domenica 21 giugno 2015

LA TEORIA DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE DI GARDNER

Il pedagogista Howard Gardner gettò scompiglio nel campo delle scienze cognitive con la sua Teoria delle intelligenze multiple, esposta nel libro  Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza del 1983.
Fino a quel momento, infatti, negli ambienti pedagogici l'intelligenza era considerata come un insieme compatto e uniforme, calcolabile in modo scientifico attraverso il test del Qi. La teoria di Gardner, invece, rifiuta questa impostazione, postulando l'esistenza di diversi tipi di intelligenze che combinati tra loro formano la nostra mente.
La critica di Gardner non è indirizzata solo al concetto di intelligenza, ma anche all'idea che essa potesse essere studiata in modo certo attraverso test brevi di carattere verbale e matematico. Questi tipi di prove, infatti, permettono di verificare soltanto le abilità linguistiche e matematiche, lasciando completamente nell'ombra tutte le altre.
Le varie intelligenze proposte nel suo modello non si sommano in modo meccanico, ma si mescolano tra di esse, producendo personalità ed abilità cognitive differenti a seconda del livello raggiunto da ogni persona nelle singole intelligenze.

Ecco l'elenco delle intelligenze gardniane:

- Musicale, ritmica, armonica.
Alcune persone sono più sensibili alle melodie ed ai suoni, dotate di quel che viene definito orecchio assoluto, ossia della capacità di individuare una nota anche ascoltandola una sola volta e senza altri suoni di riferimento. Le persone con un alto livello di intelligenza musicale possono imparare più facilmente attraverso l'ascolto e con la realizzazione di "filastrocche". Ovviamente hanno anche più possibilità di eccellere nell'apprendimento di uno strumento musicale, nella composizione e nel canto.

-Visiva, spaziale.
Questa abilità è propria delle persone che riescono a percepire lo spazio circostante attraverso la propria mente ed a orientarsi con precisione; imparano disegnando o attraverso schemi e riportano alla mente eventi o concetti attraverso una loro visualizzazione mentale. Sono dotate di una grande memoria visiva ed hanno una grande capacità d'immaginazione.

-Verbale, linguistica.
Le persone dotate di alti livelli in questa intelligenza riescono ad imparare dalla lettura ed attraverso riassunti. Si servono correttamente degli strumenti linguistici sia oralmente che nello scritto ed imparano più facilmente altre lingue. Riescono anche ad esternare meglio ciò che hanno imparato, padroneggiando la retorica e realizzando con più facilità giochi linguistici.

-Logico, matematica.
E' propria di coloro che eccellono nei ragionamenti complessi, trovandosi a proprio agio con astrazioni e numeri. Chi possiede alti livelli in quest'intelligenza è abile nel risolvere problemi nuovi, padroneggiando la cosiddetta "intelligenza fluida". E' associata anche all'investigazione ed alla capacità di servirsi di metodi induttivi e deduttivi.

-Corporea, cinestetica. 
Chi eccelle in questa abilità riesce a coordinare bene il proprio corpo ed a gestire con precisione gli oggetti, dunque è propria degli sportivi. Le persone che imparano attraverso questa abilità riescono a farlo meglio se collegano l'apprendimento con il movimento muscolare, è il caso ad esempio degli attori che, entrando nella propria parte, si muovono conformemente al soggetto di cui indossano i panni. La connessione corpo-mente e l'abilità nell'eseguire movimenti comandati o involontari rende i cinestetici abili nei videogiochi.

-Interpersonale.
Le persone con grande intelligenza interpersonale hanno la capacità di interagire con gli altri e di comprenderne gli stati d'animo, trovandosi a proprio agio nei lavori di gruppo. Secondo Gardner i bambini dotati di questa abilità spesso sono erroneamente qualificati come iperattivi ed impazienti. Le persone con alti livelli in questa abilità possono diventare politici, insegnanti, dirigenti, venditori ecc.ecc.

-Intrapersonale.
Chi è dotato di abilità intrapersonale riesce ad auto-analizzarsi meglio degli altri, comprendendo i propri limiti e le proprie capacità. Sono persone che riescono anche ad autodisciplinarsi ed a smussare gli angoli della propria personalità. Abili nel concentrarsi, sono predisposti per percorsi di maturazione personale.

Successivamente è stata aggiunta un'altra abilità:

-Naturalistica. Le persone che riescono a sentirsi a proprio agio nell'ambiente naturale hanno alti livelli in questa abilità. Costoro hanno mantenuto un'impronta del passato umano, quando eravamo prevalentemente cacciatori e agricoltori, oltre che esploratori. Queste persone sono più sensibili ai problemi dell'ambiente e si preoccupano per uno sviluppo umano consapevole.

Gardner avanzo anche l'idea di una intelligenza esistenziale, definita da alcuni spirituale, in cui eccellerebbero coloro che prediligono interrogarsi sul senso della vita e dell'esistenza.

Le idee di Gardner sono senza dubbio affascinanti e fondate su basi solide, tutti noi abbiamo la consapevolezza di eccellere di più in delle intelligenze rispetto ad altre, ed utilizziamo quelle in cui siamo più dotati per imparare, tuttavia la sua teoria è stata ed è tutt'ora osteggiata.

Per prima cosa è stata fatta notare la mancanza di prove empiriche e l'impossibilità di impostare percorsi educativi così diversificati. La Teoria delle intelligenza multiple, inoltre, sembrerebbe presupporre che le nostre forme mentali siano predisposte a priori, in modo indipendente dall'ambiente circostante e dalla cultura in cui viviamo.

Ciò è deprecabile perché imposterebbe la didattica sulla preservazione dello status quo, ossia sull'accettazione della situazione di partenza, impedendo evoluzione e miglioramenti in quei campi in cui siamo più carenti.

La discussione rientra nel più vasto campo del confronto tra i modelli dell'autonomia e dell'eteronomia: il primo (in cui Gardner si muove) concepisce l'educazione come un processo attraverso il quale bisogna tirar fuori dall'individuo le sua capacità, in modo indipendente dall'educatore e dal contesto; il secondo postula che la mente sia, all'origine, come una tabula rasa che bisogna trasformare e formare, in un processo che dipende strettamente dal contesto culturale circostante e dal ruolo del formatore.

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