mercoledì 29 ottobre 2014

IN MEMORIA DI STIEG LARSSON - ANALISI DELLA TRILOGIA MILLENNIUM, PARTE QUARTA (La trama e il sistema dei personaggi degli ultimi due libri)

LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO & LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA


La vicenda: il lento inizio e la scossa improvvisa
 Come abbiamo anticipato precedentemente, il secondo volume si apre con Lisbeth intenta a godersi la sua fortuna milionaria in viaggi intorno al mondo. Da un flasback veniamo a conoscenza dei numerosi tentativi operati da Mikael per riallacciare i contatti con la ragazza. In realtà lui non ha idea del perché lei gli dimostri una tale avversione, sfociata nella completa indifferenza durante un incontro casuale in metropolitana. Rattristito e depresso ha deciso di lasciarla andare per la sua strada senza cercare nuovi incontri.
Lisbeth tenta di rimuovere il giornalista e le recenti avventure con una sosta prolungata su di un isola caraibica, tuttavia qui non mancheranno fatti degni di nota: intraprende una relazione con un giovane sedicenne, cerca di risolvere l'ultimo teorema di Fermat, si trova a contattato ancora una volta con un “uomo che odia le donne” il quale finge tutto il giorno di lavorare in giro per l'isola (costui è un finto medico e si guadagna da vivere in truffe) e la sera torna in albergo per sfogarsi puntualmente con la moglie a suon di botte. Arriva un uragano e a Lisbeth viene dato l'ordine di rifugiarsi nel bunker dell'albergo, ma lei si avventura fuori per salvare il suo giovane amante. Durante questa pericolosa sortita incappa nel truffatore che sta tentando di uccidere la moglie per poi intascarne l'eredità, ma per sua sfortuna sul proprio cammino c'è Lisbeth, la peggiore nemica di questo genere di violenti: salvata la donna, l’uomo viene abbandonato nel ben mezzo della tempesta, ferito e certamente destinato alla morte. Il male non abbandona Lisbeth nonostante lei si sposti a destra e a manca, ecco perché decide di tornare a Stoccolma.
Nella capitale svedese, nel frattempo, l'avvocato Bjurman ha un obiettivo: disfarsi di Lisbeth e della minaccia di cui è portatrice. Cerca informazioni sulla sua vita ed incappa fortuitamente in una indagine di parecchi anni fa condotta dall'agente Bjork, suo vecchio collega degli anni in cui aveva collaborato con i servizi segreti. Tempo prima avevano lavorato assieme ad un progetto segretissimo in cui poi era stato coinvolto anche un famoso psichiatra, il dottor Teleborian. Costui aveva reso possibile l'internamento di Lisbeth per tutelare l'identità di un certo Zala (più avanti vedremo chi è e perché ha meritato una tale difesa). In seguito la giovane si è guadagnata la parziale libertà grazie alla tenacia di Palmgren, il suo primo tutore. L'avvocato Bjurman adesso sa di non essere il solo a volerla eliminare, cerca di contattare i suoi vecchi amici ma all'incontro si presenta un misterioso gigante biondo. Costui si assume il compito di eliminare Lisbeth, ma per il momento commissiona soltanto il rapimento della giovane ad un club di motociclisti-delinquenti con cui ha rapporti di lavoro (ovviamente tutte cose illegali).
Dal punto di vista sentimentale, nel frattempo, Mikael ha iniziato una relazione anche con la rediviva Harriet (senza mai troncare quella con Erika), subentrata al posto dello zio nel consiglio d'amministrazione della rivista. A Millennium, intanto, si lavora ad un nuovo caso: Dag Svensson lavora ad un'inchiesta sul commercio di prostitute dall'est Europa, condividendo le indagini con la sua ragazza Mia che sta terminando una tesi di dottorato sullo stesso tema. Dag chiede l'appoggio del famoso Mikael il quale accetterà di aiutarlo, ritrovando nel giovane lo stesso spirito intraprendente che “Kalle Blomkvist” aveva dimostrato in gioventù. Il reporter sta per chiudere la bozza del libro che Millennium pubblicherà, ma, all'ultimo momento, dopo aver intervistato tutti i clienti che saranno pubblicamente denunciati dall'inchiesta, contatta Mikael per chiedergli un supplemento d'indagine dato che spesso è comparso un nome all'apparenza importante su cui indagare: Zala.

