martedì 27 gennaio 2015

COME POTREBBE NASCERE UN TERRORISTA ITALIANO


In Europa, negli ultimi giorni, ci siamo risvegliati consapevoli che i potenziali terroristi sono già tra noi. Ci siamo stupiti per la loro origine autoctona, per il loro rivoltarsi contro la nazione dove sono nati, agendo in nome di barbarismi lontani. 

Ma come nasce un terrorista non forestiero? O meglio, come potrebbe diventarlo?


Insegno in un quinto anno di un istituto superiore e la mia relativa giovane età (29 anni) mi permette di comunicare in maniera più franca con gli studenti. 

Tra loro c’è Nadir (nome di fantasia) nato in Italia da genitori marocchini, emigrati qui da vent’anni. La famiglia vive sul filo della povertà, come tante altre nel paese. I compagni di Nadir, però, non smettono mai di fargli notare quanto lui appartenga ad un altro mondo: lo isolano, lo considerano non italiano, pretendono che lui si debba conformare ai loro gusti, senza accettare nemmeno di ascoltare le musiche del paese dei suoi avi, come se l’avvicinamento dovesse avvenire solo da una sponda.
 Nadir mi ha confidato che nel suo quartiere gli unici amici che ha sono immigrati o figli di immigrati come lui, dato che i ragazzi italiani, anche spinti dalle famiglie, li hanno volutamente ghettizzati. Nadir e i suoi amici hanno formato una squadra di calcetto, continuamente bersagliata da insulti razziali e non solo durante i tornei.
Ecco perché, pian piano, ha cominciato a non sentirsi più italiano. Ecco perché, durante le discussioni in classe sui fatti degli ultimi giorni, si rivolge ad compagni con un “voi” quando si tratta di occidentali, e con un “noi” riferendosi ad un mondo che in realtà non ha mai conosciuto.
Ecco perché, nonostante ami la pizza più di falafel e nonostante il suo marcato accento napoletano, si sente uno straniero a casa sua.
Nadir non diventerà un terrorista, ne sono certo, perché ha una gran voglia di vita ed una curiosità che lo spingerà a formarsi ed informarsi, agevolando anche il mio ruolo di educatore, mai come in questi casi delicatissimo.
Ma sono tutti come lui? No. E allora cosa potrà mai nascere da un misto di isolamento, povertà, intolleranza subita e fragilità?

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