lunedì 15 febbraio 2016

DIECI EVENTI STORICI DEGLI ULTIMI CENTO ANNI (ANNIVERSARI NEL 2016)


Ogni volta che passano 10, 20, 50 o 100 anni da un particolare evento si celebra la ricorrenza per ricordare l’accaduto, positivo o negativo che sia. Negli ultimi cento anni si sono verificati tanti avvenimenti importanti di cui ci rammentiamo ancora bene, data la rilevanza e la vicinanza temporale da essi. Ripercorriamo allora questi dieci momenti storici importanti che saranno ricordati senza dubbio da tutti i media nel corso del 2016.

1) 1916 - LA BATTAGLIA DELLO JUTLAND
La prima guerra mondiale sarà ricordata sempre per l’altro numero di morti, per la terribile sofferenza dei soldati costretti a combattere nelle trincee, ma anche per l’introduzione di nuovi metodi e mezzi di combattimento: le armi chimiche, l’aviazione militare, i mezzi corazzati e le armi automatiche; ma non bisogna dimenticare le innovazioni in campo marino. I tedeschi furono i primi ad usare il sottomarino, ma in superficie dovettero lottare duramente con le forze britanniche nella Battaglia dello Jutland, il primo scontro navale di così grande rilevanza.
Per eliminare il blocco navale posto dagli inglesi, i tedeschi decisero di schierare così la loro flotta, nonostante la superiorità numerica di quella nemica e la conoscenza da parte dei britannici del codice utile a decodificare le comunicazioni tra i tedeschi.
In poco più di un giorno (tra il 31 maggio ed il 1 giugno) tutto si concluse con la vittoria degli inglesi, nonostante le perdite di uomini e mezzi fossero state più numerose proprio tra le loro fila (6000 vittime contro le 2500 germaniche). I tedeschi si erano comportati degnamente in un scontro che li aveva visti contrapposti alla marina più attrezzata ed addestrata al mondo, ma nonostante ciò dovettero cedere il controllo del mare all’Intesa.

2) 1926 – NASCE IL COMMONWEALTH BRITANNICO
Dopo il primo conflitto mondiale tutti i paesi, chi più chi meno, subirono disagi economici, comprese gli stati vincitori. La Gran Bretagna, inoltre, aveva sempre più difficoltà a mantenere saldo il proprio potere imperiale, anche, se non soprattutto, per il ristagno economico degli anni ’20. Fu così che pian piano sorse l’idea di sciogliere il legame di dominio per passare ad una sorta di federazione di stati (il Commonwealth) che vedrà la luce effettivamente il 18 novembre del 1926, quando venne sancita la parità tra tutti gli stati membri, sebbene si mantennero tutti fedeli alla corona.
Il 28 aprile del 1949 verrà poi sancito il “moderno Commonwealth”, con il quale si stabilirono meglio gli accordi tra quei paesi che non appartenevano alla corona britannica (avendo un loro governo indipendente)  ma desideravano comunque restare legati con la Gran Bretagna, almeno dal punto di vista commerciale (come avvenne con l’India) .
Attualmente l’accordo conta 54 paesi aderenti, sebbene nel corso del tempo alcuni stati siano andati via e nonostante i legami economici e commerciali stiamo assumendo sempre minore importanza in un mondo globalizzato.

3) 1936 SCOPPIA LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
La Spagna degli anni ’30 era attraversata da numerosi tensioni civili, sociali e soprattutto politiche. La fine della monarchia, avvenuta nel ’31 con l’esilio volontario di re Alfonso XIII, non aveva di certo risollevato le sorti del paese, soprattutto a causa dell’immobilismo e del conservatorismo portato avanti dai governi di destra in quegli anni.  Le forze di sinistra si facevano portatrici delle rivendicazioni proprie dei ceti meno abbienti, ma non erano mai riuscite a compattarsi; nel febbraio del ’36, invece, si unirono nel Fronte popolare, uscito poi vincitore dalle elezioni. Subito le forze di destra, appoggiate dai proprietari e dal clero, decisero di schierarsi contro i vincitori, scatenando una serie di attentati e ritorsioni che il 17 luglio del 1936 porteranno alla guerra civile.
Il conflitto spagnolo sarà una sorta di “palestra” in vista della Seconda guerra mondiale, non a caso iniziata a pochi mesi dalla fine della guerra civile (1 settembre 1939).
Le forze di destra, composte da militari, monarchici e dal clero, furono guidate da Francisco Franco, che in seguito diverrà dittatore della Spagna. Germania nazista ed Italia fascista inviarono truppe e rifornimenti al loro alleato, mentre i paesi democratici (Francia ed Inghilterra su tutti) furono piuttosto restii nell’aiutare lo schieramento socialista-anarchico-comunista, favorendo solo l’invio di volontari. Oltre a questo, le stesse divisione interne al fronte di sinistra contribuiranno alla vittoria della destra. La dittatura di Franco terminerà solo alla sua morte nel 1975.