Nel frattempo Lisbeth riallaccia la relazione con Mimmi, le cede la sua vecchia casa sentendo di potersi fidare di lei e ne acquista una nuova (un attico stupendo dal quale si domina tutta la città sino al mare) che però lascia praticamente spoglia, dotata come è di una sobrietà naturale. In realtà le serve per isolarsi dal mondo e dal suo passato, mentre Mimmi ritirerà la posta per lei al vecchio indirizzo per non destare sospetti. Torna quindi a trovare Armenskj, scopre da lui che Palmgren è ancora vivo, anche se molto malato, quindi lo va a trovare e decide di stanziare un fondo per permettergli di riprendere le sue funzionalità logo-motorie il prima possibile. Dopo aver malauguratamente rincontrato Mikael in un pub (senza che lui la veda) decide di entrare nuovamente nel suo pc e legge le informazioni sulla nuova indagine, ma c'è un nome che le fa gelare il sangue nelle vene: Zala.

Siamo a circa metà del libro quando la trama esplode per la sua velocità, da questa momento i colpi di scena di susseguono a catena: Mikael sventa fortuitamente il tentativo di rapimento di Lisbeth, ma non riesce a parlarle prima della fuga; la ragazza dopo qualche giorno si reca a casa di Dag e Mia per capire cosa sanno del fantomatico Zala, ma nello stesso momento Mikael sta per arrivare dalla coppia per discutere delle modifiche al libro che il giovane reporter vuole apportare quasi oltre il tempo limite. Mikael trova entrambi morti, uccisi con colpi di pistola. Le indagini sugli omicidi vengono gestite da una squadra di massimi esperti: procuratore Ekstrom, ispettore Bublanski e i detective Faste, Svensson e Sonja Modig. Dopo pochi giorni verrà trovato cadavere anche l'avvocato Bjurman. Sull'arma dei tre delitti vengono scoperte le impronte di Lisbeth, con grande sorpresa di Mikael che tuttavia non crederà mai alla sua colpevolezza e si metterà subito all'opera per condurre un'indagine privata parallela alla polizia; difatti le forze pubbliche fanno di tutto per gettare discredito sulla giovane, descrivendola come una lesbica, satanista, deviata mentale e socialmente pericolosa (anche grazie a manovre dall'alto che fanno presa sul carrierista Ekstrom). Mikael viene aiutato nelle indagini da Paolo Roberto, campione di pugilato che ha stretto una forte amicizia con Lisbeth (rivelatasi sorprendentemente utile nell'allenare i pugili vista la sua agilità). Roberto si reca all'ex casa di Lisbeth, abitata ora da Mimmi, ma giunto lì scorge il misterioso gigante biondo che sta per rapire la donna. Lo segue fino ad un casolare ed ingaggia un duro combattimento con l'uomo, ma riesce a mettersi in salvo insieme a Mimmi soltanto per miracolo.

