giovedì 26 dicembre 2013

PRECARIA-MENTE: RIFLESSIONI DI UN INSEGNANTE IN BILICO

scuola sapere cultura umanità inestà libertà anima libri-cinema-cultura-società.blogspot.itDopo tredici anni di scuola (come studente), cinque di università, abilitazione, tirocinio e quattro anni di insegnamento, ho deciso di diffondere i miei pensieri e le mie impressioni sul sistema d’istruzione italiano.
Ho vissuto i paradossi più incredibili, incontrato le persone più strane, ne ho sentite di tante e viste di tutti i colori, quindi ho ritenuto opportuno mettere per iscritto queste mie esperienze, per poter riportare un po’ d’ordine nella mia testa e narrare ciò che c’è di buono e di cattivo in un settore, ahimè, non proprio in ottima salute.
Le criticità del sistema scolastico sono tante, tuttavia credo sia giusto iniziare questo percorso chiarendo subito che una delle debolezze più grandi non si trova all'interno della scuola, ma fuori. 
Sto parlando del menefreghismo di cui sono colpevoli molti italiani.
Considero un vero problema, infatti, quelle persone che si lamentano della scuola, ma che poi si disinteressano completamente dei meccanismi propri del sistema formativo.
Facciamo una metafora: sentite degli scricchiolii nella vostra casa; vi disperate per paura che il danno sia enorme o irreparabile; degli esperti di ingegneria vi spiegano le cause e propongono varie soluzioni; voi ve ne fregate; la casa crolla; date la colpa al “sistema”, agli ingegneri o ai muratori che hanno tirato su l’edificio. Diciamola tutta, chi si comporterebbe così verrebbe considerato immediatamente uno stolto.
Bene, con la scuola funziona proprio in questo modo.
La maggior parte delle persone si lamenta per le carenze del sistema scolastico, prendendo spunto magari dal nipote che ha mancato una doppia, però poi nessuno si interessa del modo in cui gli insegnanti vengono formati, selezionati, giudicati; nessuno  va oltre lo scandalizzarsi per i tagli che stanno massacrando il sistema pubblico d’istruzione; nessuno va a fondo dello sfascio delle scuole pubbliche a vantaggio delle paritarie; nessuno fa davvero qualcosa per ovviare allo svilimento che sa subendo la figura del docente.
precaria mente riflessioni di un insegnante in bilico libri-cinema-cultura-società.blogspot.it Nel corso delle mia rubrica analizzerò le varie questioni, ora vorrei soffermarmi brevemente sull'ultima elencata.
Gli insegnanti, ormai, sono considerati meno di zero. Metto le cose in chiaro con una precisazione: secondo me buona parte dovrebbe effettivamente cambiare mestiere. Tuttavia, quelli che si salvano e svolgono con dedizione e competenza il proprio compito vivono ormai in una società che li considera come il nulla. Presidi supponenti ed incompetenti, alunni indisciplinati, genitori interessati soltanto a giustificare i propri figli ed a far sì che portino a casa il titolo, istituzioni assenti o nemiche.

Noi docenti non vi convinciamo?
 Ok, però dovete sforzarvi, spremere le meningi ed informarvi su come siamo stati selezionati e formati, sulla fine che fanno i meritevoli e gli onesti.
Per darvi un primo assaggio, leggete qui con attenzione: 
L'insegnante invisibile. Piccola storia del TFA

Il sugo del mio invito/messaggio a questo punto sarà abbastanza chiaro: criticate la scuola, vi sprono, fatelo; però con cognizione di causa. Informatevi sulla struttura dei corsi di laurea, sul sistema di abilitazione, sui concorsi e la loro storia, sul modo in cui sono articolate le graduatorie e fasce, sul sistema dei punteggi, sulla formazione disciplinare e pedagogica. Ascoltate, prima di condannare.
Non volete fare tutto ciò? Allora, vi prego, restate muti, e soprattutto non lamentatevi quando i danni del sistema scolastico poi si riverseranno su voi stessi.  

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