giovedì 23 ottobre 2014

IN MEMORIA DI STIEG LARSSON - ANALISI DELLA TRILOGIA MILLENNIUM, SECONDA PARTE (Uomini che odiano le donne: i personaggi e la vicenda del primo romanzo)

Seconda puntata del nostro ciclo di post dedicato a Stieg Larsson in vista dei dieci anni dalla sua morte. Nella prima parte abbiamo parlato della vita dell'autore, dei misteri sulla saga, del genere a cui appartiene la trilogia e dello stile. Oggi ci soffermeremo sul primo romanzo, "Uomini che odiano le donne", ripercorrendo la trama (ATTENZIONE SPOILER) ed i personaggi principali, oltre a quelli secondari. 


UOMINI CHE ODIANO LE DONNE


Protagonisti e avvio della vicenda
 I protagonisti dell'opera sono due, Mikael e Lisbeth (anche se considererei quest'ultima la vera protagonista della trilogia) e vengono seguiti parallelamente in gran parte del primo libro, mentre nel secondo e nel terzo agiranno sempre in luoghi separati, uniti soltanto dalla tecnologia a distanza.
Mikael Blomkvist è un giornalista economico di successo, dotato di una morale ferrea e di un attaccamento al lavoro eccezionale. Smascherare truffatori e speculatori è una missione di vita, soprattutto in tempi come i nostri in cui la “vittoria” del capitalismo ha lasciato più vittime che superstiti. E' soprannominato Kalle Blomkvist (come il bambino-detective protagonista dei racconti di A. Lindgren, autrice di Pippi calze lunghe) in seguito ad una indagine risolta con successo nei primi anni della sua attività. Scrive le sue inchieste sulla rivista Millennium di cui è co-direttore insieme ad Erika Berger della quale è anche amante storico con il beneplacito del marito; il suo matrimonio, invece, non ha retto all'infedeltà.
Mikael ha un grande successo con l'altro sesso, più per la sua personalità che per il suo aspetto comunque non indifferente. Ogni occasione è buona per intrufolarsi tra le lenzuola di qualche donna (in linea di massima più grandi di lui) e il matrimonio è stato un tentativo praticamente contro natura vista la sua indole libertina. Spietato con i disonesti si dimostra molto generoso con gli amici ed i colleghi di lavoro, ma il tradimento della sua fiducia costa l'esilio immediato dalla cerchia delle proprie amicizie. É un accanito bevitore di caffè e consuma pasti composti quasi esclusivamente da tramezzini. Vive in uno splendido attico e non disdegna la solitudine, difatti si ritira spesso su un isolotto vicino Stoccolma (nel mondo reale è il luogo il cui è stato “concepito” letterariamente il romanzo) dove rilassarsi o portare a termine un articolo importante. Sembrerebbe tendere verso sinistra, ma la sua concezione politica è spesso nichilistica, come se la società vera dovesse reggersi al di fuori del poteri esterni, soprattutto grazie alla propria morale e alla volontà di vivere in pace. In alcune scelte sorprende per coraggio e decisione, ma talvolta appare come un bambinone incapace di assumersi le sue responsabilità.
Mikael si imbatte in un losco affare di speculazione economica messo in atto dal magnate della finanza Wennestrom. Si getta a capofitto nell'impresa, ma senza rendersi conto che alcuni dei testimone chiave non sono altro che doppiogiochisti: denunciato per diffamazione sarà condannato ad una pesante ammenda e a tre mesi di carcere. Consapevole della sconfitta rinuncia a difendersi nelle ultime fasi del processo, sperando di poter contrattaccare dopo aver scontato la pena e una volta calmate le acque.
