sabato 3 ottobre 2015

LE 10 PERSONE CULTURALMENTE PIÙ INUTILI SU FACEBOOK


Con il passare del tempo la platea di facebook si è decisamente allargata. Nato come sistema per connettere gli studenti universitari, ormai si è trasformato in una gigantesca piazza virtuale, un universo parallelo alla vita reale, ma non troppo dissimile da essa.
L'aumentare della folla, naturalmente, sta andando di pari passo con il peggioramento della qualità media degli utenti.
Gli amministratori del nostro blog, durante una discussione, si sono ritrovati concordi nel giudicare come i più detestabili quei personaggi che sguazzano sul social gettando discredito sulla parola "cultura".
Ne è uscito fuori questo post, il quale, tra il serio ed il faceto, vuole ritrarre un identikit di questi 10 tipi culturalmente più inutili; di sicuro ne avrete almeno uno tra i vostri contatti!

1) IL CONDIVISORE

Di solito questo individuo viene oscurato o cancellato dopo qualche settimana, perché finisce per intasare la vostra Home.
Non è difficile individuarlo. Condivide di tutto, ma davvero di tutto. Dall'evento storico del giorno, passando per l'ultimo film in uscita, fino alla citazione dell'autore maggiormente figo.
Condivide, ma non commenta quasi mai. Non si esprime, non interviene; si limita soltanto a cliccare un tasto, accumulando sulla propria bacheca tanta di quella roba che in un solo giorno ha più post di quanti possiate averne in un anno.
Noi ci siamo soffermati soltanto sul CONDIVISORE di tipo (finto)culturale, ma ovviamente ce ne sono di diversi tipi: dallo sportivo al politico, dall'indignato al romantico.
La caratteristica è sempre quella; usare Fb solo tramite un tasto, ignorando completamente il "mi piace" ed il "commenta".

2) IL CITAZIONISTA

Abbiamo parlato di questo personaggio già nel nostro post dedicato ai DIECI FINTI LETTORI.
Non è molto dissimile dal condivisore, se non fosse per un elemento: condivide solo citazioni.
Film famosi, libri classici e moderni, canzoni del passato e del presente; il tutto in modo completamente acritico, senza pensare alla veridicità della citazione postata.
Di solito questo personaggio non si limita soltanto a condividere citazioni sulla propria bacheca, ma viene anche a tormentarvi sotto i vostri post, commentando unicamente con citazioni, magari solo messe tra le virgolette alte, quasi anonime, oppure seguite da una sfilza di punti esclamativi, come per sottolineare l'importanza cruciale di ciò che ha citato.

3) IL PIACIONE MINACCIOSO

Anche in  questo caso non ci troviamo dinnanzi ad una tipologia di utente legata solo al mondo della cultura. Stiamo parlando, comunque, di quelle persone che cominciano mettendosi il "mi piace" da sole, evidenziando così in maniera piuttosto triste la solitudine della propria bacheca, ma che successivamente cominciano a mettere "mi piace" a qualsiasi post di chiunque. Il loro obiettivo è quello di riceverne altrettanti a propria volta, facendo in modo che subdolamente traspari la minaccia del tipo "se tu non metti mi piace ai miei post io non li metterò più ai tuoi".
Questi elementi si possono scovare soprattutto nel mondo del fan-fiction o degli autori di racconti online, i quali bramano come l'aria attenzioni così da non restare ignorati.
La fine drammatica a cui si assiste è questa: i PIACIONI trovano altri loro simili, finendo così per scambiarsi i like a vicenda, sebbene in realtà nessuno legga nulla scritto dalle altre persone.
Davvero molto triste.

4) L'UNTO DEL SIGNORE

Alcune persone si alzano la mattina e credono di essere Dio.
Ne conoscerete tante, senza dubbio. Per quanto riguarda la nostra rassegna ci riferiamo a coloro che svolgono un mestiere nell'ambito culturale (giornalista, docente, editore, scrittore, sceneggiatore, fotografo) e che sono affette dalla sindrome del Messia.
Ogni cosa che pensano, scrivono o mettono in atto è come oro.
L'autore di questo post è un docente, ed ammetto che molti miei colleghi sono soliti incensare il proprio operato, pubblicando post che li ritraggono come dei docenti alla Keating (il "prof-capitano" de L'attimo fuggente), mentre in realtà odiano a morte i propri alunni ed il proprio mestiere. Lo stesso vale per giornalisti attivi in sconosciute testate online che sembrano parlare di sé quasi fossero dei Montanelli dei giorni nostri. O anche editor di case editrice minuscole che si lamentano degli scrittori e dei loro concorrenti (tutte persone orribili, ovvio); ma anche autori che hanno pubblicato una decina di copie e sembrano volersi ergere a poeti vate; ed infine curiosi personaggi attivi con ruoli marginalissimi nel mondo del cinema, ma vanagloriosi come una star sul red carpet.
Non è certo una legge matematica, ma solitamente l'umiltà va di pari passo con la qualità delle persone; nei casi descritti entrambe sembrano essere in deficit.

