domenica 10 agosto 2014

LO SAPEVATE CHE....10 CURIOSITÀ LETTERARIE PER RINFRESCARE LA MENTE

Vagando tra i meandri della Letteratura è possibile imbattersi in diverse sorprese. Tempo fa abbiamo realizzato un post su dieci bufale letterarie, tentando così di ristabilire un po' di verità su alcuni malintesi, cosa sempre utile. Oggi, invece, ci soffermeremo su dieci curiosità letterarie, andando alla scoperta di segreti, anni fortunati, mostri latini, premi Nobel a sorpresa e personaggi sfigati.
Se la decina seguente appartiene già al vostro bagaglio di conoscenze, ebbene, complimenti! Se eravate all'oscuro di tutto o quasi allora imparate assieme a noi. Se avete altri suggerimenti per quanto riguarda bufale e curiosità non mancate di segnalarcele nell'area commenti!
Partiamo dunque, e buona lettura...

DIECI CURIOSITÀ LETTERARIE

1) MACHIAVELLI FU UN GRAN SFIGATO
Niccolò di Bernardo dei Machiavelli, grande studioso di teoria politica e letterato dalla penna robusta, ma raffinata; amante degli antichi e proteso verso la modernità, una personalità ancora oggi decisamente sottovalutata o fraintesa. Ma...anche un gran sfigato!
Machiavelli Principe MediciDa giovane le sue tendenze laiche e le sue passioni materialiste (copiò di proprio pugno il De rerum natura) gli valsero l'inimicizia degli uomini vicini al Savonarola, allora al potere; perse così la corsa alla Seconda cancelleria del comune di Firenze nel 1498, scavalcato proprio da un savonaroliano. Ottenne la carica solo con l'avvento della Repubblica, ma fu costretto ad abbandonarla nel 1512 quando i Medici ritornarono a Firenze. L'anno dopo fu imprigionato e torturato perché sospettato di cospirare contro gli stessi Medici. Tentò in tutti i modi di attirarsi le grazie della potente famiglia, ma vi riuscì soltanto nel 1525 con l'ascesa al soglio pontificio di Clemente VII. Tuttavia, nel 1527, i Medici dovettero lasciare la città toscana e la nuova Repubblica non concesse nessun incarico al povero Niccolò, ormai troppo vicino ai nobili. Morì a giugno nello stesso '27 e dopo poco più di un anno i Medici tornarono a Firenze, ormai orfana del suo segretario. 

2) IL 1224 FU UN GRANDE ANNO PER LA CULTURA ITALIANA
Nel 2024 festeggeremo due grandissimi anniversari per il mondo letterario e culturale italiano. Il 5 giugno del 1224, infatti, nacque la prima università statale e laica del mondo, ovvero l'Università degli Studi di Napoli Federico II, chiamata così in onore dell'imperatore che la fondò. Federico intendeva così formare la propria classe amministrativa direttamente in casa, evitando lunghi e pericolosi viaggi per l'Europa.
Nello stesso anno San Francesco d'Assisi compose il Cantico delle creature, noto anche come Cantico di Frate Sole. Si tratta del primo testo letterario della cultura italica, scritto in un volgare umbro ritmato e rimato. Un grande anno il 1224, dunque, non vi è dubbio.  

3) MOLTI SCRITTORI ITALIANI FURONO DEI MASSONI
compasso massoneriaMettendo da parte ogni dietrologia e complottismo ci soffermeremo soltanto su un dato oggettivamente sorprendente. A partire dalla fondazione ufficiale della massoneria (1717) sono stati numerosissimi gli scrittori italiani appartenenti all'ordine segreto (che poi tanto segreto non è), e molti altri ancora sono classificabili come "sospetti" massoni. Ricordiamo rapidamente, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Gabriele D'Annunzio, De Amicis, Collodi, Quasimodo, Casanova, Boito, Capuana, Settembrini e anche il noto Mameli, autore del nostro caro inno. Quelli elencati sono alcuni dei certi, ma gli "incerti" praticamente non si contano. Per sapere di più cliccate qui

4) NON ESISTONO DOCUMENTI AUTOGRAFI DI DANTE ALIGHIERI 
dante alighieri divina commedia convivio de monarchia de vulgariEbbene si, proprio il sommo poeta, l'autore della Divina Commedia (una delle più grandi opere della letteratura mondiale), colui che ha introdotto gli studi linguistici (De vulgari eloquentia), affrontato il rapporto tra chiesa e stato (De monarchia), discusso di filosofia e teologia senza peli sulla lingua (Convivio), il grande Dante Alighieri non ci ha lasciato alcun testo scritto di suo pugno, nemmeno una firmetta su qualche documento ufficiale.
La mancanza del testo originale proprio della Divina Commedia ha fatto sì che sorgessero mille ipotesi sul periodo di stesura, oltre che su numerosi passaggi interni al testo. Tutto ciò non ha di certo oscurato la grandezza dell'autore, anzi, forse questo ulteriore mistero, da sommare ad altri relativi alla sua vita ed alle sue opere (ad esempio clicca qui) , ha fatto si che diventasse uno dei letterati più studiati ed ammirati di tutti i tempi.