Nelle settimane successive alla sentenza viene assunto da Henrik Vanger, magnate in declino dell'industria svedese, con il compito di scrivere la biografia della sua numerosa e complicata famiglia. In realtà il vero compito è un altro: Mikael deve risolvere la scomparsa di Harriet, nipote di Henrik, svanita nel nella quasi quaranta anni primi durante una riunione della azienda-famiglia tenutasi ad Hedestad, cittadina (immaginaria) di piccole dimensioni, collegata da un lembo di terra all'isolotto nel quale vive quasi tutta la stirpe dei Vanger. Dopo ripetuti rifiuti Mikael accetta per diversi motivi: il lavoro dovrà durare un anno (ottimo per fuggire dalla ribalta negativa) e sarà comunque lautamente pagato anche in caso di insuccesso; il giallo è reso accattivante dal fatto che Henrik riceve ogni anno un dipinto di fiori, stesso regalo che Harriet gli faceva in vita ed ora presumibilmente il suo assassino continua la tradizione per portare l'anziano alla pazzia; infine, il vecchio Henrik promette a Mikael di fornirgli prove sulle attività illecite di Wennestorm che in giovane età aveva lavorato per il gruppo Vanger. Nonostante le proteste di Erika e della sorella Annika il giornalista parte per il gelido nord.
Nel contempo Larsson delinea il carattere e la personalità di Lisbeth Salander. Ventiquattrenne dal corpo minuscolo, al punto da essere ritenuta spesso una ragazzina, ha vissuto un passato burrascoso ed anche il presente non è da meno. Dichiarata incapace di badare a se stessa viene internata a dodici anni e a diciotto affidata un tutore con il compito di seguirla nella sua vita sociale ed accertarsi che non si dia all'alcool, alla droga e persino alla prostituzione (viene trovata spesso ubriaca in compagni di uomini più grandi di lei). Lisbeth ha un carattere chiuso, è incapace di rapportarsi con il mondo esterno e con la gente, tende ad avere contatti con le persone soltanto per scontri fisico-verbali. La libertà d’azione  che le è stata parzialmente negata viene sostituita e controbilanciata da numerosi piercing e tatuaggi (tra cui uno a forma di drago inciso sulla schiena) che marcano il suo territorio, ossia il suo corpo. Lisbeth si è sempre rifiutata di rispondere alle domande degli psicologi e, secondo un ragionamento sommario, viene considerata quasi ritardata. In realtà ha delle peculiarità sorprendenti: è dotata di una memoria fotografica incredibile che le permette di ricordare ogni istante della sua vita o la singola pagina di un libro letto anni prima; nonostante il suo fisico difficilmente soccombe alla forza, sfruttando la sua agilità e soprattutto la sua rabbia; infine è sorprendente la sua abilità a computer, acquisita con tale accuratezza da divenire il più bravo hacker di Svezia e tra i primi al mondo. Fa parte di un gruppo di suoi simili che si riuniscono online in una sorta di “hacker city” pronti a scambiarsi favori per arrivare al cuore elettronico di ogni computer o sistema.IO SONO UN SADICO PORCO, UN VERME E UNO STUPRATORE ” ed infine lo ricatta grazie ad un filmato contenente lo stupro da lei subito in precedenza (aveva portato con sè una microcamera convinta di riprendere un secondo rapporto orale e denunciare l'avvocato).
Le sue amicizie fisiche si riducono a Plague (l'hacker che l'ha introdotta alla categoria), a delle ragazze appassionate di musica hard rock con cui passa qualche serata (soprattutto in silenzio a bere), alla sua amante Mimi e a Dragan Armanskij, direttore di una società di sicurezza per la quale lavora con l'incarico di scovare segreti sulle persone più difficili da avvicinare. Il suo primo tutore, Holger Palmgren, nutre un profondo amore paterno per lei, ma un ictus lo costringe quasi alla paralisi ed a mesi di coma per cui Lisbeth si convince che l'uomo è praticamente spacciato. Il nuovo tutore, Nils Bjurman, si mostra subito viscido ed invadente. Costringe la ragazza ad un rapporto orale in cambio dei soldi di cui lei avrebbe diritto e in un secondo momento la violenta per diverse ore dopo averla immobilizzata sul letto della sua camera. Lisbeth, tuttavia, non è una che si deprime. Dopo aver scartato l'ipotesi di un omicidio vendicativo si rifà viva a casa sua per chiedergli altri soldi: lo tramortisce con una pistola elettrica, lo lega, lo violenta con un vibratore, gli incide un tatuaggio sulla pancia con scritto “

I Personaggi 
Dragan Armanskij: originario della Croazia, discendente da ebrei armeni, dirige una società di sicurezza, la Milton security. Accetta di assumere Lisbeth su pressioni del suo amico Palmgren e dopo qualche incertezza si rende conto delle qualità della ragazza di cui è vagamente invaghito.