5) LO SCRITTORE INCOMPRESO (E PER QUESTO HA PAGATO)

Ok, pubblicare oggi non è per nulla facile. Non basta aver scritto un capolavoro; c'è bisogno anche di una buona capacità di auto-promuoversi, oltre che di tanta fortuna.
Molti, perciò, decidono di pubblicare con case editrici a pagamento. Nulla di illegale, ovvio. E, a pensarci bene, non stiamo parlando neanche di un delitto morale. Tuttavia, almeno dal nostro punto di vista, preferiremmo restare nell'oblio o usare delle piattaforme online per la vendita diretta delle opere, invece che pagare degli editori per stampare e (forse) promuovere il nostro libro.
Tanti, come abbiamo detto, non riescono a resistere. Pur di vedere la propria opera stampata e rilegata accettano di sganciare del denaro; ma, nonostante ciò, si sentono comunque come i vincitori di un premio letterario prestigioso, o come autori acclamati dalle folle.
Decantano le proprie lodi con sprezzo del ridicolo; promuovono le loro presentazioni come se fossero attese da tutta la stampa specializzata (quando poi le foto testimoniano un deserto deprimente).
Ed infine, aggrediscono: attaccano se voi parlate male dell'auto-pubblicazione, odiano chi è riuscito a pubblicare senza pagare, detestano chi attira più attenzione sui social rispetto a loro.
Non sanno che potranno anche comprare il diritto di veder rilegato il proprio libro, ma ce ne passa per ottenere il giusto e meritato rispetto.

6) IL DOTTO IGNORANTE

Un tempo non era necessaria un'istruzione di altissimo livello per ottenere un lavoro. Anzi, con l'impegno e la serietà riuscivano a fare carriera anche persone che magari non avevano potuto completare il ciclo di studi inferiore. Oggi non è più così; persino i pluri-laureati fanno fatica a trovare un dignitoso impiego, ed allo stesso tempo l'istruzione obbligatoria è diventata praticamente alla portata di tutti.
  Ebbene, tralasciando il caso di coloro che non riescono a studiare per cause esterne, molti scelgono di restare ignoranti. Il bello è che, ormai, se ne vantano pure.
Se scrivete qualche elogio della cultura verranno a commentare stizziti, rivendicando la loro esperienza "nella vita vera, più utile di quella sui libri"; se deprecate la bassezza culturale della nostra classe dirigente insinueranno che "non conta la preparazione, ma l'onestà" (come se entrambe fossero impossibili).
Insomma, si vanteranno continuamente di essere ignoranti, criticando chiunque abbia scelto, invece, di percorrere il cammino opposto.
L'unica cosa divertente è che, se li farete davvero incazzare, scriveranno un qualche post polemico zeppo di errori grammaticali, così da non far altro che confermare la loro inutilità.

7) IL FOTOGRAFO ALLA MODA

Ci sono individui che spendono una marea di soldi pur di assistere alle prime di importanti opere teatrali, anche se totalmente annoiati dalle stesse, nonostante i sorrisi sgargianti impressi sulle foto postate su Fb poco prima che inizi lo spettacolo; sono gli stessi che comprano i libri più "in", immortalando immediatamente un'immagine di loro con la copertina in bella mostra, magari seduti ad un qualche caffè letterario; sempre costoro vanno alle anteprime cinematografiche delle pellicole più pubblicizzate, passando magari il tempo a postare commenti ed immagini sui social, dimostrando così di fregarsene delle settima arte.
Insomma, vogliono provare al mondo di essere immersi nel mondo della cultura, così da apparire (sulle bacheche) come in realtà non sono.

8) IL FOTOGRAFO

Un paesaggio autunnale in bianco nero...
Un tramonto multicolore...
 Un vecchio seduto a fumare il suo sigaro...
Il sorriso di un bambino...
Un gioco di ombre...
Basta! Ormai l'arte della fotografia è stata svilita dal perfezionamento delle tecnologie e dall'ampia diffusione di programmi usati per modificare le proprie istantanee.
Da qui è nato un proliferare di aspiranti Cartier-Bresson, prima rintracciabili soprattutto su Fb, ma ormai sostanzialmente migrati su Instagram, Tumblr e così via.
Qualcuno riesce, magari, anche a diventare famoso, come il tizio che immortala il cul...ehm, i luoghi più belli al mondo.
Per carità, tra di loro ci sarà certamente anche qualcuno bravissimo. Ma per uno veramente valido ce ne sono almeno migliaia che hanno stancato con le loro immagini banali e ripetitive, postate fino alla noia contando sui facili "mi piace" degli amici.


9) IL TAGGATORE

Questo nono elemento può anche essere una sintesi di quelli precedenti. Può presentarsi come uno scrittore, ma anche come fotografo, giornalista o magari tutto assieme!
Ciò che lo contraddistingue, però, è la determinazione con la quale è solito taggare i suoi contatti nei propri "lavori" appena postati. All'inizio la cosa può sembrare innocua, ma a lungo andare non ne potrete più di notifiche su notifiche, e soprattutto della pretesa, spesso avanzate dai taggatori, di ricevere anche dei commenti per le magnifiche creazioni.
Spesso il taggatore lo vedrete litigare con chi non ne può più e magari sbrocca in pubblico, oppure leggerete suoi post rivolti ad anonimi cattivoni che si non resi colpevoli di essersi cancellati dalle sue amicizie, perché stanchi di subire questa situazione.
Un consiglio; modificate la vostra privacy in modo da poter pre-approvare i tag e poi ignorate, ignorate, ed ignorate. Alla fine il taggatore resterà solo con i suoi fake.


10) LO SPAMMATORE

Non molto dissimile dal taggatore, lo spammatore si contraddistingue per la maggiore aggressività della propria auto-promozione.
Oltre ai tag, infatti, è solito venire a consigliarvi di leggere le sue opere in privato, oppure pubblicizzarle ovunque, anche sotto commenti o post che non c'entrano un tubo.
Vi perseguiterà in ogni modo, aggiungendovi ai suoi numerosi gruppi (perché non può averne uno solo?!) o consigliandovi la propria pagina con un tono tra il minaccioso e l'inquietante.
Anche qui l'importante è ignorare e sperare che presto tutto passi. Di solito, infatti, dopo qualche tempo lo spammatore sparisce. Ma poi torna, pieno zeppo di materiale da consigliarvi a tutti i costi...

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