Nel contempo Mikael è riuscito ad entrare in contatto con Lisbeth attraverso un sistema ingegnoso: scrive dei documenti salvandoli poi sul suo desktop sapendo che lei ha la possibilità di leggerli hackerandogli il pc  e per farle fare ciò lancia una notizia esca in tv (afferma che Dag si stava occupando di hacker prima di essere ucciso). Da questo scambio di messaggi lei lo indirizza verso Bjork e lo mette in guardia dallo psichiatra Teleborian, ossia l’uomo che la costrinse in manicomio a dodici anni. Lisbeth scopre i rapporti di Bjurman con i suoi nemici del passato, evita un ulteriore rapimento mettendo a tappeto due dei motociclisti ingaggiati dal gigante biondo ed in seguito rintraccia il nome di costui e la sua residenza a Goteborg dove presumibilmente vive anche il padre per il quale agisce questo gigante dalla forza spaventosa. Riesce ad ottenere queste informazioni torturando un altro “uomo che odia le donne” il quale ha stuprato ripetutamente una prostituta di Zala ed in cambio ha dovuto svolgere dei favori per lui.
Il giornalista di Millennium ha attirato una parte della squadra di polizia dalla sua parte (in particolare Sonja) e, dopo aver parlato con Bjork, riceve numerose informazioni (scambiandole con la promessa di anonimato, dato che anche lui era coinvolto nell'inchiesta di Dag) che poi aumentano dopo la scoperta della nuova casa di Lisbeth. Mikael si rende conto finalmente delle torture subite dalla giovane nel presente e nel passato: Zala è una ex spia russa, fuggita dall'Urss e rifugiatasi in Svezia dove ha trovato protezione in cambio di informazioni accumulate negli anni. Qui è stato assistito da Bjork e Bjurman oltre che da una apposita “Sezione” ancora più segreta dei servizi segreti, nascosta al parlamento e conosciuta solo da pochi politici. Nel mentre Zala si metteva spesso nei guai, frequentava diverse donne e da una giovane svedese ha avuto una figlia: questa creatura è Lisbeth (c'è anche una gemella, ma nella trilogia non si vedrà mai). Dopo aver visto picchiare ripetutamente la madre, Lisbeth comincia a nutrire odio profondo verso questo padre che “odia le donne”; tenta una prima volta di accoltellarlo, mentre in un secondo attentato gli dà fuoco, menomandolo a vita e mettendone a rischio la copertura. A causa di ciò viene internata con l'inganno da Bjork e Teleborian, mentre Bjurman non viene messo al corrente di nulla, ma, dopo la malattia di Palmgren, fu fatto in modo che venisse assegnata a lui la tutela di Lisbeth cosicché, nel caso si fosse confidata col suo tutore riguardo al passato, non ci sarebbe stata una nuova persona a conoscere l'esistenza di Zala, bensì un ex protettore della spia, e l'avvocato avrebbe avvisato che lei stava cominciando a parlare. Tra le altre cose Mikael scopre il cd con il filmato dello stupro subito da Lisbeth, riesce a comprendere che la giovane si è recata a Goteborg intenzionata a chiudere i conti col gigante buono e, di conseguenza, col padre.
Lisbeth raggiunge la casa di Zala, ma è attirata in trappola. Ascolta rassegnata i ricordi e gli insulti del padre ormai certa di non avere scampo, non tanto per il vecchio genitore menomato, quanto per il gigante biondo, Ronald, di cui inoltre Zala ha resa nota a Lisbeth la paternità, rendendola consapevole di avere un fratellastro opposto in tutto e per tutto. Il padre la fredda con un colpo in testa e Ronald si occupa di sotterrala, ma, a causa del piccolo calibro della pallottola, la ragazza non è morta. Rivenuta, torna nella baita come uno zombie assetato di vendetta e la sua apparizione mette in fuga il fratellastro gigante, grosso si, ma timoroso del buio come un bambino, ed infatti scambia la sfigurata Lisbeth per un mostro, fuggendo poi via terrorizzato. La ragazza colpisce il padre con un'accetta, poi si accascia dentro casa persa ogni speranza di sopravvivenza. Ma proprio l'ultima persona al mondo che lei avrebbe mai immaginato è li per salvarla: Mikael. L'ex amante soccorre la piccola vittima che appare quasi morta; lei apre appena lo sguardo e, pur se in punto di morte, non rinuncia ad una sua classica, riassuntiva, indispettita esclamazione: “Kalle Dannatissimo Blombvist”.

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Abbiamo scelto di abbondare nei particolari del riassunto per quanto riguarda il secondo libro e di anticipare in parte le conclusioni del terzo per rendere più chiara l'evoluzione della storia. Le ottocento pagine de La regina dei castelli di carta, infatti, vedono contrapposti due blocchi in lotta contro ed in difesa di Lisbeth (quindi anche di ciò che lei rappresenta, ma chiariremo tutto più avanti). C'è chi la vuole processare – condannare - ingannare e chi la vuole assolvere, per ottenere un risarcimento morale che valga da esempio.