Holger Palmgren: Tutore di Lisbeth, si batte per la sua emancipazione e le concede una sostanziale libertà fino al suo ictus. Lisbeth resta al suo capezzale per una settimana prima che i medici lo diano per spacciato.

Nils Bjurman: Secondo tutore, sadico e maschilista, violenta la ragazza, ma poi viene punito e da quel momento vive nel terrore che lei possa tornare a completare l'opera.

Erika Berger: Co-direttrice di Millennium è una donna affascinante e sicura di sè. Vive un felice matrimonio con un esperto d'arte, ma non ha mai sospeso la relazione con Mikael, anche perché il marito ne è consapevole e l'accetta tranquillamente. E' il motore della rivista ed infatti terrà in piedi l'attività editoriale dopo “l'esilio” di Mikael, evitando il fallimento. Il suo carattere razionale frena l'emotività devastante del collega-amante.

Famiglia Vanger: Henrik, ex direttore del gruppo ma ancora oggi figura carismatica della famiglia. E' ossessionato dalla scomparsa di Harriet ed il suo impegno nel lavoro ne ha risentito anno dopo anno fino a portarlo ad una sorta di paranoia. Dopo aver indagato in solitario per anni (ispettore) assume Mikael. Cecilia: cugina di Harriet, vive triste ed isolata sull'isolotto familiare; intraprenderà una relazione con Mikael per poi allontanarsi da lui in maniera (apparentemente) inspiegabile. Isabella: madre di Harriet, mostra subito odio per Mikael e sembra disinteressata al destino della figlia. Martin: fratello di Harriet, è lui che ha ereditato la guida del gruppo; si mostra affabile con Mikael e lo aiuta ad ambientarsi ad Hedestad. Dirch Frode: avvocato di famiglia, contatta Armanskij affinché indaghi su Mikael per decidere se è l'uomo giusto per l'indagine a cui Henrik tiene tanto.