5) NEL SATYRICON DI PETRONIO E' DESCRITTO UN LUPO MANNARO
licantropo lupo mannaro uomo lupoNon è un film horror e nemmeno un racconto gotico di fine Ottocento: stiamo parlando proprio del prosimetro Satyricon, scritto da Tito Petronio Nigro a metà del primo secolo dopo Cristo. Durante la notissima cena di Trimalcione uno dei commensali, Nicerote, narra una propria esperienza autobiografica ai confini della realtà. Anni prima aveva intrattenuto una relazione adulterina con una certa Melissa, rimasta poi vedova. Intenzionato a recarsi da lei percorse un pezzo di strada con un milites, forte come un "demone infernale"; i due si trovano in un cimitero e proprio lì il soldato iniziò ad urinare  sui suoi vestiti, disegnando una sorta di cerchio magico, tipico dei rituali di trasformazione. Con grande spavento di Nicerote il milite si tramutò in un lupo, fuggendo poi nel bosco.  Quando il protagonista della storia arrivò dalla sua bella scoprì che una simile belva era stata ferita mentre assaliva il podere poche ore prima. Tornato in città il giorno dopo, Nicerote si recò presso la casa del soldato e lo trovò ferito alla gola, proprio nel punto in cui era stato colpito il lupo assalitore.
La storia ha tutti gli elementi tipici di un racconto di mannari: luna piena, rituale in un cimitero, vestiti pietrificati per evitare che non possano essere recuperati dall'uomo-lupo, trasformazione mostruosa avvenuta attraverso il rivoltamento della pelle ("versipellem", così viene chiamato il soggetto). Testimonianza di una realtà già nota agli antichi o mito più vecchio di quanto si possa immaginare?

6)LO SCI ERA PRATICATO GIÀ NELL'ALTO MEDIOEVO, CE LO DICE PAOLO DIACONO 
Paolo Diacono nella sua opera più importante, l'Historia Langobardorum, ci ha tramandato la storia di una curiosa popolazione dell'estremo nord d'Europa, da lui chiamata Scritobini (descritti anche dallo storico bizantino Giordano e da Procopio di Cesarea), i quali erano soliti praticare uno sport a noi ben noto: lo sci. Probabilmente Diacono ci sta parlando dei Lapponi, chiamati diversamente da lui perché inquadrati attraverso fonti germaniche e non urgo-finniche; il nome loro attribuito dall'autore, infatti, è assimilabile al tedesco antico "scriten" il quale indicava il "correre", il "saltare" e lo "scivolare". Gli Scritobini si nutrivano di carne cruda e si coprivano con le pelli strappate agli animali selvatici i quali erano cacciati con una tecnica curiosa: grazie a degli archi ricurvi posti sotto i loro piedi, gli Scritobini erano in grado di scivolare e saltare rapidamente sulla neve evitando così di affondare o di rallentare. Si tratta insomma dello sciare, pratica descritta anche da Erodoto e Virgilio, dunque ben più antica di quanto si possa immaginare.

7) IL "PADRE" DELLA NARRATIVA VAMPIRESCA NON E' STOKER
vampiro polidori stokerQual è il primo narratore moderno ad aver scritto un'opera sui vampiri? Bram Stoker, direte voi, ed invece no. La prima opera a trattare questo fortunato filone è Il Vampiro, scritta da John Polidori nel 1819, quindi circa settanta anni prima del più noto Dracula. Polidori era figlio di un insegnante d'origini italiane e di una governante inglese; viene ricordato anche come accompagnatore e medico personale di Lord Byron. Proprio al seguito del poeta inglese nel 1816 si ritrovò in una notte tempestosa presso una villa sul lago di Ginevra, insieme a Mary Godwin e Percy Bysshe Shelley. Lord Byron propose che ognuno componesse una storia dell'orrore, dando vita ad una sorta di gara: Percy scrisse alcuni racconti di fantasmi, Mary tirò fuori uno scritto che in seguito avrebbe allargato dando vita a Frankenstein e Byron produsse un frammento su di un certo Augusto Darvell, da cui Polidori prenderà spunto per dare vita al suo Vampiro. L'opera inizialmente ebbe un grandissimo successo perché attribuita proprio a Lord Byron, ma in seguito fu lo stesso poeta inglese a riconoscere la paternità di Polidori. Quest'ultimo, però, oltre a prendere spunto dal frammento del suo amico poeta, basò la figura del vampiro proprio su Byron, attribuendole così quelle caratteristiche di nobiltà, altezzosità, seduzione e malinconia che poi diverranno tipiche del genere.  

