitato è l'unica sede in cui possano avvenire le necessarie riforme costituzionali, invocate anche dall'opposizione, come ad esempio il taglio del numero dei parlamentari o il superamento del bicameralismo perfetto.  
Gli oppositori accusano Pd e Pdl di voler stravolgere la Costituzione e di istituire una deroga che già di per sé sarebbe incostituzionale. Il M5S chiede al governo di accettare comunque un passaggio referendario, per dare la possibilità ai cittadini di esprimersi su una materia così delicata. Stefano Rodotà, inoltre, ha affermato che alcune riforme (dimezzamento parlamentari, superamento bipolarismo perfetto) sarebbe possibile farle comunque, dato l'ampio consenso, senza dover modificare o derogare l'art. 138. Le polemiche si sono concentrate anche sulla tempistica delle modifiche, dato che i giorni per le due letture di Camera e Senato saranno dimezzate, passando dagli attuali tre mesi a 45 giorni.

Ecco l'articolo 138 della Costituzione:

Art. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
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Seth Ankh

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