giovedì 31 dicembre 2015

10 AUGURI FATTI COL CUORE!

Il nuovo anno si avvicina e tutti gli autori del nostro blog vogliono farvi i più sentiti auguri di buon 2016
Non auguri generici, ma 10 precisi auguri, da estendere a chi volete!
Eccoli qui:


1) Per prima cosa vi auguriamo un anno di salute. Tutti gli autori di questo blog vivono in un territorio balzato sulle prime pagine dei giornali non proprio per la salubrità dell’aria. Dunque, sappiamo quanto sia importante stare bene, sentirsi bene.
Ci auguriamo che lo Stato faccia la sua parte, valorizzando e perfezionando il nostro sistema sanitario, senza trasformarlo in qualcosa di assimilabile al modello americano, ma nemmeno lasciandolo alla sbando ed agli sprechi.  

2) Per far sì che trascorriate un anno sereno vi auguriamo anche la sicurezza, per voi e le vostre cose. Vivere sicuri non significa, però, soltanto tutelare se stessi dalla piccola criminalità, ma anche sentirsi protetti dalle grandi ingiustizie che ogni cittadino (che non sia ricco o potente) è costretto a subire.
Speriamo che lo Stato capisca che la sicurezza si costruisce a casa, non migliaia di chilometri lontano immersi in “missioni di pace” al servizio di chissà chi. Bisogna, inoltre, mettere in sicurezza il nostro territorio, e non lo si fa spendendo miliardi per aerei super moderni con cui giocare ai soldatini.

3) Auguriamo a tutti di coltivare sempre l’amore per la conoscenza ed il sapere. Speriamo che per voi il 2016 sia un anno di letture, letture importanti, tali da far maturare la vostra mente ed allargare la vostra capacità di analisi in un mondo sempre più complesso. Diffondete l’amore per la cultura, siate portatori sani di conoscenza.
Lo Stato deve fare la sua parte, salvando la scuola pubblica, mantenendola accessibile a tutti, ed al contempo non precludendo l’università a chi merita. Ci auguriamo che il 2016 sia l’anno della valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale, vera materia prima dell’Italia.

4) La nostra Repubblica è fondata sul lavoro, dunque auguriamo a tutti di trovarne uno ed a coloro che già lo hanno di conservarlo. Speriamo che tutti possano riuscire a svolgere il lavoro che desiderano, secondo le proprie capacità ed i propri meriti.
Vorremmo veder finalmente applicata la prima frase della
Costituzione, ed in generale è ora che lo Stato incentivi la creazione di posti di lavoro, ne migliori la qualità, tuteli la sicurezza dei lavoratori e smetta di renderlo sempre più precario.

5) L’ultima frase del punto precedente ci spinge ad augurare a tutti di mantenere la dignità. Dignità vuol dire non essere sfruttati, dignità significa non subire soprusi, la dignità c’è quando siamo valorizzati per i meriti e non per il nostro nome, vivere dignitosamente vuol dire essere liberi di pensare ed agire secondo i nostri desideri senza ledere la dignità di nessun altro.

6) I cinque punti precedenti sono basilari per vivere un anno privo di dolori, ma noi vi auguriamo qualcosa di più: la felicità.
Vi auguriamo un anno sereno, ricco di soddisfazioni e momenti sereni. Felicità per noi non è condividere su facebook mille foto, giusto per dare l’apparenza di una vita allegra, ma viverla davvero, senza sentire il bisogno di gridarlo ai quattro venti per cercare di convincere prima di tutto noi stessi. Siate felici con le piccole cose, senza dover vivere al massimo per sentirsi gioiosi un minimo.

7) Un augurio ed un invito che vogliamo farvi è quello di continuare a sognare, sempre e comunque. Tra i fan della nostra pagina facebook spesso vediamo molti aspiranti scrittori, attori, musicisti, fotografi, artisti, danzatori ecc. ecc. Non smettete mai di crederci. Certo, non bisogna impazzire per i propri desideri, ma nemmeno rinunciare a sognare, noi crediamo che sia giusto continuare ad immaginare di veder realizzati i propri progetti.

