lunedì 8 settembre 2014

L'ODIO AI TEMPI DI INTERNET

Questo è un articolo sull'odio.
La vicenda ormai è nota a tutti (clicca qui) e potrebbe essere analizzata da moltissimi punti di vista, in parte sarà fatto anche qui, ma ciò che mi preme maggiormente sottolineare è l'odio puro ed immotivato che numerose persone covano dentro e tentano di espellere ad ogni minima occasione, così da sfogare la propria frustrazione ed incapacità di ragionare.
La ricostruzione precisa dei fatti probabilmente non ci sarà mai, continueremo sempre ad avere due versioni diverse della storia, ma più o meno è possibile riassumere tutto così: tre ragazzi a bordo di un motorino non si sono fermati all'Alt, ne è nato un inseguimento, ad un certo punto il motorino ha urtato un'aiuola ed i tre hanno proseguito la fuga a piedi; da questo momento gli eventi si complicano, ma l'unica cosa certa è che Davide Bifolco è stato colpito alle spalle da un proiettile, esploso accidentalmente secondo quanto riferito dalle autorità.
Ora, dicevamo, si possono scegliere diversi obiettivi d'analisi.

Ci si può soffermare sul ruolo della famiglia, domandandosi come mai un ragazzo di 17 anni girasse alle tre di notte in sella ad un motorino ed in compagnia di almeno un amico poco raccomandabile (sebbene nulla di ciò costituisca reato).
Potremmo analizzare la questione sicurezza in generale, oppure nel particolare, studiando l'ampia zona compresa tra Napoli e provincia (dove vive chi sta scrivendo) nella quale lo Stato è praticamente assente, dove  le istituzioni hano lasciato campo alla delinquenza ed al degrado mettendo in difficoltà le persone oneste oppure facendo scivolare nella disonestà chi è in bilico.
Spingendoci un po' più in là potremmo anche parlare di ciò che è successo dopo, ossia delle manifestazioni di protesta degli abitanti di quel quartiere, domandandoci se avrebbero fatto lo stesso nel caso fosse morto un carabiniere oppure una vittima della camorra (in realtà ci sono state delle manifestazioni in seguito a tali eventi).
Non sarebbe peregrino interrogarsi sulle forze dell'ordine e sul modo in cui esse sorvegliano il territorio, o anche sulla loro formazione e preparazione (il carabiniere coinvolto ha 22 anni), non dimenticando che di episodi simili ne sono accaduti anche troppi.

Invece mi soffermerò, come detto, sull'odio.
La gente odia, prova una rabbia indescrivibile, alimentata dallo società marcia che abbiamo creato, dalla dissoluzione dei rapporti umani, dal prevalere della furbizia sull'onestà.
Ci sono diversi modi in cui è possibile smorzare questa rabbia: tramutandola in energia positiva utile a sopravvivere ogni giorno; affidandoci all'affetto di familiari ed amici; canalizzandola nell'arte; gettandola addosso a tutto e tutti al primo momento propizio.
Ecco, questa ultima possibilità è quella decisamente più diffusa ed in particolare internet è oramai diventato lo "sfogatoio" principale.
Le reazioni al triste evento di cronaca sopra descritto possono essere utili per evidenziare questa deriva. Premetto che ho censurato i nomi dei seguenti casi umani soltanto per pietà, in effetti loro hanno postato dei commenti su pagine pubbliche, quindi nulla mi avrebbe vietato di mostrare la loro identità. Ognuna di queste persone ha scritto cose viste e riviste anche su altri siti, dunque possono essere prese come esempio di categorie più generali.

1) IL GIUDICE: Secondo questo individuo il ragazzo era un delinquente, così come lo sono tutti quelli che hanno manifestato. In realtà Davide era incensurato, non si è mai detto che avesse commesso alcun reato quella sera, escludendo ovviamente il non fermarsi all'Alt.

2) IL RAZZISTA: Questa categoria è ormai in continuo aumento, alla faccia del caro detto "Italiani brava gente". Ci siamo imbarbariti a tal punto che ogni forma di diversità viene condannata a priori, come se il confronto con gli altri dovesse portare per forza ad un peggioramento della nostra vita. In questo commento, poi, vediamo una mirabile e notevole sintesi di odio religioso e discriminazione territoriale, caso raro. Da un punto di vista logico, poi, mi chiedo come sia possibile risolvere qual si voglia problema espellendo i napoletani (presumo dall'Italia), anche perché, una volta che ce ne saremo andati, altri prenderanno il nostro posto, diventando a loro volta napoletani (a meno che non si voglia radere al suolo la città). Per la cronaca, anche sul profilo di Davide sono comprarsi frasi razziste ed offensive.

3) IL COMPARATORE: In questo caso l'autore del commento ha confrontato la vicenda del rione Traiano con quella di un giovane ragazzo pugliese morto in seguito alla disastrosa calamità naturale che ha colpito la zona. Quasi come se una morte ne escludesse per forza un'altra, oppure come se ci si dovesse dedicare ad inutili paragoni ogni volta che muoiono due o più persone a breve distanza di tempo. P.s.: anche in questo caso si sottintende che Davide fosse un delinquente, come abbiamo già sottolineato cosa non vera.

4) IL SOLIDALE: Anche quest'ultimo sottintende che il ragazzo fosse un delinquente e, nel goffo tentativo di solidarizzare con i carabinieri (che non vedo come possano ritenersi parte lesa in questa vicenda) propone di uccidere tutti i delinquenti direttamente, senza passare per nessun grado di giudizio.

