venerdì 8 maggio 2015

IL SORPASSO [la morte dell'Italia migliore]

Il sorpasso,1962, Dino Risi.

Bruno e Roberto sono due anime diverse, con una visione della vita totalmente inconciliabile. 
Bruno è un guascone che passa le giornate tra escamotage e scorrazzate in auto, alla ricerca di donne, denari e buon cibo. Roberto è uno studente coscienzioso, timido, metodico ed estremamente cortese, al punto da non riuscire mai a negare nulla all'amico appena conosciuto. 
Entrambi rappresentano due diverse "possibilità", due diverse strade identitarie che l'Italia al termine del boom economico si è trovata davanti: la buffoneria folle ed irresponsabile o la serietà composta ed onesta.
Il film si divide tra queste due alternative, incarnate magistralmente da Gassman e Trintignant,ed in costante attrazione reciproca. 
Bruno è deciso a mettere la testa a posta, rimandando ad un eterno domani il cambiamento e l'assunzione dei doveri di padre ed uomo adulto che ha evaso fino ad ora. Roberto, lentamente, comincia ad essere affascinato da questo stile di vita scapestrato e godereccio, sedotto dall'ampiezza dell'entrata della dimora del vizio. 
Roberto, alla fine, si lascia andare, al termine della corsa scopre che essere un po' come Bruno può far bene; comprende che non bisogna essere troppo seri, sempre e comunque. Tuttavia, vivere come Bruno vuol dire non avere mezze misure: divorzio, lavoro occasionale (per scelta), eterna fanciullezza balorda, fino alla fine, fino alla morte, ma non la sua, bensì quella del mite Roberto. Forse ora la sua vita cambierà, quella frase pronunciata alla fine dal triste Bruno, "il cognome non lo conosco", può far immaginare una svolta, il desiderio di non accontentarsi di rapporti superficiali, ma di fermarsi anche a riflettere. Non lo sapremo mai.
Gassman, nel pieno delle sue energie, con una mimica spettacolare ed una grande padronanza della personalità, scalmanata al punto da non avere confini: naturalmente esuberante. Eccede, e nell'eccedere è perfetto, perché anticipa l'italiano del futuro (il nostro presente), attaccato all'attimo, furbo, codardo, sottomesso ma attaccabrighe, un'eterna macchietta, descrizione che non lascia immuni neanche i rappresentati della nostra attuale classe politica.
Con quel salto nel vuoto non è morto solo Roberto, ma anche l'Italia migliore.
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La pellicola di Risi non ebbe subito il successo meritato; in seguito è stata osannata da critici e pubblico del mondo intero, ispirando anche la pellicola Easy Rider
Nastro d'Argento e David di Donatello a Gassman. 

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