mercoledì 11 giugno 2014

VERSO LA PRIMA PROVA: DIECI EVENTI STORICI DEGLI ULTIMI 100 ANNI

In un post precedente ci siamo occupati di 10 storie italiane degli ultimi 100 anni, tutti eventi che quest'anno avranno il loro anniversario. Stavolta abbiamo scelto 10 storie di valenza globale, utili anche per tutti gli studenti che tra qualche giorno affronteranno la prima prova della Maturità. Il tema storico, infatti, potrebbe riguardare proprio uno di questi avvenimenti, oppure il tema di attualità potrebbe essere ispirato da qualche anniversario ricorrente quest'anno.
La nostra panoramica ripercorre in pochi righi qualcosa che è accaduto nel quarto anno degli ultimi 10 decenni, dunque può servire soprattutto come spunto per i maturandi; consigliamo sempre una revisione degli avvenimenti storici da effettuare sui manuali di testo, sulle enciclopedie ed anche online (con attenzione).

1914 - Inizia la Prima guerra mondiale
Il 28 Giugno 1914 sette giovani nazionalisti serbi appartenenti alla Mano nera, misero in atto un piano finalizzato all'assassino dell'Arciduca d'Austria Francesco Ferdinando, erede al trono. Il primo ad attaccare fu Cabrinovic, ma il suo esplosivo non riuscì a centrare l'auto con l'obiettivo. Incredibilmente la cerimonia non fu interrotta. Mentre il corteo si dirigeva all'ospedale per incontrare i feriti del primo attacco lo studente serbo Gavrilo Princip se lo vide passare davanti all'improvviso, quindi esplose due colpi di pistola che uccisero Francesco Ferdinando e la moglie Sofia.
 Il Kaiser Guglielmo II decise di risolvere una volta per tutte la questione serba ed un mese dopo dichiarò guerra al piccolo stato; la Russia intervenne per proteggere i "cugini" e da lì in poi si ebbe un'escalation che trasformò la guerra da europea in mondiale; l'Italia fece il suo ingresso nel conflitto l'anno dopo. 
Nella Grande Guerra morirono più di otto milioni di persone, mentre i feriti e i mutilati raggiunsero cifre incalcolabili. Le divisioni alla fine dello scontro furono tali da essere risolte soltanto con il secondo conflitto mondiale.

 1924 - Il delitto Matteotti
Nell'aprile del 1924 si tennero delle elezioni dominate da tensioni ed illegalità. Mussolini, salito al governo due anni prima, truccò l'esito del voto e si assicurò il 66,3 % dei consensi anche con minacce ed intimidazioni. Il 30 maggio 1924 un uomo coraggioso, un vero politico, il deputato socialista Giacomo Matteotti, tenne un durissimo discorso alla Camera nel quale denunciò questi episodi e chiese l'annullamento delle elezioni. Il duce assistette ammutolito, mentre le urla dei fascisti (e non solo) coprivano le parole di Matteotti. Dopo pochi giorni il deputato sarà rapito e verrà ritrovato morto il 16 agosto dello stesso anno. Il fascismo aveva osato troppo e fu vicino alla caduta, ma un re incapace e le sterili opposizioni permisero a Mussolini di preparare la sua difesa. Il 3 gennaio dell'anno successivo fu lui a prendere la parola nel Parlamento; si assunse tutte le responsabilità morali e politiche di ciò che i fascisti avevano compiuto in quegli anni, ma ancora una volta le reazioni furono nulle. Nei quattro anni successivi lo stato sarà completamente trasformato da democrazia a dittatura per mezzo delle "leggi fascistissime".

 1934 - La notte dei lunghi coltelli
La notte del 30 giugno 1934 si consumò un drammatico "regolamento di conti" all'interno dello schieramento nazista, salito al governo da appena un anno. Nell'anno precedente, infatti, il presidente Hindenburg aveva affidato ad Hitler l'incarico di cancelliere; quest'ultimo, dopo l'incendio del Reichstag, ottenne anche i pieni poteri e ne approfittò per reprimere ogni forma di opposizione. Una ruolo fondamentale in questo passaggio verso la dittatura fu svolto dalle S.A. (squadre d'assalto), le quali rappresentavano il braccio armato del partito fin dal putch di Monaco.
Le squadre erano guidate da Rohm, un militare feroce ed autoritario, ma anche uno dei pochi amici intimi del dittatore. I due avevano affrontato assieme tutta la scalata al potere, ma nel '34 le posizioni erano diventate quasi opposte: Hitler si stava avvicinando ai gruppi industriali e finanziari tedeschi, così da assicurare una protezione più ampia al suo partito, ment Rohm avrebbe voluto mettere in atto una "seconda rivoluzione" di tipo socialista; l'esercito minacciava un colpo di stato nel caso il potere delle S.A. non fosse stato ridotto, ma Rohm teneva troppo all'indipendenza delle sue squadre; la dichiarata omosessualità di Rohm stava diventando un problema troppo scomodo per i nazisti. Fu fatta girare la voce che le S.A. avrebbero tentato un colpo di stato, così Hitler poté giustificare l'azione di forza condotta a fine giugno: nella "notte dei lunghi coltelli" morirono centinaia di oppositori ed ex alleati, fra i quali vi erano appunto tutto i principali esponenti delle squadre d'assalto. Da quel momento il potere repressivo venne affidato ad S.S. e Gestapo, ed inoltre tramontò ogni ipotesi di rivoluzione socialista. 