5) IL SOLDATO ALLA FULL METAL JACKET: "Questo è il mio fucile...senza di me il mio fucile non è niente; senza il mio fucile io non sono niente". Ricordate? Ebbene, qui abbiamo un vero e proprio sceriffo, il quale non solo si comporta come il SOLIDALE, ma con il suo sgrammaticato onorarlo lo ringrazia perché il proiettile avrebbe reso giustizia a tutte le vittime della malavita. Anche qui si sottintende la delinquenza di Davide, ed inoltre vorrei aggiungere che si implica anche un'azione volontaria da parte del carabiniere, cosa per adesso non appurata e credo che il ventiduenne rinuncerebbe subito a questo "onore" per evitare l'accusa di omicidio volontario.

Passiamo ora ad una serie di odiatori generici, soffermandoci in particolar modo sulle parole dell'ultimo per una riflessione più approfondita:


















Ecco, quest'ultimo commento è il perfetto riassunto di altre centinaia sparsi qui è li per la rete, i 63 "mi piace" lo confermano, ed ora ne saranno certamente di più.
In effetti, leggendo i commenti su internet, si trovano una marea di giustizialisti ( del tipo "non si è fermato all'Alt = giusto che sia morto"). Magari alcune di queste persone depositano la spazzatura fuori orario, passano col rosso ogni tanto, parlano al telefonino mentre guidano, evadono le tasse quando possono, prendono soldi a nero, non versano i contributi ai dipendenti, comprano roba di contrabbando, accettano di non avere la ricevuta per un po' di sconto, buttano le cicche per terra, invitano all'evasione fiscale come forma di protesta, compiono apologie di reato ogni giorno su Fb invitando ad uccidere quel tale politico, spargono commenti razzisti a raffica, fregano sul resto o imbrogliano il commerciante, si fanno timbrare il proprio badge da qualcun altro, sottraggono le riviste che arrivano per posta al vicino, intascano qualche ninnolo esposto fuori dai negozi, rubano le pile dal telecomando della camera d'albergo, ecc. ecc. Poi, appena vengono beccati, mettono in atto le migliori sceneggiate e se la prendono con lo "Stato oppressivo", però cazzo, sto ragazzo per loro meritava di morire a prescindere perché non si è fermato all'Alt.

Ha commesso un reato facendo ciò? Certo che si, ma doveva essere punito in PROPORZIONE a quello che aveva fatto, non con una fine così orribile. Siete certi che voi vivreste a lungo in una società basata sulla vostra intransigenza? Alcuni dei reati che ho citato sono ben più odiosi a mio giudizio, certo meno vistosi, ma di sicuro nuocciono maggiormente alla comunità di un ragazzo che non si ferma all'Alt. Vogliamo dire che Davide non aveva avuto una giusta educazione dalla scuola e dalla famiglia? Io non lo so, non lo posso sapere e non voglio giudicare senza conoscere, ma vi dico una cosa dal mio ruolo di insegnante di scuola superiore che lavora tra Napoli e provincia: mi scontro ogni anno con genitori che non riescono a dare la giusta istruzione ai propri figli, ma certe volte devo accettare che non hanno potuto perché lasciati soli dallo Stato, oppure hanno tentato ma si sono visti rimandare indietro tutte le opportunità. Formiamo i nostri ragazzi nonostante le istituzioni facciano di tutto per rovinare la scuola, però poi li vediamo girare per le strade senza un lavoro e senza prospettive, perché coloro che governano non fanno altro che passare il tempo a trovare modi sempre nuovi per ridurre il nostro debito pubblico, operando quindi per le banche e non per i cittadini. Ci troviamo così una società senza lavoro, senza sicurezza, senza assistenza e senza servizi, però poi ce la prendiamo con quelli che sgarrano di una virgola, gettando su di loro tutto il nostro odio e festeggiando per la loro morte?

Ideogramma cinese per  l"odio"
Vi sentite incazzati? E fate bene, ma allora indirizzate la vostra indignazione contro chi ha mandato un carabiniere di soli 22 anni a presidiare una zona così difficile; adiratevi con chi ha lasciato gran parte del nostro territorio senza la minima protezione, se non qualche sparuto posto di blocco formato da uomini troppo tesi. Secondo voi è sbagliato andare in tre su di un motorino? Certo che lo è, dannazione, ma come si può pretendere che le leggi più elementari vengano rispettate o che ci voglia la mano pesante quando si sanano i furti ad alti livelli, quando si perpetrano inganni ai danni dei cittadini, quando la Legge si dimostra diseguale, concedendo vie d'uscita a chi ha i soldi o le giuste conoscenze?

Io non ho mai ricevuto nemmeno una multa, non compio infrazioni, mi fermo sempre ai posti di blocco, non sostengo la legittimità di alcun tipo di delitto, ma non desidero la morte di chi fa il contrario. Chi sbaglia deve essere sanzionato in proporzione al proprio errore, sennò ci troviamo nel Far West, ed allora chi vi assicura che ne uscirete vivi?

Se poi il vostro unico sfogo è solo quello di gioire per la morte di un ragazzo di 17 anni disarmato, allora per voi non ci sono parole. Un giorno, però, magari sarà qualcun altro a sputare sulla vostra morte, ma voi non ci sarete più per poter spiegare che non eravate dei delinquenti e che, nonostante una vita spesa ad odiare, magari non meritavate di morire così.


ARTICOLO DI: Seth Ankh

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