8)Per completare l’invito precedente è giusto augurarvi anche un’altra cosa: l’opportunità. Spesso i nostri sogni si infrangono non per demeriti, ma perché è mancata l’occasione di realizzarli. Noi speriamo che questa opportunità si concretizzi almeno una volta nel prossimo anno, poi toccherà a voi coglierla al volo. Come scrisse il Machiavelli "senza quella occasione, la loro virtù si sarebbe spenta, e senza quella virtù l’occasione sarebbe arrivata invano."

9)Per concludere vogliamo augurarvi due cose indispensabili. La prima è l’amicizia, quella vera e sincera. Amici reali, oltre che virtuali; amici sensibili e disposti ad esservi vicini soprattutto nei momenti difficili.

10)La seconda è l’amore. Non UN amore ma L’Amore.
Che siate donne o uomini, che amiate donne o uomini, non ci importa e non deve importare a nessuno: basta che siate amati e che amiate con tutto il cuore.
Un anno d’amore, per i singoli e per l’umanità intera, questo è il nostro ultimo augurio per il 2016.


domenica 6 dicembre 2015

I DIECI LIBRI PIÙ LETTI AL MONDO

Quali sono i dieci libri più letti al mondo? Quante volte ci siamo posti domande simili, spinti dalla curiosità di conoscere i libri più popolari tra l'intera umanità, magari per scoprire quanti ne abbiamo letti fino ad ora?

James Chapman ci è riuscito, dopo una ricerca durata anni, conteggiando quante volte un determinato libro è stato stampato e venduto nel corso degli ultimi cinquanta anni. Ovviamente, incrociando queste due statistiche, non si potrà conoscere esattamente qual è quello più letto (manca il conteggio dei prestiti, degli scambi, dei regali di libri usati e così via) tuttavia è l'unico modo per avvicinarsi il più possibile alla realtà.

Ecco la classifica:

1) La Bibbia; 3,9 miliardi di copie. 
Il testo sacro si trova al primo posto della classifica dato che non viene letto e studiato solo dai credenti (cristiani ed anche ebrei per il Vecchio Testamento), ma anche da ricercatori, atei curiosi, etc.etc. Anche per i mussulmani la Bibbia è stata ispirata direttamente da Dio, seppure in seguito sarebbe stata "corrotta" dagli uomini.

2)Citazioni dalle opere del presidente Mao Tse-tung; 820 milioni di copie.
Curiosamente al secondo posto troviamo un testo completamente diverso dal primo. Un testo sacro anche questo, ma per i comunisti di ogni tempo. Il cosiddetto Libretto rosso fu pubblicato nel 1966 e diffuso rapidamente in Cina e nel resto del mondo, per far sì che si conoscesse il pensiero di uno dei più grandi leader comunisti.

3)La saga di Harry Potter; 450 milioni di copie.
I sette volumi scritti da  J. K. Rowling furono pubblicati tra il 1997 ed il 2007, affascinando milioni di ragazzi e non solo. La saga è diventata un vero e proprio fenomeno culturale, anche grazie all'adattamento cinematografico approdato sullo schermo a partire dal 2001.

4)Il signore degli Anelli; 150 milioni di copie.
La trilogia di John Ronald Reuel Tolkien, concepita come un unico libro, segna un altro punto per il genere fantasy. Scritto tra il 1937 ed il 1949, il ciclo viene ristampato costantemente visto che ogni anno si aggiungono numerosi fan, affascinati dal mondo fantastico creato dall'autore sudafricano. Anche in questo caso un nuovo impulso è stato dato dai tre film diretti da Peter Jackson. 