Lo schieramento negativo è così composto: Zalachenko (ricoverato in ospedale a pochi metri dalla figlia).Ekstrom in realtà non ha nulla contro la giovane e non fa parte della congiura, ma viene influenzato dai servizi super segreti con promesse di una carriera rapida e gloriosa, per cui si convince a insabbiare il “rapporto Bjork” (che descriveremo tra poco) e a continuare le indagini contro Lisbeth insieme a Faste, per portare avanti almeno le accuse di violenza ai danni dei due motociclisti che avevano tentato di rapirla. Teneborian invece vuole arrivare ad internare Lisbeth una seconda volta, sia per metterla a tacere definitivamente sia perché segretamente è attratto dal dominio che esercita sui suoi giovani pazienti, morbosità ignorata dalla società svedese che lo considera un grande psichiatra infantile. La Sezione, ovvero il gruppo di spie ultra segrete che si è occupato dei casi più scottanti nella storia svedese. I suoi membri sono Birger Wadensjöö, Otto Hallberg, Georg Nystrom, e Jonas Sandberg, tutt'altro che terribili spie, ma vengono costretti ad agire in maniera cinica e deviata dalle vecchie glorie tornate alla ribalta dopo che il nome di Zalachenko è divenuto pubblico: Evert Gullberg e Fredrick Clinton, ex agenti in incognito pronti a tutto pur di difendere i loro segreti. Gullberg ucciderà Zala poiché costui insisteva  nel ricattare la Sezione, chiedendo una ormai impossibile impunità. Lo stesso Gullberg, subito dopo, si toglierà la vita nell’ospedale in cui ha appena eliminato la spia senza riuscire a far fuori anche Lisbeth. Evert ha spedito lettere deliranti a tutti i giornali e le principali cariche pubbliche, dando così l'idea di essere un matto ed allontanando, con un estremo gesto “eroico”, qualsiasi sospetto dai servizi segreti (a cui comunque non risulta collegato vista la super segretezza della Sezione). La Sezione, ormai formata da un mix di vecchi e nuovi, fa di tutto per occultare i fatti relativi all'internamento forzato della dodicenne Lisbeth, sia pressando le indagini contro la ragazza, sia con infiltrazioni nella stampa finalizzata a dipingerla come una matta da ricoverare, sia con l'occultamento di ogni copia del “rapporto Bjork” (ma una sfugge alla loro repressione), sia tentando di far apparire Mikael come uno spacciatore, nel tentativo di condizionare l'opinione pubblica. Alla fine tenteranno anche di farlo uccidere, ma il giornalista di Millennium riuscirà miracolosamente a salvarsi. Bjork in parte collabora con Mikael in parte cerca vie per la sua salvezza, ma verrà “suicidato” dalla Sezione.