4) 1946 – IN EUROPA CALA LA “CORTINA DI FERRO”
Nell’immediato secondo dopoguerra le tensioni all’interno del fronte che aveva sconfitto i nazisti si mostrarono subito evidenti. Il presidente americano Roosevelt aveva sperato fino all’ultimo di mantenere aperto un canale di dialogo con Stalin, ma alla sua morte il presidente Truman applicò subito la teoria del “contenimento”, finalizzata a contrastare l’avanzata del comunismo in Europa, sia in Germania, sia nel resto del continente, ormai già controllato nel settore est dall’Urss che impose governi comunisti al potere.
Il 5 marzo 1946 , in un discorso tenuto a Fulton (Missouri), l’ex premier britannico Churchill condannò duramente le mosse dello stato sovietico, affermando che “una cortina di ferro è calata sul continente. […] Questa non è certo l’Europa liberata per costruire la quale abbiamo combattuto”.
La reazione indignata di Stalin non si fece attendere ed alla successiva conferenza di Parigi fu ratificata la mancanza di un intesa generale sul destino del mondo, portando a termine solo alcuni trattati relativi a paesi già pacificati da tempo (come l’Italia).
La mancata risoluzione del problema della Germania e la tensione ad est, però, crearono un clima sempre più pesante, reso evidente dall’invio nell’Egeo di truppe americane in sostegno della Turchia, impegnata in uno scontro con l’Urss a proposito dei Dardanelli. Stava per iniziare la “guerra fredda”.

5) 1956 – L'INSURREZIONE UNGHERESE STRONCATA DALL’URSS
Uno dei momenti più drammatici nello scontro tra il blocco capitalista e quello comunista si ebbe tra il 23 ottobre ed il 4 novembre del 1956. Nell’estate precedente un movimento popolare, guidato da studenti ed intellettuali, aveva fatto sentire la sua voce in seguito alla destalinizzazione che stava attraversando l’emisfero est, anche grazie alle dichiarazione fatte dallo stesso Kruscev, il quale aveva condannato l’operato del suo predecessore durante il XX congresso del Pcus. Ad ottobre le proteste diventarono insurrezione e a capo del governo fu posto Imre Nagy, comunista democratico. Il dialogo del nuovo esecutivo con gli schieramenti antisovietici, però, agito molto gli animi a Mosca; la situazione peggiorò ancora di più con l’uscita dell’Ungheria dal Patto di Varsavia. L’armata rossa irruppe nel paese e schiacciò in breve tempo la resistenza locale. I morti tra i civili furono tantissimi, così come le persecuzioni e gli incarceramenti. L’ex premier Nagy venne fucilato ed i comunisti tornarono al potere in modo esclusivo.
I fatti d’Ungheria scossero non poco l’occidente, anche tra le stesse forze di sinistra; in Italia, ad esempio, il Psi di Nenni condannò decisamente l’accaduto, al contrario del Pci, fedele a Mosca.

6)  1966 – LA FRANCIA DI DE GAULLE SI RITIRA DAL COMANDO DELLA NATO
Il cammino verso l’integrazione economica, politica e militare occidentale non è stato sempre così lineare e condiviso come spesso viene fatto credere. I nazionalismi, a torto o a ragione, hanno sempre fatto sentire la propria esistenza, e non sono dunque una novità dei giorni nostri. A prova di ciò si ricordi la lettera del 7 marzo 1966 con la quale l’allora presidente francese Charles De Gaulle annunciò al capo di stato americano Johnson l’intenzione di ritirare il proprio paese dal comando integrato della Nato, in seguito a tensioni geopolitiche preesistenti, aggravate dall’intervento degli Usa in Vietnam, pur continuando a restare all’interno del Patto e assicurando appoggio in caso di aggressione ad uno stato membro.
La Francia si propone di recuperare sul suo suolo l'intero esercizio della sua sovranità, attualmente ostacolata dalla presenza permanente di elementi militari alleati o dall' utilizzazione che viene fatta del suo spazio aereo. La Francia si propone di cessare la sua partecipazione ai comandi integrati e di non mettere più forze a disposizione della Nato".
La rinuncia del comando fu un gesto più che altro simbolico, sconfessato poi dai successori di De Gaulle, ma le azioni concrete che misero in difficoltà gli americani riguardarono il ritiro delle basi statunitensi dal suolo francese ed il rifiuto di conservare sul suolo gallico armi atomiche americane.
Certo, non sempre il nazionalismo è “conveniente”. Gli oltre 100.000 tra militari, amministrativi e familiari americani che lasciarono le basi in Francia portarono ad una evidente crisi economica alcune aree del paese, alla quale il presidente potette reagire solo con sgravi economici speciali.