5)La saga di Twilight; 120 milioni di copie.
Quando fu pubblicata la classifica di Chapman la saga aveva venduto 43 milioni di copie, tuttavia non si è fermata lì (purtroppo). Non saprei se definirla horror o fantasy, temo che verrei ucciso dai fan di entrambi i generi. Di certo la storia ha fatto innamorare milioni di ragazzine, non ce la sentiamo di aggiungere altro.

6)L'Alchimista; 100 milioni di copie.
Il libro di Paulo Coelho fu pubblicato nel 1988, tradotto in 56 lingue e venduto in oltre 150 paesi. La dimensione onirica caratterizza questo capolavoro, così come il tema del viaggio, rendendolo di fatto un classico moderno.

7)Il codice da Vinci; 80 milioni di copie.
Il thriller di  Dan Brown ha affascinato milioni di lettori grazie ad una storia che naviga tra religione, complottismo, simboli ed arte, creando un mix dall'alto tasso commerciale.

8)Via col vento; 35 milioni di copie.
L'opera di  Margaret Mitchell ha conquistato il pubblico americano perché si immerge nelle radici della nazione, tra un passato di guerra ed incertezze, proiettato su una storia d'amore altrettanto instabile. Il libro ruota attorno al personaggio di Scarlett, giovane dal carattere indomabile; in lei si possono identificare le donne di ogni tempo, assicurando così lunga vita a questo romanzo.

9)Pensa e arricchisci te stesso; 30 milioni di copie.
Il libro di Napoleon Hill non è notissimo in Italia, tuttavia negli Usa ha avuto un straordinario successo grazie al suo messaggio "motivazionale"; il testo non spiega soltanto come far soldi, ma è una guida su come raggiungere il successo, facendosi largo in una società individualista come quella americana. Il genere si sta diffondendo ancora da noi, ma, a nostro parere, non sponsorizza uno stile di vita adatto ad una cultura riflessiva come la nostra.


10) Il diario (di Anna Frank); 28 milioni di copie.
L'autobiografico racconto di Anna Frank descrive le peripezie della ragazza ebraica e della propria famiglia, in fuga dalla follia nazista. Tra disperazione ed amore giovanile, l'opera commuove ancora oggi, mantenendo viva l'attenzione su uno dei drammi più atroci della storia umana.

CLASSIFICA ORIGINARIA 


martedì 1 dicembre 2015

Ninna Nanna, Chuck Palahniuk

 “Lullaby”, Chuck Palahniuk, 2002

Carl Streator è un uomo solitario, ha quarant'anni, è vedovo e fa il giornalista. Mentre lavora a un reportage sulla “sindrome della morte improvvisa del neonato” scopre qualcosa di terribile: la presenza, in tutti i luoghi dove sono morti i bambini, del libro "Poesie e filastrocche da tutto il mondo", immancabilmente aperto su una nenia africana usata per dare la "dolce morte". Il canto si rivela un'arma micidiale, basta leggerlo a voce alta, o anche solo recitarlo a mente "dirigendolo" verso qualcuno, e costui finirà per tirare le cuoia. 
Carl diventa, più o meno involontariamente, un serial killer, e si associa ad un'agente immobiliare (Helen Boyle) per distruggere tutte le copie esistenti del libro. In questa missione sono coinvolti anche la segretaria di Helen (Mona, aspirante strega) e il suo ragazzo (Ostrica, ecoterrorista truffaldino).


Lo stile è  quello tipico dell’autore: secco, deciso, diretto, contrario ad ogni reticenza e ritrosia letteraria. L’autore è figlio della neoavanguardia più radicale. I suoi sbalzi linguistici, tuttavia, non sono propri di un moderno barocchismo teso ad affossare la trama e le idee a vantaggio della forma. Sono i temi ad influenzare lo stile e non viceversa: per farsi spazio nel mondo caotico e drammaticamente in crisi nel quale viviamo non c’è altra strada se non la frammentarietà, il rapsodismo e l’utilizzo di un linguaggio volutamente “basso”. Ma non bisogna considerarlo immotivatamente volgare. Palahniuk chiama le cose col loro nome, descrive la realtà per quella che è, o meglio, per quella che appare agli occhi dei suoi personaggi, privi di ogni facile consolazione, costantemente illusi e delusi e per questo arrabbiati e diretti.
Per tutto ciò possiamo definire il suo stile classicamente moderno: moderno perché è proprio della nostra contemporaneità; classico perché è divenuto ormai il suo solito canone e una punto di partenza per tutti gli scrittori della stessa generazione.

