lunedì 15 giugno 2015

VERSO LA PRIMA PROVA: TIPOLOGIA A, RIEPILOGO DELLE TRACCE PASSATE ED IPOTESI SULLA MATURITÀ 2015

La prima prova della Maturità è ormai alle porte. Ripercorriamo insieme tutte le tracce della Tipologia A (analisi del testo) relative agli ultimi 15 anni.
Dopodiché tentiamo di pronosticare quale sarà l'autore del 2015, senza mai dimenticare che le vie del Miur sono infinite e spesso contorte.

2014: Salvatore Quasimodo, Ride la gazza, nera sugli aranci (da Ed è subito sera)

2013: Claudio Magris, dalla Prefazione di L’infinito viaggiare.

2012: Eugenio Montale, Ammazzare il tempo (da Auto da fé.).

dante maturità2011: Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria).

2010: Primo Levi, dalla Prefazione di La ricerca delle radici.

2009: Italo Svevo, Prefazione, da La coscienza di Zeno, 1923.

2008: Eugenio Montale, Ripenso il tuo sorriso.

2007Dante Alighieri, Paradiso, canto XI, versi 43-63 e 73-87.

2006:  Giuseppe Ungaretti, L’isola (da Sentimento del tempo).

2005Dante Alighieri, CommediaParadiso, XVII, vv.106-142.

2004E. Montale, Casa sul mare.

2003L. Pirandello, Il piacere dell'onestà ATTO PRIMO - SCENA OTTAVA.

2002Salvatore Quasimodo, Uomo del mio tempo.

2001Cesare Pavese, La luna e i falò.

2000Umberto SABA, La ritirata in Piazza Aldrovandi a Bologna.

1999Giuseppe Ungaretti, I fiumi.


Valutando le Maturità degli ultimi 15 anni emerge una certa prevalenza di prove basate sulla poesia, anche se negli ultimi 5 esami la tendenza sembra essere altalenante. Montale ed Ungaretti primeggiano con 3 Maturità ciascuno, seguiti da Quasimodo Dante con 2.

Ungaretti potrebbe essere una soluzione probabile visti i 100 anni dall'entrata in guerra dell'Italia, evento centrale nel Porto sepolto ungarettiano. Con le guerre ormai sempre più pressanti non è da escludere nemmeno un richiamo alla bellicosità dei Futuristi, oppure ad un colpo di scena con D'Annunzio.

Dante è l'eterno terrore di docenti e studenti: per i primi la paura è data dalla difficoltà di trattare il Paradiso a due anni di distanza dal momento in cui ci si è soffermati sull'Alighieri in generale, senza contare la sterminata mole di lavoro di cui è carico il quinto anno, anche senza che vi si debba aggiungere un autore del '300; per gli alunni i problemi nascono dall'oggettiva complessità del Paradiso, senza dimenticare che gli autori del '900 si caratterizzano per la difficoltà di essere inquadrati in modo semplice e schematico, necessitando così di uno studio più approfondito che lascia ben poco tempo per un autore dato ormai come "concluso". Nonostante ciò, occhio al fatto che il sommo Dante non esce da un bel po', aggiungiamo poi i 750 dalla nascita del poeta e la provenienza fiorentina del nostro attuale premier (direte voi, è una scemenza, ma pensateci bene); conclusione: questo potrebbe essere un anno dantesco. L'auspicio, in questo caso, è che esca uno dei canti più studiati, quindi il I, il VI ed il XXXIII, e non di certo qualcosa di terribile come il II.


Umberto Saba si fa desiderare da 13 anni, magari potrebbe essere la volta buona e non è detto che l'analisi del testo incentrata su di lui debba necessariamente riguardare il Canzoniere; ricordiamo che l'autore triestino ha scritto anche una raccolta di novelle (Ricordi-Racconti), un libro di aforismi (Scorciatoie e raccontini) e un romanzo (l'Ernesto).

Cesare Pavese manca anch'egli da un po'; a nostro parere difficilmente potrebbero essere proposte sue poesie, mentre è più probabile qualcosa sui romanzi, anche se l'autore appare lontano dalla tendenze attuali (non è un giudizio di merito dello scrittore, ma sulle scelte di chi prepara le prove).

Quasimodo è praticamente improbabile, dato che già è stato il protagonista dello scorso anno, tra l'altro con una poesia per nulla semplice.

Pirandello era quotatissimo lo scorso anno, dato addirittura per certo nelle ore precedenti all'esame. A nostro giudizio resta ancora uno dei più probabili, aggiungiamo inoltre che difficilmente verrà riproposta l'analisi di un'opera teatrale, ma è più verosimile qualcosa su uno dei romanzi, magari proprio il Fu Mattia Pascal, pubblicato 111 anni or sono.

Proseguendo con la prosa appare poco probabile una nuova riproposizione di Svevo o Primo Levi, validi ma sfruttati troppo recentemente.

Passiamo in rassegna gli altri autori del V anno per valutarle le possibilità d'uscita:

- I Crepuscolari saranno anche simpatici (più o meno), tuttavia le loro poesie appaiono non molto adatte per analisi di ampio raggio, ed inoltre sono forse fin troppo legati alla loro era.
fu mattia pascal

- E' abbastanza stupefacente che Calvino non sia stato proposto nelle Maturità degli ultimi 15 anni. Le sue opere sulla Resistenza e quelle dell'immediato dopoguerra restano dei classici moderni sempre attuali. Ultimamente, inoltre, gli studi sul rapporto tra letteratura e scienza e la proliferazione di opere letterarie basate su giochi combinatori aumentano le possibilità anche per la sua produzione degli ultimi 25 anni.  Da ricordare che quest'anno ricorrono i 30 anni dalla morte.

