mercoledì 6 marzo 2013

IL MONITO DEI PAPI


In giorni come questi l’immagine del pontefice è piuttosto appannata, diremmo quasi appesantita dalla scelta di Benedetto XVI, costretto ad abdicare – a suo dire – per mancanze di forze, ma la realtà non la conosceremo quasi certamente mai. 
Le ultime elezioni dei papi sono state caratterizzate dalla presa di coscienza del grande onere imposto al prescelto, costretto a portare una croce spirituale tanto pesante quanto alto è il numero dei fedeli che dipendono dal vescovo di Roma. Chissà come doveva pesare la stessa responsabilità per i pontefici del passato, investiti non solo del potere di cura animae, ma anche dal governo temporale di un territorio abbastanza ampio, senza dimenticare l’influenza che le decisioni del papa avevano in vista di guerre o alleanze a livello europeo.
Ed invece il peso era tutt'altro che avvertito, anzi, famiglie nobili romane e non solo si contendevano l’elezione sia per il prestigio che per il potere derivante. Si rese allora necessario un monito, un avvertimento utile a prendere coscienza della fragilità delle cose terrene; si aveva bisogno di sintetizzare l’incertezza in cui viviamo tutti noi, ma in particolare era opportuno farlo comprendere a chi sedeva su un trono tanto ambito.
Nel momento in cui il nuovo pontefice veniva condotto alla basilica di San Pietro, alzato sulla sedia gestatoria, un cerimoniere gli si avvicinava con una canna d’argento sulla quale era posto uno stoppo acceso e pronunciava queste parole: Sancte pater, sic transit gloria mundi --- Santo padre, così passa la gloria del mondo.
Nel 1503 fu eletto papa Pio III. Erano anni difficili per l’Italia, invasa e contesa da Spagna e Francia, dilaniata dagli scontri interni tra stati incapace di mantenersi in pace dopo la morte di Lorenzo il Magnifico. Essere eletto papa era sì un passo importante, ma anche tanto oneroso, dunque tutto il peso di queste responsabilità dovette incidere parecchio sul povero Pio: appena terminata la frase ammonitrice ed arso lo stoppino, infatti, il papa ne fu talmente scosso da doversi ritirare piangendo.
Morirà dopo appena dieci giorni, secondo alcuni per le complicazioni di un’ulcera, per altri avvelenato, ma secondo un’ultima tradizione la colpa sarebbe stata proprio della cerimonia ad alto tasso di tensione.


Seth Ankh