venerdì 31 gennaio 2014

L'INCONTRO/SCONTRO SCUOLA FAMIGLIA

Siamo quasi a febbraio, tempo di pagelle e di incontri tra genitori ed insegnanti. Nella grande maggioranza delle scuole non si tratta del primo appuntamento, tuttavia in questa occasione la tensione è decisamente più alta, non solo da parte degli studenti pieni di tardivi sensi di colpa. Nel corso degli anni le frizioni tra docenti e famiglie sono aumentate sempre di più e non credo si tratti di un caso, ma di un trend ben preciso e con specifiche motivazioni.
Quando i miei genitori erano studenti, ed ancora quando lo ero io (per la cronaca, ho 28 anni), le parole degli insegnanti difficilmente erano messe in dubbio. Attenzione, non sto parlando di un'accettazione acritica di ogni singola sillaba, ma in generale un genitore era consapevole delle capacità e del comportamento dei propri figli. Al giorno d'oggi, invece, ciò che dice il docente è preso sempre con le molle, in particolar modo quando il ritratto del figlio non è proprio quello perfetto ed ideale che il genitore si augurava (ma che in fondo non riteneva così concreto).
Come ho scritto all'inizio, questo scarto tra passato e presente non è un caso, ma il frutto di precisi mutamenti:

- I genitori di oggi non hanno più un rapporto diretto con i figli; troppo lavoro, troppi impegni più o meno importanti e così facendo si è perso il contatto all'interno della famiglia. Quanto tempo impiegano i ragazzi per lo studio? E' un mistero, dato che piazzati davanti al p.c. potrebbero fare qualsiasi cosa. Come si comportano con i loro amici e con i più grandi? Altra incognita, anzi, è quasi impossibile capire in che giro siano coinvolti fin quando non finiscono in qualche guaio.

- La figura del docente è stata svilita sempre di più nel corso degli anni. Ministri poco competenti hanno dato una cattiva immagine della scuola; la degenerazione della tv ha portato all'esaltazione di miti ignoranti e volgari, sminuendo così l'autorità delle poche figure rimaste con ancora un briciolo di cultura.

-I nuovi mezzi di comunicazione esaltano la conoscenza frammentaria e dissociata, a scapito del sapere organizzato e metodico così come viene impartito a scuola. Chiunque tenti di fornire delle conoscenze in modo serio e competente è ripudiato d'istinto, non solo dagli studenti, ma anche dalle famiglie.

- La società moderna ha completamente smarrito il legame tra ruolo sociale, posizione economica e dimensione culturale. Prima, per intenderci, una persona distintasi negli studi poteva facilmente valorizzare i propri saperi per trovare un lavoro ben remunerato e distinguersi all'interno della società. Oggi, invece, i soldi li possono fare tutti, anzi, gli ignoranti sembrano avere più opportunità. Il valore della formazione non è più riconosciuto, ed ecco perché i genitori possono tranquillamente ignorare l'effettiva preparazione ed educazione dei figli, concentrandosi maggiormente sull'apparenza, dunque sul titolo da esibire.

L'ultimo punto riassume ottimamente il problema. Dato che il sapere non è più ritenuto necessario, quale rispetto si può nutrire per i docenti visto che, al limite, essi possono soltanto ostacolare il cammino dei figli verso il pezzo di carta? Che stiano buoni e sopravvivano in classe senza pretendere troppo, in fondo prendono uno stipendio esagerato rapportato alle ore di lavoro (altra banalità ripetuta spesso da chi non conosce il mondo della scuola).
Tutte queste derive confluiscono in quei pochi minuti di dialogo, per l'appunto tramutato spesso in scontro. E' un vero peccato, dato che il legame tra scuola e famiglia dovrebbe procedere saldo e proficuo, così da contribuire in maniera efficacie alla maturazione dei giovani...

Non che i docenti siano immuni da colpe, ovvio. Talvolta ponendosi eccessivamente sulla difensiva arrivano a non essere completamente sereni nel dialogo con i genitori, rischiando così di non riuscire a comunicare a pieno la situazione degli studenti. In altri casi l'atteggiamento può presentarsi eccessivamente aggressivo, dando l'impressione di nutrire quasi un astio personale nei confronti del ragazzo; questo è un grave errore, perché, se i familiari si convincono che il loro pargolo è una "vittima", finiranno per giustificarlo anche lì dove sbaglia in maniera evidente.

In conclusione, possiamo affermare che serve equilibrio, da parte degli insegnati e dei genitori. Questi ultimi devono convincersi che il compito del docente è duplice: da un lato l'obiettivo principale è quello di formare umanamente e culturalmente i giovani, d'altro canto per far ciò è necessario anche valutarli in modo preciso e scrupoloso.
I genitori devono pretendere una adeguata formazione ed una corretta valutazione: nessuno dei due punti deve essere sacrificato. L'incontro scuola famiglia è il momento in cui queste due direttrici si incontrano; il docente deve spiegare a che punto è il processo formativo ed anche che tipo di risposte ha ottenuto dalla platea studentesca. I genitori devono prendere atto della situazione e comportarsi di conseguenza, stimolando i figli se fosse necessario, ed evitando di addebitare al docente colpe che non gli spettano.
L'unica strada per il successo educativo è quella percorsa assieme.

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