Lo schieramento positivo, definito da Mikael “I cavalieri della tavola balorda” comprende: lo stesso Mikael, impegnato a scrivere un libro verità sulla storia della ragazza e a pubblicare un numero speciale con accuse precise ai suoi aguzzini presenti e passati. Dovrà lottare parecchio per questo obiettivo ed allearsi con servizi segreti “buoni” in lotta contro la Sezione “deviata”. Annika, sorella di Mikael, accetta di assumere la difesa di Lisbeth nonostante non sia una penalista, ma convinta dal fratello che tutta questa storia non è altro che un gigantesco abuso ai danni di una donna (e questa è la branca legale nella quale lei è espertissima). Il dottor Jonasson, dopo aver operato e salvato la vita a Lisbeth, collabora con Mikael fornendo alla giovane hacker gli strumenti necessari per preparare la sua difesa e spiare gli avversari. Armansky collabora inviando dei suoi agenti in aiuto alla polizia, ma viene tradito da uno di essi che invece remava contro Lisbeth a causa di vecchi rancori, quindi il suo aiuto sarà soprattutto finanziario e di protezione nei confronti di coloro che sono coinvolti nell'indagine. I poliziotti Bublanski, Modig e Holmberg e Svensson vengono lentamente convinti da Mikael dell'innocenza di Lisbeth (anche grazie alla lettura del documento di inizio anni '90 scritto da Bjork, in cui l'agente scambiava con Teleborian informazioni e falsità con il fine di internare Lisbeth, mossa necessaria per salvare l'identità di Zala); indagano nei confronti di Ronald Niedermann (il gigante biondo) si rendono conto che è lui il colpevole dei tre omicidi e cercano anche di fare luce sui depistaggi operati nei settori alti della sicurezza nazionale. La redazione di Millennium partecipa alla difesa di Lisbeth sia con indagini che con la preparazione dello speciale sulla Sezione deviata: il reporter Cortez si occupa dello speciale di prossima uscita, Christer Malm (condirettore della rivista e grafico) partecipa direttamente alle investigazioni, Malin Eriksson ha il difficile compito di tenere in piedi la redazione dopo che Erika ha abbandonato il mensile (ci occuperemo della vicenda di Erika più avanti). L'ufficio per la tutela della Costituzione comincia ad indagare sul caso grazie all'iniziativa del suo direttore, Edklinth, e porta avanti l’inchiesta con l’operato di Monica Figuerola. I due impersonano la faccia integerrima e pura della sicurezza segreta statale, senza devianze ed abusi. Stringono un patto di reciproco scambio di informazioni con Mikael riguardo le indagini sulla Sezione e Monica diventa una delle sue nuove conquiste, forse anche qualcosa di più; lo scapolo incallito pare capitolare questa volta.
Abbiamo lasciato per ultima la vittima di tutto ciò, Lisbeth, tutt'altro che indifesa. In un primo momento la sua volontà è soltanto quella di uccidere il padre ricoverato a pochi metri da lei, ma dopo la sua morte comincia a pensare a se stessa, all'imminente processo, e prepara la difesa grazie al suo palmare che Mikael le ha fatto recapitare. Si collega con la sua compagnia di hacker e raccoglie quante più informazioni possibili su Teleborian, Ekstrom e sui membri della Sezione che stanno deviando le indagini di quest'ultimo. Nel frattempo, su consiglio di Mikael, scrive una sua dettagliatissima biografia, a partire dai ricordi infantili di violenza familiare, continuando con l'internamento barbaro di Teleborian, proseguendo con lo stupro di Bjurman e così via. In tutto ciò la giovane trova anche il tempo di aiutare Erika Berger. Quest'ultima ha abbandonato Millennium, dopo una lunga e dolorosa riflessione, per guidare uno dei maggiori quotidiani svedesi, ma risollevare la testata non è semplice, anzi, i problemi si susseguono: il budget in rosso (ne abbiamo parlato all'inizio della nostra recensione); i colleghi che guardano con sospetto al nuovo capo, soprattutto perché donna; uno stolcker le invia messaggi a dir poco terrorizzanti, oltre a perseguitarla anche nella sua casa. Erika si rivolge ad Armanskj che però può assicurarle solo protezione e non la soluzione per tali minacce ignote. Sarà Lisbeth a trovare il molestatore digitale, tramite l'aiuto di Plague.
Come abbiamo accennato i membri della Sezione tentano anche di eliminare Mikael, consapevoli che ha qualche asso nella manica, ma grazie a Monica e al gruppo pulito della pulizia l'attentato sfuma e così il processo può cominciare.
La strategia di Annika è semplice e geniale. Vuole fare in modo che l'accusa metta in campo tutti i suoi “castelli di carta” per poi smontarli al terzo giorno di processo, quando Millennium farà uscire il numero speciale pieno di fonti, diventate a quel punto pubbliche e quindi impossibili da rifiutare in un dibattimento che ha tanta risonanza. Assodata l'innocenza di Lisbeth per il triplice omicidio il procuratore cerca di farla internare affidando tutto alla testimonianza dell'autorevole Teleborian che all'inizio ha buon gioco nel descrivere come pazza la ragazza, aggiungendo tra le prove il memoriale da lei redatto “evidentemente falsato dalla sua schizofrenia”. La difesa chiama Mikael a testimoniare e, grazie alle sue fonti anonime, il giornalista ha i documenti per provare che la terapia subita da Lisbeth a dodici anni fu brutale e gratuita; in seconda battuta Annika mostra alla giuria il filmato dello stupro di Bjurman, considerato un'ennesima fantasia da Teleborian; il colpo decisivo è dato da Mikael che mostra alla giuria l'ultima copia del “rapporto Bjork”, prova  inesorabile di come il ricovero di Lisbeth sia stato progettato a tavolino, nel mentre riesce a provare che la nuova perizia di Teleborian è stata scritta prima ancora di visitare la ragazza, quindi la presunta follia era stata decisa a tavolino.
Nel contempo il dipartimento per la difesa della Costituzione sta arrestando tutti i membri della Sezione e anche Teleborian sarà arrestato durante il processo, a causa di migliaia di foto pedo-pornografiche che lo specialista conservava sul suo pc, intercettate dagli hacker amici di Lisbeth e consegnate alle forze dell'ordine. Annika pressa il giudice per una immediata assoluzione, il procuratore ritira le accusa e Lisbeth è libera. Nel finale dell'opera l'autore ci descrive il viaggio della ragazza a Gibilterra, effettuato per controllare lo stato della sua società miliardaria, poi, una volta tornata in Svezia, avrà un ultimo scontro con il fratellastro Ronald che lei intrappolerà in una fabbrica abbandonata e farà eliminare dal moto-club con cui aveva un conto in sospeso, mentre a sua volta il moto-club sarà in parte eliminato ed in parte arrestato dalla polizia, sempre avvisata dalla ragazza.

Così si dipana l'intricata trama del terzo romanzo, ma sulle ultime due pagine ho intenzione di tornare a conclusione della mia recensione.

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