lunedì 2 febbraio 2015

LA METAMORFOSI (FRANZ KAFKA) - Incipit e explicit


Incipit 

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto. Sdraiato nel letto sulla schiena dura come una corazza, bastava che alzasse un po' la testa per vedersi il ventre convesso, bruniccio, spartito da solchi arcuati; in cima al ventre la coperta, sul punto di scivolare per terra, si reggeva a malapena. Davanti agli occhi gli si agitavano le gambe, molto più numerose di prima, ma di una sottigliezza desolante.
«Che cosa mi è capitato?» pensò. Non stava sognando. La sua camera, una normale camera d'abitazione, anche se un po' piccola, gli appariva in luce quieta, fra le quattro ben note pareti. Sopra al tavolo, sul quale era sparpagliato un campionario di telerie svolto da un pacco (Samsa faceva il commesso viaggiatore), stava appesa un'illustrazione che aveva ritagliata qualche giorno prima da un giornale, montandola poi in una graziosa cornice dorata. Rappresentava una signora con un cappello e un boa di pelliccia, che, seduta ben ritta, sollevava verso gli astanti un grosso manicotto, nascondendovi dentro l'intero avambraccio.

Explicit

«Stasera la si licenzia,» disse il signor Samsa, ma nè la moglie, nè la figlia gli diedero risposta: evidentemente l'irruzione della serva aveva rotto di nuovo, per loro due, la tranquillità appena conquistata. Si alzarono, andarono alla finestra e rimasero lì, tenendosi abbracciate. Il signor Samsa, dalla sua poltrona, si girò verso di loro e le osservò un poco in silenzio, poi le chiamò: «Avanti, venite qua. Dimenticate una buona volta le vecchie faccende e prendetevi un po' cura di me.» Le due donne gli obbedirono subito, gli fecero delle carezze e terminarono in fretta i loro scritti.
Poi uscirono tutti insieme - era la prima volta dopo tanti mesi - e presero un tram che li portò in aperta campagna fuori della città. Erano soli nella carrozza tutta piena della calda luce del sole. Comodamente appoggiati agli schienali, discussero le prospettive che si aprivano per il futuro. Risultò che, attentamente considerate, queste erano tutt'altro che sfavorevoli: i tre loro impieghi, anche se nessuno ne aveva mai fatto cenno agli altri, erano decisamente vantaggiosi e, ciò che più importa, suscettibili di sviluppo. Naturalmente, per alleviare la situazione immediata, il modo più facile era quello di cambiar casa: avrebbero cercato un quartierino più piccolo e più economico, ma in posizione migliore e comunque più pratico dell'attuale, che era stato scelto da Gregor. Mentre così chiacchieravano, i coniugi Samsa, guardando la loro figliola farsi sempre più vivace, si avvidero quasi contemporaneamente come, nonostante tutto il soffrire che le aveva smunto le guance, negli ultimi tempi essa si fosse trasformata in una bella e florida giovinetta. Si fecero più zitti, e quasi inconsciamente, intendendosi con gli sguardi, convennero che presto sarebbe giunto il momento di trovarle un buon marito. E, quasi a confermare quei nuovi sogni e buoni propositi, al termine del percorso la ragazza si alzò per prima, stirando le giovani membra.


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