La vicenda 
Dopo aver terminato di frugare nella vita e nel computer di Mikael, Lisbeth non smette di interessarsi al giornalista. Continua ad intrufolarsi nel suo hard disk e nel contempo indaga su Wennestorm, convinta che ci sia del marcio in lui.
Mikael si rende conto che l'indagine è sempre più complicata: ogni familiare potrebbe essere colpevole, non c'è modo di ricostruire gli ultimi spostamenti di Harriet e il suo diario non rivela che inutili informazioni, tra cui dei curiosi codici alfanumerici. Grazie all'aiuto della figlia scopre che si tratta di versetti biblici ed iniziali di donne uccise in maniera terribile negli anni precedenti alla scomparsa di Harriet. Si rende conto di aver bisogno di un assistente e gli viene suggerito proprio il nome di Lisbeth (Frode gliela consiglia svelandogli che è stata lei ad indagare sulla sua vita prima che fosse assoldato).
Mikael torna a Stoccolma per contattare  la ragazza che lo accoglie sorpresa: teme che voglia vendicarsi della sua indagine, ma pian piano scopre di aver davanti un uomo disposto ad ascoltarla (nei suoi rari momenti di loquacità), una persona che non si cura troppo delle sue stravaganze, non pretende di cambiarla, non mostra, insomma, sentimenti negativi o di pietà per lei, e ciò la fa sentire bene.
Le indagini sono complesse e le sorprese non mancano: il vecchio Henrik viene colto da infarto e buona parte della famiglia (Isabella; Cecila; Birger, politico arrivista ed inetto) vorrebbe silurare i due indagatori mentre Frode e Martin sono convinti ad andare avanti purché tutto ciò non danneggi la salute del patriarca.
Durante l'indagine Lisbeth, con delicatezza e tenerezza, inizia una relazione con il giornalista (la ragazza si propone all'uomo desiderato da tempo, a colui che l'aveva affascinata fin dai primi momenti in cui lei aveva scavato nella sua vita) e le investigazioni si riempiono di svariati colpi di scena: un gatto morto viene fatto trovare davanti alla loro baita e Mikael subisce un tentato omicidio da parte di un misterioso cecchino. Lisbeth scova tutte le donne citate nel diario di Harriet e ne scopre altre uccise sempre secondo un rituale religioso: le vittime, tutte con nomi ebraici, sono state massacrate seguendo alla lettera alcune punizioni capitali scritte nella Bibbia. Nel contempo Mikael cerca di ricostruire cosa sia accaduto poche ore prima che Harriet scomparisse: la ragazza d'improvviso aveva abbandonato una parata festiva, apparentemente scossa dopo aver visto una persona al di là della strada (tutto ciò il giornalista lo ricostruisce da alcune foto della sfilata nella quale era stata casualmente ritratta). Durante la giornata della scomparsa un incidente sul ponte taglia fuori l'isola dalla terra ferma e dunque il destino della giovane è sempre più misterioso. Le deve essere accaduto qualcosa durante la rimpatriata sull'isola oppure durante la confusione generata dall'incidente. Consapevoli che il mistero deve essere risolto all'interno della famiglia Vanger e che i delitti annotati sul diario di Harriet sono collegati alla sua scomparsa, i due si dividono i compiti: Lisbeth spulcerà gli archivi della società per trovare dei collegamenti tra i luoghi degli omicidi ed eventuali spostamenti dei membri della famiglia, mentre Mikael cercherà di rintracciare un fotografo che, scattando dalla spalle della giovane nel momento in cui il suo viso esprimeva paura e fastidio, ha probabilmente inquadrato anche la persona che ha provocato in lei il nervosismo, forse proprio il suo assassino.
 La soluzione verrà raggiunta nello stesso istante ma in due luoghi diversi. Mikael ha trovato la foto con il misterioso nemico di Harriet, ma costui è irriconoscibile, l'unico particolare saliente è uno stemma inciso sulla felpa. Un'altra foto gli farà andare di traverso il caffè: un'immagine delle prime battute di ricerca nella quale compaiono vari familiari, tra cui un giovane che indossa la stessa felpa di chi ha intimorito Harriet: Martin. Era già lì durante la parata e non si presentò solo in tarda serata come aveva affermato durante le prime indagini. La felpa era quella degli studenti di Uppsala, città in cui è stata uccisa l'ultima vittima di quei terribili anni, Lena Andersson. Certo Martin non era presente sull'isola quando Harriet sparì; certo Harriet non ha appuntato il nome di quest'ultima vittima nel suo diario: Mikael, comunque, decide di recarsi da lui per fargli alcune domande.
