domenica 24 gennaio 2016

DIECI EVENTI DI LETTERATURA INTERNAZIONALE DEGLI ULTIMI 100 ANNI



1) 1916 - KAFKA PUBBLICA LA METAMORFOSI
A fine 1915 (ma con in copertina la data del 1916) è stata pubblicato uno dei racconti lunghi più importanti della letteratura di tutti i tempi. La celebre storia di Gregor, risvegliatosi d'improvviso scarafaggio, fa sì che realtà ed irreale si confondano, in un mondo alienato dove emergono con forza le frustrazioni lavorative, le angosce familiari, i conflitti con le figure autoritarie, le ansie e le costrizioni di una società molto più orribile della stessa condizione assunta in quella strana mattina dal protagonista. Per la prima volta la psicanalisi entra in maniera così netta nel mondo letterario, fungendo da chiave interpretativa di una realtà moralmente e spiritualmente malata. L'abilità di Kafka sta anche nella scelta di un "allegorismo vuoto", ossia nella mancanza di un messaggio positivo che funga da speranza; lo stesso protagonista non ha nulla di eroico, anzi, in lui colpa ed innocenza si mescolano in modo indistinguibile. Una situazione sospesa nel tempo ed irrisolvibile, se non con la morte.

2) 1926 - HEMINGWAY PUBBLICA THE SUN ALSO RISES (FIESTA) 
La lotta vista non come funzionale ad un trionfo preciso, ma come prova di forza, ricerca di vitalità e coraggio in una umanità moderna ormai infiacchita. La guerra, la caccia, l'esplorazione, sperimentate più volte dallo stesso autore nella vita vera, non sembrano quindi condurre a nulla altro che a se stesse, e la stessa vittoria non ha senso in tale contesto. L'eroe moderno, secondo Hemingway, deve far di tutto per sentirsi vivo, per sfuggire alla decadenza odierna. Un'idea rispettata dall'autore anche nella vita, decisa infatti di interrompere volontariamente quando l'energia pareva ormai giunta alla fine.
Il romanzo pubblicato il 22 ottobre del 1926 narra la storia di un gruppo di ragazzi dediti alle avventure più sfrenate nell'Europa post - prima guerra mondiale, ma in realtà alla ricerca costante di emozioni per sfuggire ad un senso di indistruttibile stanchezza che segnerà la "generazione perduta" di quel periodo, come definita dallo stesso autore.

3) 1936 - PUBBLICATO VIA COL VENTO
Margaret Mitchell decise di scrivere un unico romanzo, ma il successo derivato è stato ben superiore alla molteplice produzione di altri autori. Via col vento (10 giugno 1936) fu da subito un successo editoriale senza precedenti, arrivato a vendere fino ad oggi oltre trenta milioni di copie. Dopo tre anni tra i primissimi posti delle classifiche, Victor Fleming decise di trasportare la storia sul grande schermo, ottenendo un riscontro di pubblico equiparabile a quello del libro. Certo, oggi alcuni elementi della storia, come le rivendicazioni sudiste o il modo in cui erano descritti i neri, ci appaiono giustamente fuori tempo. Ma, dal punto di vista della protagonista e del messaggio, è avvertibile qualcosa di ancora attuale: la forza nell'affrontare la vita e le sue insidie con determinazione, il coraggio di non sottomettersi ai voleri altri (non facile per quei tempi) ed il carattere ribelle fanno di Rossella un'eroina moderna; così come il sentimento di mancanza per un mondo scomparso e l'insofferenza per chi vuole imporre la propria superiorità agli sconfitti possono essere considerati temi eterni, di là del contesto relativo alla Guerra civile americana ed alle sue conseguenze.

4) 1946 - ESCE IL SAGGIO MIMESIS
Non un'opera di narrazione, dunque, segna quest'anno. Bensì uno dei più grandi e riusciti studi filologici comparativi di tutti i tempi. Il critico E. Auerbach era stato costretto a lasciare la madre patria tedesca a causa della sua origine ebraica; si era ritrovato così, stando alle sue parole, senza tanti libri a disposizione per i propri studi. Decise allora di passare in rassegna la letteratura universale, dalla Bibbia ai classici latini, da Dante a V. Wolf, selezionando solo un passo esemplificativo per ognuno di loro, vagliando così con attenzione l'evoluzione del concetto di "realtà" nella storia della letteratura. L'ironia antica con cui erano visti gli umili, la svolta del realismo, il permanere dell'attenzione per il mondo concreto anche nel secolo della psicanalisi e della distruzione dei concetti classici di spazio e tempo. Un capolavoro avvincente come un romanzo e immancabile per la crescita culturale degli umanisti di ieri ed oggi.

5) 1956 - MUORE BERTOLD BRECHT
Il 14 agosto 1956 scomparve uno dei più grandi autori e registi teatrali del '900, un intellettuale schierato senza dubbio, ma affatto condizionato da ordini di partito o schiavo di preconcetti. Brecht dovette fuggire dalla persecuzione nazista, dalla repressione anticomunista americana e non furono molto idilliaci nemmeno i rapporti con il regime della Germania Est. Nelle sue opere denuncio' con forza le ipocrisie della società borghese (Opera da tre soldi), lo sfruttamento delle classi subalterne (La madre, La linea di condotta), ma anche, più in generale, gli "errori" della società moderna, come ad esempio nell'opera Vita di Galileo: in questo dramma lo scienziato del seicento si autocondanna per aver abiurato, poiché così facendo ha scelto la strada della ricerca sottomessa oppure distaccata, finalizzata solo ad ampliare le conoscenze pure e perciò priva di valore per il popolo. Il teatro di Brecht, contrariamente alle tendenze del periodo, non voleva immergere lo spettatore nell'opera o annullare la barriera tra palco e realtà, ma evitare che l'emozione ed il sentimento bloccassero la riflessione. Perciò scelse scenografie spoglie, aggiunse cartelli didattici e filmati esemplificativi, mentre i suoi attori dovevano fare di tutto per segnare il distacco dai personaggi, per mostrare così chiaramente al pubblico la finzione e farlo concentrare solo sul messaggio. 