8) FRANKENSTEIN E' IL DOTTORE, NON IL MOSTRO!
Frankenstein victor mostro prometeoProseguendo con il filone horror-gotico, più che una curiosità si tratta quasi di una precisazione. Per alcuni sarà ovvio, scontatissimo, ma vi preghiamo di non commentare con "Lo sapevo già", "Chi non lo sa", "Grazie al cavolo" e simili, perché vi assicuriamo che tantissime persone (soprattutto i più giovani) si imbrogliano facilmente, ritenendo che F. sia il nome del simpatico mostro. Mary Shelley ha scritto l'opera Frankenstein, o il moderno Prometeo e, come risulta evidente dallo stesso titolo, F. non può di certo essere il nome della creatura. Si tratta infatti del cognome di Victor, lo scienziato che al pari del Prometeo della mitologia greca intendeva andare contro il destino e allo stesso modo seguendo le orme del Prometeo ovidiano cercò di dare vita agli uomini (in questo caso ridare). L'errore nasce dal fatto che spesso l'essere viene ricordato come "mostro di Frankenstein", e così che molte persone interpretano il "di" come "dal nome di" e non come "creato da". 

9) CHURCHILL E' STATO INSIGNITO DEL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA
Sir Winston Churchill è noto agli studiosi ed agli appassionati di storia come un politico di primo piano della storia del '900. Di lui si ricorda la determinazione con la quale guidò l'Inghilterra nel '40 durante la resistenza mentre i tedeschi bombardavano il paese e poi nella riscossa che portò le potenze alleate a sconfiggere quelle dell'asse. Da subito si fece notare per le sue notevoli capacità oratorie (nonostante avesse un difetto di pronuncia) e per la meticolosità con la quale preparava i suoi discorsi, curati nella forma e nello stile. Proprio i mirabili discorsi con i quali incoraggiò le truppe ed i civili durante il secondo conflitto mondiale, oltre alle sue opere di storia tra le quali spicca proprio La seconda guerra mondiale, valsero al politico inglese il premio Nobel per la Letteratura nel 1953. Un'altra sua opera di enorme importanza fu Una storia dei popoli di lingua inglese, sterminato racconto sulla Gran Bretagna, sulle sue colonie e su vari possedimenti che prende le mosse dall'invasione cesariana dell'isola fino alla Prima guerra mondiale.

10) JOSE' RYOKI E' LO SCRITTORE PIÙ PROLIFICO DI TUTTI I TEMPI
Josè Carlos Ryoki (22 luglio 1946) è lo scrittore più prolifico in assoluto. Autore brasiliano, dal 1 giugno 1986 ad oggi ha pubblicato 1075 libri, con il proprio nome oppure servendosi di pseudonimi. In particolare in soli dieci anni, tra il 1986 ed il 1996, ha pubblicato ben 1058 opere, tra racconti di fantascienza, libri western, storie d'amore, opere sulla guerra e thriller.
Nel 1986 ha abbandonato la carriera di medico specialista in chirurgia toracica e si è dedicato completamente alla scrittura, facendo fortuna soprattutto con i libri tascabili, e nel 1993 è entrato nel Guinnes dei primati grazie a questo suo incredibile record. Intorno alle mille pubblicazioni Josè ha deciso di abbandonare i romanzi tascabili per concentrarsi su opere più lunghe e meditate.
Nel 1996 il giornalista del Wall Street Journal, Matt Moffett, ha sfidato Ryoki a scrivere un libro nel tempo più breve possibile; l'autore è riuscito a realizzarne uno in una sola notte, più precisamente tra le 23:30 e le 4 di mattina.
  

2 commenti:

  1. Il racconto di Petronio è fantastico, in assoluto una delle parti migliori della letteratura latina, ed è bene ricordare che nelle pagine antiche si trovano figure insospettabili di classicità, proprio come il lupo mannaro, così come è bene sottolineare l'identità di Frankenstein, che, ormai, come per metonimia è diventata la creatura e non il creatore... insomma: bellissimo excursus di curiosità! :)

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  2. Ti ringrazio, tentiamo di unire l'utile al dilettevole. La questione di Frankenstein sembra banale, ma davvero ci cascano in tanti!

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