martedì 14 gennaio 2014

AVATAR

AvatarDa qualche giorno si è diffusa la notizia dell’uscita dei tre sequel di Avatar, probabilmente per il 2016, 2017 e 2018. La saga non proseguirà con avventure su altri mondi o negli abissi dei mari, come era stato annunciato nei mesi passati, ma la nuova trilogia si occuperà della stirpe di Jake e Neytiri; secondo alcune indiscrezioni tornerà anche il personaggio di Sigourney Weaver, resuscitato chissà come dall'oltretomba
Riproponiamo dunque un nostro vecchio articolo sulla prima pellicola, pubblicato a suo tempo su altri blog; una critica di nome e di fatto.
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Credo che un film debba possedere alcuni requisiti fondamentali per essere considerato una grande pellicola, degna di entrare nella storia del cinema. Avatar ha ben poche di queste caratteristiche, ed ora spiegherò il perché.

Fox, FernGully…The last rainforest, risalente al 1992.La trama è decisamente banale, sa di “già visto”, a molti è parsa una copia di Pocahontas o Balla coi lupi. A me è sovvenuto alla mente un vecchio film d’animazione della Fox, FernGully…The last rainforest, risalente al 1992.
 Leggete con attenzione le vicende del cartone: in una foresta australiana vive un popolo di fate e folletti in perfetta simbiosi con piante ed animali; l’arrivo improvviso degli umani (desiderosi di saccheggiare il patrimonio naturale) rompe l’equilibrio e resuscita un potente demone; un umano, Zak, rimpicciolito per sbaglio dalla fata Crysta, inizia a vivere con il curioso popolo, innamorandosi della fatina ed apprezzando lo stile di vita puro di questi esserini; anche qui abbiamo il solito nativo innamorato di Crysta che si ingelosisce per l’arrivo dell’umano e lo tratta con disprezzo;  gli uomini cominciano a disboscare, portando distruzione e liberando il demone; Zak viene sospettato di essere un infiltrato, ma poi combatterà valorosamente riscattando la sua stirpe; la vecchia saggia Magi si sacrifica per il suo popolo, lasciando l’eredità di leader a Crysta; Zak viene riportato alle sue dimensioni normali e va dagli amici umani per impedire che distruggano la foresta.
Tranne il finale, il resto della storia è estremamente simile al colossal. In effetti alcuni critici cinematografici australiani ed americani hanno colto il nesso tra il cartone ed Avatar, quindi non sono il solo ad aver notato la somiglianza.
Complimenti, dear Cameron, anni ed anni di riflessione per partorire la copia di un cartone, tra l’altro ispirato a sua volta ad un libro di Diana Young (che spero intenti una causa miliardaria).  

L’intreccio, fino ad un certo punto è apprezzabile, ma poi sfocia nella prevedibilità più completa, dalla morte di alcuni personaggi  “buoni”  alla vittoria finale. Sinceramente ho sperato fino all'ultimo in una conclusione meno scontata, magari anche tragica; insomma qualcosa che lasciasse un minimo di riflessione, un retrogusto magari più amaro, ma meno banale. Ed invece no, tutto si svolge nel segno della prevedibilità; soltanto gli spettatori a digiuno di libri e film saranno rimasti sorpresi dagli eventi.

zoe saldanaGli attori non recitano male, certo non spiccano particolari doti interpretative anche perché, come abbiamo visto, la storia non aiuta poi tanto. La componente digitale non li ha avvantaggiati, alcune sequenze erano state girate apposta per il 3D, a scapito della trama e delle interpretazioni. In effetti Cameron ha consigliato a tutti di guardare il film in tre dimensioni, così da apprezzarlo a pieno; sei un furbone James, il tuo portafogli ha apprezzato decisamente di più.

Il messaggio, infine, è l’elemento che ritengo fondamentale, soprattutto per quei film che si prefiggono di entrare nel club delle grandi pellicole. Anche qui sono rimasto abbastanza deluso: la guerra come soluzione unica e definitiva (siamo sempre negli Usa); la mancanza di “pietà” (in effetti la terra ora andrà nel delirio senza l'unobtainium, ma non sembra che ciò importi a nessuno); la religione sfocia nella banalità panteistica new age tanto di moda oggi, senza alcuna complessità. Ok, si vuol far passare un messaggio ambientalista vagamente allarmista sul destino del mondo, bene, ma sembra più una trovata promozionale che una vera preoccupazione.

avatar 3dGli effetti speciali sono spettacolari, magnifici, ma anche qui temo che siamo arrivati ad un punto critico: ormai ogni effetto, per quanto speciale, non aggiunge più niente di particolare al prodotto cinematografico. Prima di Star Wars c’era praticamente il vuoto, ed ecco spiegato l’impatto che il film ebbe per gli spettatori di allora. Oggi l’unica novità vera sarebbero i film in 4D, ma anche in questo caso il vero cinema è altro, dalla sceneggiatura, ai dialoghi, passando per la fotografia e la colonna sonora; se tutto si riduce al puro spettacolo di immagini allora è meglio gustarsi un cartone.

- 3 premi Oscar (Scenografia, fotografia, effetti speciali).
- 2 Golden globe; 11 Saturn awards; 2 premi BAFTA.
- Oltre due miliardi e mezzo di dollari incassati (record di tutti i tempi).

james cameronIn conclusione posso affermare con certezza che, personalmente, non lo rivedrei mai, e ciò mi capita solo con i film che proprio non mi hanno lasciato nulla.
Tornando indietro non lo guarderei nemmeno la prima volta, tuttavia per criticare è necessario conoscere ed inoltre la macchina pubblicitaria aveva svolto a pieno il proprio compito. La distribuzione fu studiata con precisione scientifica, posticipando la data d’uscita di mesi in modo da far attrezzare il maggior numero di sale per il 3D; in Italia e Svizzera la pellicola arrivò in ritardo per evitare lo scontro (titanico, senza dubbio) con i Cinepanettoni.
Sul successo di critica ci sarebbe un discorso troppo lungo da fare; si pensi, almeno, all'impossibilità da parte delle riviste specializzate di non osannare una pellicola con un tale successo di pubblico. La gente non vuol sentirsi dire che ama le cose banali, ecco perché conviene sempre esaltare il successo, al di là dei meriti.


p.s. Il trionfo di Kathryn Bigelow (The Hurt Locker) agli Oscar 2010, proprio in concorrenza con l’ex marito Cameron, è una di quelle cose che ti fanno dire “Dio c’è”. 

3 commenti:

  1. mio dio quanto odio avatar!
    e mio dio quanto sono d'accordo con te!

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  2. Non l'ho trovato così brutto ma sicuramente si tratta di un film furbo e banale, bellissimo da vedere ma che lascia il vuoto cosmico dopo e direi che una conferma l'abbiamo già ora, pochi anni dopo l'uscita, potendo osservare come Avatar abbia lasciato davvero pochi segni nell'iconografia moderna a differenza di altri lavori di Cameron come Titanic o Terminator. Personalmente ricordo solo quel bel vedere di Zoe Saldana... :D

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    1. Concordiamo. La prova è proprio nello scarso segno lasciato, a differenza di Titanic che certamente resterà in modo permanente nella memoria dei cinefili, anche di quelli più critici, perché ha indubbiamente portato più elementi di novità.

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