lunedì 26 gennaio 2015

27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio 1945 veniva liberato il campo di concentramento di Auschwitz, un nome diventato ormai sinonimo di orrore. I pochi superstiti, salvati dall'Armata Rossa, furono i primi a testimoniare le atrocità praticate nei lager, rivelando così al mondo i crimini commessi dai nazisti negli anni di guerra. Un folle piano di sfruttamento, tortura e sterminio, basato su una presunta superiorità da celebrare col sangue di poveri innocenti.
Nel 2005 l'Onu ha stabilito che il 27 gennaio diventasse "Giorno delle Memoria", così da ricordare le vittime del nazismo: ebrei, Rom, omosessuali, malati di mente, handicappati, oppositori politici, prigionieri di guerra, Pentecostali, Testimoni di Geova, polacchi, slavi...

Per celebrare questa ricorrenza, in tema con il nostro blog, abbiamo scelto alcune testimonianze cinematografiche, musicali, fumettistiche e letterarie, utili per ricordare e riflettere.

Prima vennero; Martin Niemöller [per info clicca qui]

Prima vennero per i comunisti 
 e io non alzai la voce 
campo di concentramento di Auschwitz perché non ero un comunista. 
 Poi vennero per i socialdemocratici 
 e io non alzai la voce 
 perché non ero un socialdemocratico. 
Poi vennero per i sindacalisti 
 e io non alzai la voce 
perché non ero un sindacalista.  
Poi vennero per gli ebrei 
 e io non alzai la voce  
perché non ero un ebreo.  
Poi vennero per me 
e allora non era rimasto nessuno 
 ad alzare la voce per me.

-

Se questo è un uomo; Primo Levi 

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Auschwitz II-Birkenau : baracche in legno .MIECZYSLAW KOSCIELNIAKSenza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi. 

Auschwitz; Francesco Guccini e i Nomadi



Schindler's List; Steven Allan Spielberg

Ogni caso;Wisława Szymborska

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Maus; Art Spiegelman [per info clicca qui]
















Il pianista; Roman Polański

Citazioni letterarie: 

- Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità. [Il diario di Anne Frank]

Ed ero li sul marciapiede, incapace di fare una mossa. È arrivato il rabbino con la schiena curva, il viso rasato [...] La sua sola presenza tra i deportati ha aggiunto un tocco di irrealtà alla scena. È stato come una pagina strappata da qualche libro di storia [...] A uno a uno passavano davanti a me, gli insegnanti, gli amici, altri, tutti quelli di cui avevo avuto paura, tutti quelli che una volta avrebbero potuto ridere di me, tutti quelli con cui ho vissuto nel corso degli anni. Passavano, cadendo, trascinando gli zaini, trascinando la loro vita, abbandonando le loro case, gli anni della loro infanzia, servili come cani battuti. [Elie Wiesel, La notte]

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