6) 1966 – NASCE DANIEL ESTULIN, AUTORE COMPLOTTISTA
Il 29 agosto 1966 nasceva un autore piuttosto particolare. La biografia del personaggio non è affatto certa e comprovata. Nato nell’Urss, si sarebbe poi trasferito in Canada e successivamente in Spagna per sfuggire alla repressione sovietica contro la libertà di parola rivendicata dal padre. Estulin sostiene anche di aver avuto nella sua famiglia alti esponenti del Kgb, per questo motivo piuttosto agevolati nello scovare notizie proibite per le masse. Da qui sarebbe nata la sua attività di scrittore “complottista”, dedicata soprattutto alla narrazione delle trame occulte portate avanti dal Gruppo Bilderberg (clicca qui persaperne di più). Il suo libro “La vera storia del gruppo Bilderberg” spiega che gli aderenti a questo gruppo avrebbero come obiettivo quello di creare un unico governo mondiale, ecco perché negli anni si sarebbero prodigati per mutare la politica economica e bellica globale in funzione di questo scopo. L’importanza degli appartenenti a questo gruppo è indubbia, così come la massima segretezza che contraddistingue le riunioni a cui prendono parte esponenti dei settori pubblici e privati, ma non tutte le affermazioni dell’autore hanno trovato ad oggi un puntuale riscontro.

7) 1976 – PUBBLICATO IL ROMANZO “RADICI”
Alex Haley, autore afroamericano, decise di raccogliere le numerose tradizioni orali tramandate da generazioni nella sua famiglia così da ripercorrerne il cammino a partire dagli anni della schiavitù. Anzi, l’opera non si sofferma solo sulle sofferenze dei suoi antenati e sulla lotta per l’emancipazione, ma torna ai racconti della sua terra, dell’Africa, cercando appunto le “radici” di quella che poi è diventata una “American family”, così come scritto nel titolo originale del romanzo. Riti ancestrali, personaggi mitici, luoghi della memoria, un campionario che gli afroamericani del 1976 (il libro fu pubblicato il 17 agosto) potevano solo immaginare, ma che pian piano iniziarono a riscoprire anche grazie alle due serie televisive ispirate dal testo, andate in onda a partire dal 1971.

8) 1986 - PRIMO PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA AD UN AFRICANO
Wole Soyinka, scrittore, drammaturgo, poeta e critico nigeriano, è uno degli intellettuali più importanti del secondo dopoguerra, giunto alla consacrazione definitiva con la conquista del Nobel per la letteratura nel 1986. Dopo la giovinezza trascorsa nel paese natio studio' in Inghilterra, dove divenne anche docente universitario. Tornato in Nigeria dovette affrontare anche la repressione politica, prima negli anni Settanta per un suo articolo contro la guerra civile e poi in seguito alla condanna a morte decretata contro di lui dal terribile dittatore Abacha, morto in circostanze oscure nel '98, lasciando in eredità un paese impoverito e dilaniato dai conflitti. Soyinka ora vive negli Usa, apprezzato e stimato non solo per le opere che trattano direttamente della sua terra, ma anche per il mondo in cui è riuscito a riadattare classici antichi e moderni, soprattutto teatrali, per parlare dei problemi più gravi che segnano tutt'oggi il continente africano, ma anche tematiche universali, come attestato dalla stessa motivazione per il Nobel: " in un'ampia prospettiva culturale e con una poetica fuori dagli schemi mostra il dramma dell'esistenza”.

9) 1996 – WISLAWA SZYMBORSKA VINCE IL NOBEL PER LA LETTERATURA
Se c’è un autrice che in questi anni, soprattutto dopo la sua morte, ha avuto un’improvvisa esplosione di notorietà è certamente W. Szymborska, poetessa polacca che raggiunse nell’ultimo periodo della sua vita anche uno straordinario successo commerciale. Passata attraverso l’occupazione nazista, cominciò a pubblicare le sue prime liriche al termine della guerra, dedicando diversi versi delle sue prime due raccolte all’ideologia socialista e soprattutto a personalità come Lenin e Stalin, adesione poi rifiutata nell’età più matura. Anzi, nei decenni della guerra fredda operò nettamente dalla parte della dissidenza.
Lo stile della poetessa si distinse sempre per la concisione, l’ironia, l’abilità nel condensare in pochi versi tematiche complesse a livello filosofico ed esistenziale; la motivazione del Nobel, infatti, afferma ciò: “
per la poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana”.

10) 2006 - ORHAN PAMUK VINCE IL NOBEL PER LA LETTERATURA

Autore complesso, compositore di trame profonde, creatore di personaggi indimenticabili ed eternamente affannati nella ricerca della propria identità. Questo è Pamuk, vincitore del Nobel per la letteratura del 2006. Un intellettuale stimato dal proprio paese, ma anche scomodo, come testimonia l'accusa che gli venne rivolta nel 2005 per aver definito "genocidio" quello degli armeni e dei curdi, sterminati dai turchi durante la prima guerra mondiale. Pamuk, così come i personaggi delle sue opere, oscilla tra la cultura araba e quella europea, interrogandosi spesso sui momenti di conflitto, ma anche dimostrando che la coesione di mondi (apparentemente) così lontani è possibile. Questa la motivazione del Nobel: " nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture".

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