- Balza agli occhi un dato evidente: mancano le donne! Eppure di autrici importanti l'Italia le ha avute, anche stimate all'estero. Ricordiamo, ad esempio, il premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda, ma anche Elsa Morante potrebbe essere una scelta valida. Non escludiamo a priori, inoltre, la possibilità che venga presentata una prima prova su un'opera di qualche autrice contemporanea. In questo caso due nomi su tutti: Margaret Mazzantini ed Oriana Fallaci. Quest'utlima, in particolare, non appare poi così fantasiosa come idea, soprattutto vista la sua storia particolare con i popoli del medio oriente e l'Islam, questioni quanto mai attuali. Quale che sia, secondo noi la possibilità che si tratti di una donna non è affatto inverosimile.

-Prima o poi toccherà anche a qualche autore "surrealista", tipo Bontempelli, Savino, Buzzati, Landolfi, molto presenti nelle antologie.

- Uno straordinario autore del nostro panorama letterario contemporaneo, anch'egli ignorato fino ad ora, è il momento che venga proposto all'esame di Maturità: stiamo parlando di Pier Paolo Pasolini. L'analisi potrebbe riguardare uno dei suoi romanzi, una delle bellissime poesie, oppure, per trovare maggiori collegamenti con la realtà contemporanea, lo spunto potrebbe provenire degli Scritti corsari. Ma forse è una personalità che fa ancora paura (tra l'altro anche in questo caso abbiamo un anniversario, i 40 anni dalla morte).

- Per i maturandi non dovrebbe mancare un ripasso sui poeti degli ultimi decenni (Luzi, Caproni, Sereni, Zanzotto, Penna, ecc. ecc.) , poco studiati a scuola, ma molto in voga negli atenei nostrani, e ricordiamo che al Ministero la pattuglia di docenti universitari non è affatto minuta.

- Una tematica che prima o poi verrà affrontata anche nella prima tipologia della Maturità (mentre è stata già presente nella B e nella D) è quella della criminalità organizzata. In questo caso i papabili sarebbero Ignazio Silone e Leonardo Sciascia; ma anche Roberto Saviano non sarebbe da escludere, magari proposto assieme ad uno dei due citati precedentemente.

-Passiamo dunque ad affrontare la questione dei "contemporanei", o per meglio dire i "viventi". Due anni fa l'apparizione di Magris ha gettato nello sconforto docenti e studenti, dividendo in due gruppi il panorama dei critici: alcuni erano entusiasti della scelta, convinti che si debbano testare soprattutto le competenze dei ragazzi, mettendoli alla prova su testi più vicini a noi; altri sono stati delusi dalla mancata scelta di un autore canonico, estrapolato cioè dai programmi tradizionali.

 Noi ci troviamo più d'accordo con questi ultimi, e vi spieghiamo perché.
E' infatti un paradosso tutto italiano quello di cominciare le rivoluzioni dalla coda piuttosto che dalla testa. Non v'è dubbio che i programmi di insegnamento debbano allargarsi di più al panorama contemporaneo (anche con la Storia), ma fin quando ciò non avverrà è piuttosto "scorretto" proporre come prova d'esame degli autori sui quali non ci si è concentrati affatto durante il V anno. E' altresì corretto valutare la competenza degli studenti, testando cioè le loro capacità di comprensione ed analisi su di un testo completamente nuovo, ma tutto ciò non vorrei che sacrificasse il prezioso bagaglio di conoscenze che il panorama letterario novecentesco ci mette a disposizione. Non vorrei, cioè, che gli insegnanti, preoccupati per la frequente proposizioni di prove d'esame basate su autori recenti, trascurino durante il quinto anno tutti quegli autori fondamentali per la crescita umana e culturale dei nostri giovani, concentrandosi invece soltanto sulle abilità di comprensione e produzione testuale; in pratica si tratterebbe di un ritorno al biennio delle superiori. E' necessario, a nostro parere, basare la prova finale sulla conclusione di quel percorso iniziato al terzo anno, ossia sulla storia della letteratura vista non come sequenza confusa di autori, ma come percorso di crescita culturale e, sopratutto, umano. Per coloro i quali vorranno dedicarsi a tematiche più vicine a noi ci saranno sempre la tipologia B e la tipologia D a disposizione.
Uno dei pochi autori in grado di unificare le due possibili scelte è, a nostro giudizio, Umberto Eco; sarebbe davvero un'ottima scelta, senza contare che tematiche vicine ai "complotti", presenti in diversi romanzi dell'autore (Il nome della Rosa, Il pendolo di Foucault, Il cimitero di Praga), sono ormai attualissime.
Sempre per fare uno scherzoso richiamo al premier, non dimentichiamo il suo "amico" Baricco.

Prima prova del 2014http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Secondo_Ciclo/tracce_prove_scritte/2014/allegati/P000.pdf

Archivio: http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Secondo_Ciclo/tracce_prove_scritte/2013/tracce_prove_scritte2013.shtml

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