mercoledì 22 gennaio 2014

ARTICOLO I (Sana e robusta Costituzione)

Prima puntata della nostra rubrica Sana e robusta Costituzione

Articolo I:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Analisi delle questioni più importanti:

Repubblica: La prima parola significativa subito mette in risalto la forma istituzionale del paese. Dopo quasi un secolo di Monarchia, l'Italia si trasformò in Repubblica attraverso un referendum popolare (2 giugno 1946) che vide per la prima volta al voto anche le donne. "Italia" e "Repubblica", dunque, compaiono nel primo rigo della nostra carta costituzionale, per sancire così l'imprescindibilità del risultato referendario. Il potere non dovrà essere mai più concentrato nelle mani di un solo uomo.

Democratica: Per rafforzare il concetto precedente il termine successivo chiarisce che il potere è gestito dal popolo. Questo passaggio, oltre a differenziare ancora una volta il nuovo sistema da quello monarchico, sancisce anche uno scarto con i precedenti venti anni di dittatura. In quei due decenni il potere si era concentrato nelle mani di un unico uomo e del suo seguito di gerarchi; non dimentichiamo che nel '39 la Camera dei deputati era stata abolita e sostituita dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, organo non elettivo e solo parzialmente rappresentativo. Al termine della guerra il potere tornò al popolo che avrebbe potuto così delegare dei suoi rappresentati, incaricati di espletare il potere legislativo.

Lavoro: La discussione sull'inserimento o meno di questo termine durò quasi un anno. Le forze comuniste e socialiste vedevano di buon occhio la tutela del lavoro ed il fatto che fosse riconosciuto come diritto, allo stesso tempo i centristi apprezzarono il riferimento all'operosità ed a un concetto che non dista troppo dal messaggio biblico (
Con il sudore del tuo volto mangerai il pane). Il valore dell'operosità fu ritenuto fondamentale anche per confermare l'inaccettabilità di qualsiasi tipo di rendita non basata sul lavoro, bensì sulla passiva esistenza nella comunità.


Sovranità [...] popolo: La sovranità è la somma dei poteri attribuiti ad una o più istituzioni. Il popolo, secondo la nostra Costituzione, è l'unico insieme sovrano con il diritto di poter gestire questo potere. Nessuna monarchia, nessuna oligarchia o aristocrazia, dunque; l'Italia è un sistema che si fonda sull'insieme di tutti i propri cittadini. Successivi articoli della Costituzione chiariranno meglio le modalità attraverso le quali il popolo può gestire questo potere; in sostanza possiamo anticipare che ciò avviene per via indiretta, ossia delegando dei rappresentati sia a livello locale che nazionale.

Limiti: Nel passato si era dibattuto a lungo sui rischi di un potere assoluto concentrato nelle mani del popolo, ecco perché, al termine dell'articolo, è stato introdotto il concetto del "limite". I cittadini, ad esempio, non possono decidere a maggioranza di violare i diritti di un loro pari, andando oltre le garanzie immutabili presenti nel testo. In effetti tutto il resto della Costituzione può essere considerata una sorta di chiarificazione del concetto di limite, per cui, articolo dopo articolo, le forme ed i confini del potere sovrano saranno delineati nella loro completezza. 

Contro-analisi: la Costituzione violata

Repubblica democratica: L'Italia sarà anche un repubblica democratica di diritto, ma di fatto ci troviamo in tutt'altro regime. Nelle ultime elezioni il popolo non ha potuto scegliere direttamente i suoi rappresentanti, e più in generale le norme di selezione e promozione all'interno dei partiti sono tutt'altro che trasparenti; gli elettori non hanno alcuna possibilità di impedire la formazione dei governi dell'inciucio o limitare trasformismi e campagne acquisti; i cittadini possono servirsi dello strumento referendario soltanto per abrogare e non per proporre. Più che una repubblica, dunque, l'Italia appare più simile ad una aristocrazia spalmata su più strati: pochi ricchi hanno più diritti di tanti meno abbienti (istruzione migliore, sanità a scelta, sicurezza privata, avvocati pronti a difenderli da tutto); i politici locali e nazionali sono iper-tutelati, al di là di ogni eguaglianza giuridica; al di sopra dei politici una classe finanziaria-oligarchica (in gran parte non italiana) impone le proprie direttive e le riforme più convenienti, finalizzate all'erosione delle libertà democratiche.

Lavoro: Beh, qui potrei anche non scrivere nulla. Dal dopoguerra ad oggi questa parola ha assunto ormai un valore antifrastico all'interno del primo articolo. La Costituzione afferma che la nostra nazione si basa sul lavoro; ma il lavoro ormai sta svanendo. Si dia uno sguardo al tasso di disoccupazione, si considerino i numerosi diritti erosi ai lavoratori, si rammenti il culto del precariato portato avanti negli ultimi decenni ed ancora oggi idealizzato nonostante i numerosi fallimenti. Il lavoro si sta facendo sempre più duro per la maggioranza dei lavoratori, mentre pochi eletti sguazzano nell'oro senza portare alcun contributo alla società.

Sovranità [...] popolo: Nel corso degli anni l'Italia ha perso la sua sovranità territoriale; gli italiani si vedono imporre norme, leggi, tasse e divieti da organismi che sussistono al di là dei confini fisici e giuridici nazionali; non abbiamo più la nostra sovranità monetaria e tutto ciò lo scontiamo ogni giorno con un debito che sale sempre di più nonostante i tagli e le tasse.

Limiti: Questa parte del primo articolo, in verità, è pienamente rispettata. La Costituzione è stata redatta anche con "furbizia", ed ecco perché di volta in volta faremo notare come molti articoli siano stati dotati di scappatoie di emergenza per far sì che possano essere rispettati o ignorati a seconda dei casi.

Collegamenti ipertestuali:

FILM: Sulla nascita della Repubblica e la fine del fascismo: La lunga notte del '43,  Roma città aperta, Tutti a casa. Per quanto riguarda il lavoro, ricordiamo Il posto dell'anima , Ladri di biciclette, Fabbrica

LIBRI: Dalla monarchia alla Repubblica 1943-1946. La nascita della Costituzione italiana, Fondata sul lavoro.

CANZONI:  Fabrizio de Andrè – Storia di un impiegato, Giorgio Gaber - Gli operai - Sud Sound System, La ballata del precario.

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