 1944 - Operazione Overlord
Nella primavera del 1944 le forze alleate erano riuscite a ribaltare completamente la tragica situazione di due anni prima. All'inizio del 1942, infatti, le forze dell'Asse avevano messo in seria difficoltà l'Urss (operazione Barbarossa) e gli Usa (attacco di Pearl Harbor), riportando inoltre numerose vittorie in Nord Africa. Tra il '42 ed il '43 le forze alleate riuscirono a riprendersi: gli Usa vinsero numerose battaglie nel Pacifico, l'Urss contrattaccò dopo aver rotto l'assedio di Stalingrado, in Africa la vittoria di El-Alamein ribaltò la situazione precedente. Per impegnare su più fronti Italia e Germania le forze alleate decisero di sbarcare in Italia (luglio '43), ma Stalin chiedeva a gran voce l'apertura di un secondo fronte nell'Europa occidentale.
La notte tra il 6 ed il 7 giugno 1944 si iniziò, dunque, lo sbarco in Normandia, al quale parteciparono contingenti americani, canadesi, inglese, polacchi, australiani, neozelandesi ed anche truppe del governo libero francese in esilio. L'attacco iniziale non fu risolutivo, infatti i tedeschi riuscirono a resistere dopo aver concesso però lo sbarco delle truppe alleate. Nei mesi successivi, tuttavia, l'avanzata divenne inarrestabile, portando alla liberazione di Parigi il 25 agosto dello stesso anno. Il generale De Gaulle pretese che sfilassero prima le forze armate francesi, così da assicurare al paese lo status di "vincitore" al termine del conflitto. Dopo lo sbarco in Normandia l'Asse perse continuamente terreno, fino alla resa dell'anno successivo.   

 1954 - La Crimea "regalata" all'Ucraina
Alla morte di Stalin la lotta per la sua successione fu vinta da Nikita Chruscev, ex sindacalista e ufficiale dell'Armata rossa, protagonista anche della battaglia di Stalingrado durante il secondo conflitto mondiale. Salito al potere, evidenziò subito un carattere più aperto e comunicativo rispetto al suo predecessore, rendendosi promotore anche di diversi gesti di distensione. Si riavvicinò alla Jugoslavia di Tito, mise un freno alle "grandi purghe" e arrivò addirittura a criticare la figura di Stalin.
Come dimostrano i fatti d'Ungheria non fu certo morbido con le aspirazioni indipendentiste e liberali, tuttavia il 27 febbraio del 1954 decise di donare la Crimea all'Ucraina per festeggiare i 300 anni dall'accordo di Perislav, con il quale i cosacchi ucraini accettarono di unirsi in pace alla Russia zarista. Con il crollo dell'Urss la Crimea si dichiarò indipendente, ma in seguito accettò di restare unita all'Ucraina, sebbene la maggioranza della popolazione fosse di origine russa. Quest'anno la situazione nella penisola è tornata calda in seguito all'auto proclamazione di indipendenza, processo che sembra indirizzarsi verso un ritorno in seno alla Russia dopo 60 anni. 

 1964 - Legge contro la segregazione razziale
Con morte di Kennedy molti americani pensarono che si fosse chiusa per sempre la stagione della "nuova frontiera"; con questa espressione John F. aveva voluto far riferimento ad un traguardo spirituale, culturale, umano, da raggiunge in nome del progresso civile e sociale. Nei primi mesi del suo mandato Kennedy provò ad aumentare la spesa sociale americana, tentando al contempo di pareggiare i diritti di tutti, comprese le persone di colore, soggette a limitazioni formali e materiali, soprattutto negli stati del sud. Dopo la sua uccisione il presidente Johnson riuscì ad approvare gran parte del programma di legislazione sociale promosso dal predecessore.
Il Civil Rights Act (firmato dal presidente il 2 luglio 1964) eliminò la segregazione nelle scuole e sui posti di lavoro, annullò ogni tipo di isolamento o divieto previsto in alberghi, ristoranti o altre strutture pubbliche, mettendo fine anche alla disparità di diritti per quanto riguardava l'iscrizione nelle liste elettorali. Il partito Democratico iniziò a perdere terreno nel sud del paese, fino ad arrivare alle presidenze Regan e Bush che ne segnarono un vero e proprio tracollo; tuttavia l'intero paese ne guadagnò in civiltà e prestigio internazionale, potendo festeggiare così, con piena soddisfazione, i cento anni dalla conclusione della guerra civile nel 1965. 