Lisbeth ha raggiunto pressoché la stessa conclusione. Ogni luogo di un delitto è stato visitato nello stesso momento da Gottifried, padre di Martin e Harriet, soggetto buono più per organizzare le feste con i clienti che per il lavoro d'azienda vero è proprio. Dedito all'alcool si è dimostrato un pessimo padre (così come Isabella una pessima madre) per cui Henrik prese i due nipoti sotto la sua protezione. Gottifried morì affogato dopo essere caduto nel fiume ubriaco fradicio, quindi Lisbeth ritiene che possa essere un buon colpevole, ma l'omicidio di Uppsala è cronologicamente seguente al suo decesso, al massimo lo si può accusare dei precedenti. D'improvviso l'illuminazione: Lisbeth legge una didascalia in cui è spiegato che il giovane Martin era studente ad Uppsala, così come l'ultima vittima della serie; Martin potrebbe aver proseguito l'opera del padre alla sua morte,  quindi Harriet potrebbe essere stata uccisa perché sapeva.
Lisbeth torna velocemente alla baita dove vive con Mikael, ma la trova deserta. Le telecamere di sicurezza hanno inquadrato Martin pochi minuti prima, mentre si aggirava furtivo. Corre verso la casa dell'uomo, si intrufola nel seminterrato armata di una mazza da golf e vede il fratello di Harriet in procinto di sbudellare (forse dopo averlo violentato) il SUO Mikael: “Ehi tu, porco schifoso, in questo buco ce l'ho il monopolio su quello lì”. Dopo averlo colpito ripetutamente con la mazza raccoglie la pistola mentre Martin fugge via. Durante il successivo inseguimento l'omicida sbanda per la velocità e muore tra le fiamma della sua auto accartocciata.
Il giallo, tuttavia, non è ancora concluso. Mikael e Lisbeth si lanciano alla caccia di Harriet dato che Martin, durante l'ultimo colloquio con il giornalista, ha negato di averla uccisa. Con l'aiuto di altri hacker amici di Lisbeth i due riescono a rintracciarla donna: fuggita nel bagagliaio dell'auto di Anita (dopo che il ponte fu liberato dalle auto incidentate) ha vissuto per anni sotto falsa identità vivendo una nuova esistenza in Australia (ogni anno mandava fiori ad Henrik nella speranza che lui capisse la verità) per sfuggire a suo fratello Martin nel timore che abusasse di lei così come aveva fatto il padre, il quale tentò anche di avviarla agli omicidi; tra l'altro fu la stessa ragazza ad ucciderlo nel fiume sotto gli occhi di Martin, divenuto da quel momento erede della sua follia omicida. Mikael la convince a tornare in Svezia per incontrare il vecchio zio e il tutto sembra ricomporsi per il meglio, tuttavia da qui si apre una interessante appendice nel romanzo.
Henrik fornisce a Mikael i documenti che dovevano incastrare Wennestorm, ma le accuse sono di basso profilo e comunque tutti i reati ormai sono caduti in prescrizione. Deluso e sconfortato il codirettore di Millennium trova ancora una volta in Lisbeth la sua ancora di salvezza. La ragazza gli confessa di aver iniziato una indagine sul magnate della finanza e con l'aiuto di Plague approfondisce il lavoro di hackeraggio: dal suo computer spuntano documenti compromettenti su truffe, traffico d'armi e di donne, legami con la malavita e speculazioni varie. Mikael comunica ad Erika che lei e tutta la redazione di Millennium dovranno fingere l’imminente chiusura del mensile per fallimento, mentre in realtà lui preparerà un numero speciale con in allegato un libro mediante il quale distruggerà la carriera di Wennestrom. Nelle settimane di redazione Lisbeth e Mikael convivono assieme nella sua casetta vicino Stoccolma: lei scruta il computer del nemico, lui prepara il resoconto e di notte l'amore li ricarica in vista del giorno dopo. Finalmente la ragazza si sente in pace col mondo.
Millennium, in effetti, annienta il suo avversario in questo secondo e decisivo round e sia Lisbeth che Mikael sembrano aver raggiunto la felicità: lui da un punto di vista professionale, lei da quello sentimentale. La ragazza decide di intraprendere una ulteriore avventura che le consentirà di vivere tranquilla per il resto della sua vita. Dopo aver chiesto un prestito a Mikael si lancia in una serie di travestimenti brillanti, viaggi in paradisi fiscali, operazioni finanziarie al limite e tanto altro, così si appropria di gran parte dei soldi di Wennestrom che nel frattempo è stato ucciso dalla malavita con la quale si era alleato (Lisbeth indirizzerà da lui i carnefici dopo aver scoperto che anche egli è stato un “uomo che odia le donne”).
Lisbeth ora è davvero in armonia. Sente crescere in lei qualcosa di nuovo, per la prima volta è innamorata. Compra un regalo di Natale (un cartellone pubblicitario anni '50 con l'immagine di Elvis, tanto amato da Mikael) così da avere un motivo per giustificare la sua visita dopo diverse settimane di assenza. Vuole dichiararsi apertamente a lui.
Giunta alla redazione di Millennium scorge il giornalista con Erika: i due si scambiano qualche parola, segue una risatina, un bacio sulla guancia e “il loro linguaggio del corpo non lasciava spazio a errori d'interpretazione”.

Rabbia e delusione attraversano l'animo della piccola Sally (come la chiamava l'uomo che le ha spezzato il cuore). Torna sui suoi passi.“Elvis lo lasciò cadere dentro un cassonetto dei rifiuti”. 

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