venerdì 18 ottobre 2013

PETIZIONE PER IL RIPRISTINO DELLA STORIA DELL'ARTE NELLE SCUOLE

Gli effetti della riforma Gelmini si fanno ancora sentire. Ultima vittima la Storia dell'arte, scomparsa dal novero delle materie obbligatorie in diversi indirizzi delle scuole secondarie. Incredibilmente anche quelle ad indirizzo artistico hanno visto sparire questa fondamentale disciplina nel biennio e ridurla soltanto a due ore settimanali al triennio. E pensare che negli anni precedenti alla riforma del 2010 si era diffusa l'idea di incrementare lo studio di questa fondamentale materia, inserendola anche nel progetto didattico delle materne.
L'attuale Ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, ha aderito alla petizione per il ripristino della Storia dell'Arte da inviare alla collega Maria Chiara Carrozza, ministro dell'Istruzione. Naturalmente il Ministro Bray non ha potuto esimersi, dato che l'Italia ha il più grande patrimonio artistico del mondo, ed inoltre la nostra penisola conta ben 49 siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità, da dividersi tra culturali e naturali.
L'importanza della disciplina è da considerarsi sia culturale che economica. Dal punto di vista culturale l'arte italiana conserva gran parte della nostra identità, caratterizzandosi come un patrimonio non soltanto estetico, ma anche etico; la difesa dell'"italianità" così tanto sbandierata quando si parla di industrie e asset strategici può forse ignorare proprio ciò che ci contraddistingue agli occhi del resto del mondo?
 Dal punto di vista economico si consideri l'afflusso annuo di turisti interni e soprattutto esterni che contraddistingue la nostra nazione ed ha come meta principale il patrimonio culturale ed artistico, ed anzi si tenga presente che le annose inadempienze politiche ed amministrative hanno martoriato questo patrimonio che, gestito meglio, potrebbe diventare davvero il volano del nostro riscatto economico e sociale.



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