La trama. Sinceramente non è la parte migliore dell'opera. L’inizio era promettente: un protagonista che altro non è se non “l’inetto” dei giorni nostri; la donna aggressiva; due comprimari come emblemi di concezioni ideologiche molto in voga oggi. La storia della Ninna Nanna prometteva sviluppi intriganti.
Ma..
A un certo punto la storia ha preso il sopravvento. L’autore ha dilazionato i suoi “sfoghi” in una fabula piuttosto stucchevole. La ricerca dei libri va avanti per troppe pagine senza mai progredire. I rapporti tra i personaggi si evolvono in maniera troppo confusa (oltre il “caos organizzato” tipico di Fight Club), le vicende finali sfociano quasi nella storiella Fantasy. Magie e contro magie, scontri tra poteri, possessioni, tentativi di resuscitare morti. Insomma, ci sono delle metafore sotto tutto ciò e molti passaggi sono tutto sommato divertenti, ma si è andati oltre il finale di del più fortunato precedente già citato

Palahniuk ci piace molto di più quando affronta problemi reali con il suo solito sguardo disincantato.
Si interroga sulla natura del giornalismo attraverso la domanda che viene posta alla fine del corso: scegliere tra etica e lavoro, tra correttezza e ambizione. Una domanda che possiamo estendere a quasi tutti i mestieri, a quasi tutte le nostre scelte.
Ci è piaciuto molto nella sue arringhe contro la “rumorosità” della gente di oggi. Li chiama suonodipendenti, silenziofobi, svagodimendenti: non possono (possiamo) fare a meno di essere circondati da musica, parole, televisione accesa, radio, internet; non possiamo mostrarci “solitari”, ma dobbiamo continuamente aggiornare il nostro profilo Fb (così forse avrebbe scritto oggi) con le foto delle nostre uscite, per dimostrare - prima di tutto a noi stessi - che ci siamo divertiti.
Il libero arbitrio è scomparso. Palahniuk ricorda che nella filosofia greca (e nella civiltà) non esisteva una sfera privata. Tutto avveniva pubblicamente e doveva essere mosso da interessi pubblici. Persino i pensieri erano “direzionati” direttamente dagli dei.
 Oggi la pubblicità, le false mode, la tv, la massa, ci dicono cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, ma siamo troppo ipocriti per ammettere questo condizionamento.
L’autore, con la creazione di un libro-assassino, allegorizza l’evoluzione che sta attraversando il mondo della conoscenza: filtrata, controllata, censurata in nome di chissà quale idea, oppure amplificata, sproporzionata. Oggi siamo sommersi da informazioni praticamente inutili. E allora Palahniuk profetizza un mondo futuro in cui i sordi e gli ignoranti avranno il controllo.
In diversi passaggi affronta il concetto moderno di Grande Fratello: oggi non ci deve essere più soltanto controllo sulle parole, sulle azioni, sui media, non ci deve essere solo "limitazione". Chi prima ci controllava ha scoperto che è più facile farlo manovrandoci, inducendo in noi falsi bisogni: il Grande Fratello di oggi canta e balla. Ci governano inducendoci confusione e falsi bisogni.
Felice anche la metafora di Ostrica, fanatico dell’ambientalismo, che arriverebbe a distruggere il mondo pur di salvarlo. Riuscita anche quella di Mona, credulona isterica, che si aggrappa a tutto pur di non restare ancora nella squallida realtà in cui vive (viviamo).

Un libro da leggere, andando a fondo, oltre le parole e la storia.