 1974 - Fine dei regimi dittatoriali in Portogallo, Grecia e Spagna
Al termine del secondo conflitto mondiale svanirono le due principali dittature europee, ossia quella di Mussolini e di Hitler. Con la morte di Stalin non si passò di certo alla democrazia, tuttavia i suoi successori evitarono di coltivare quel culto della personalità che aveva contraddistinto i trent'anni precedenti. Le restanti dittature europee erano quella portoghese, spagnola, greca e jugoslava. Per quest'ultima la fine si sarebbe avuta soltanto quindici anni più tardi e di certo la transizione fu tutt'altro che pacifica.
Nel 1974, comunque, ebbe termine la dittatura portoghese, sopravvissuta appena quattro anni a Salazar; gli stessi militari guidarono il passaggio verso la democrazia, acconsentendo nel contempo a concedere l'indipendenza alla colonie portoghesi. Dal '75 il regime parlamentare vide l'alternarsi di forze socialiste e moderate.

Nel 1967 un sanguinoso colpo di stato militare aveva messo fine alla democrazia greca sorta al termine della guerra. Nel 1974 il regime militare tentò di annettere alla Grecia l'isola di Cipro, contesa da sempre con la Turchia; l'insuccesso militare mise in crisi i Colonnelli i quali furono costretti a cedere il potere. Nello stesso anno un referendum pose fine anche alla monarchia. Da allora il partito socialista e quello democristiano furono guidati (praticamente fino ad oggi) dalle famiglie Papandreu e Karamanlis.
La morte di Francisco Franco, avvenuta nel 1975, segnò in Spagna il passaggio del potere al re Juan Carlos di Borbone. Il sovrano, in modo molto lungimirante, scelte di guidare il paese verso la democrazia, legalizzando partiti e sindacati, liberando la stampa dalla censura e concedendo un referendum per l'approvazione di una Costituzione democratica. 


 1984 - Muore il falso "paziente zero" dell'HIV
Il 30 marzo 1984 si spense Gaetan Dugas, considerato per anni il "paziente zero" dell'epidemia di Aids. Una ricerca condotta nello stesso 1984 sentenziò che Gaetan aveva contagiato una altissima percentuale dei pazienti allora noti come vittime dell'epidemia. Questa conclusione venne poi screditata, ma nonostante ciò si diffuse rapidamente tra gli americani, facendo nascere il mito di un fantomatico "untore" che avrebbe portato la malattia negli Usa. La diceria fu suffragata soprattutto da coloro che intendevano denigrare gli omosessuali, accusando quest'ultimi di aver dato il via al contagio (per molti anni l'Hiv fu noto come il "cancro dei gay). Il clima d'odio creatosi nei confronti degli omosessuali sarà ben rappresentato quasi dieci anni dopo dalla pellicola Philadelphia

 1994 - Inizia la presidenza Mandela
Il 27 aprile 1994 Nelson Mandela assunse l'incarico di presidente del Sudafrica. La sua attività politica era iniziata negli anni della guerra, quando si era distinto come esponente dell'African National Congress lottando per i diritti della popolazione di colore. In Sudafrica, infatti, vigeva la segregazione razziale, in nome della quale i neri non godevano di tutti i diritti politici e civili; oltre a motivazioni razziali sussistevano anche cause di tipo economico viste le enormi ricchezze minerarie del paese a cui non volevano rinunciare i governanti bianchi legati a diversi paesi occidentali. Nei primi due decenni del dopoguerra l'azione libertaria di Mandela continuò anche attraverso l'adesione alla lotta armata, indirizzata soprattutto contro obiettivi militari. Condannato all'ergastolo nel 1964 rimase in prigione fino al 1990, quando il presidente De Klerk decise di liberarlo e di ridare statuto legale al suo partito. Uscito di galera abbandonò la lotta armata per seguire la strada della riconciliazione pacifica tra bianchi e neri; nel 1993 vinse il nobel per la pace insieme a De Klerk, quindi l'anno dopo fu eletto presidente del Sudafrica. La sua icona è stata esaltata in tutto il mondo come simbolo di pace, democrazia e lotta per i diritti universali. Si è spento nel 2013. 

 2004 - Nasce Facebook
Il 04 Febbraio 2004  lo studente di Harvard Mark Zuckerberg lanciò il sito TheFacebook, successivamente trasformato in Facebook, un social network inizialmente destinato agli studenti universitari americani, ma divenuto poi un luogo di incontro (e non solo) per oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.
Facebook, così come altri social, ha cambiato le modalità di incontro tra i giovani, rivoluzionando anche il concetto di privacy. Sicuramente simili piattaforme hanno consentito di mantenere uniti i legami anche a lunga distanze, permettendo di ritrovare vecchi amici o episodiche conoscenze. Nel contempo, tuttavia, il rischio di veder diffuse senza controllo immagini o informazioni personali è aumentato sempre di più nel corso degli anni, anche grazie alle modifiche della privacy, spesso non molto trasparenti.  

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