7)  1976 – SCOPERTO IL VIRUS EBOLA
L’epidemia di Ebola del recente 2014, arrivata anche in Europa, è stata la più devastante della storia del virus, tornato così ala ribalta dopo molti anni, anche se non aveva mai smesso di fare vittime fin dal giugno del 1976, quando la febbre emorragica venne si manifestò nel Sudan e successivamente anche in Zaire (dove si ebbe la vera e propria epidemia) al termine della stessa terribile estate. Proprio il ceppo isolato in quest’ultimo paese è considerato tutt’oggi il più letale, ed infatti il virus prende il nome proprio da un affluente del fiume Congo che attraversa lo stato africano.
La terribilità del virus è data dalla facilità del contagio (che può avvenire tramite il contatto con un qualsiasi fluido corporeo dell’infetto, compreso il sudore), dalla mancanza di un protocollo di cura standardizzato e dalla possibilità che esso passi da una specie all’altra, come accaduto nel 2003, quando alcuni uomini furono contagiati da carcasse di gorilla e scimpanzé.

8) 1986 – IL DISATRO DI CERNOBYL
Il 26 aprile del 1986 si verificò uno dei più gravi incidenti nucleari della storia umana, assieme a quello di Fukushima del 2011.
La località colpita si trovava allora in Ucraina, al confine con la Bielorussia.
Il disastro avvenne per una generale mancanza di attenzione per le norme di sicurezza, persino di quelle più elementari: carenze di personale, confusione nella gestione, trascuratezza delle strutture e difetti nella stessa progettazione della centrale V.I. Lenin.
L’incidente si verificò proprio nel corso di un test di sicurezza, il quale rese evidente nel modo più terribile le inadeguatezze della struttura a tutti i suoi livelli. Lo stato maggiore sovietico si mostrò incapace anche di gestire la diffusione dell’accaduto. Per giorni tenne tutto segreto, fin quando i rilevatori di una centrale svedese non captarono livelli di radioattività elevatissimi; soltanto dopo 36 ore dall’esplosione, dunque, iniziò l’evacuazione della popolazione vicina.
I morti, secondo le fonti ufficiali Oms, furono solo 65, ma successive inchieste hanno messo in dubbio tale ricostruzione. Un rapporto del Partito Verde Europeo parla di 9000 morti “presunti”, per malattie che avrebbero colpito nel breve e lungo periodo. Greenpeace, addirittura, stima che i decessi in tutta la popolazione mondiale siano stati tra i 300mila ed i sei milioni, considerando dunque anche gli effetti a lunghissima scadenza della nube tossica.
Comunque, il disastro generò un forte movimento di opposizione nucleare in tutto il mondo. Per restare in Italia, ricordiamo che le proteste contro questa forma di produzione di energia (già in corso negli anni precedenti) portarono al referendum per l’abrogazione del nucleare che segnò la chiusura delle centrali nel 1987, scelta confermata poi anche nel 2011 dopo i fatti giapponesi.

9) 1996 –  PRIMA CLONAZIONE ANIMALE DA “MADRE” ADULTA
Il 22 febbraio 1997 gli scienziati del Roslin Institute, in Scozia, annunciarono al mondo che qualche mese prima, il 5 luglio 1996, era nata la pecora Dolly (chiamata così in onore di Dolly Parton), nata prelevando campioni da cellule somatiche adulte; ben 277 erano state impiantate in ovociti, ma solo Dolly completò il percorso fino alla nascita. In precedenza simili esperimenti erano stati condotti sui girini, ma con successi modesti e senza andare oltre questo stato di vita. La notizia fece subito scalpore, dividendo non solo il mondo scientifico, ma anche la popolazione in generale, sui limiti che avrebbe dovuto mantenere la scienza. Dolly visse soltanto 7 anni, e secondo alcuni ciò sarebbe avvenuto proprio a causa dell’età già avanza delle pecora donatrice (6 anni); paradossalmente, quindi, è come se il clone fosse nato già adulto. Gli esperimenti successivi, tuttavia, non hanno dimostrato lo stesso precoce invecchiamento dei cloni, anzi, è stato rilevata addirittura una maggiore aspettativa di vita.

10) 2006 – IL MONTENEGRO RAGGIUNGE L’INDIPENDENZA

Le conseguenze del terribile conflitto esploso nella ex-Jugoslavia alla morte di Tito non sono ancora terminate, e dal punto di vista della sicurezza militare, oltre che da quello dello sviluppo economico, ci vorrà del tempo prima che la situazione possa assestarsi (si vedano le tensioni relative al Kosovo).
Uno degli ultimi stati a raggiungere la piena indipendenza, riconosciuta a livello internazionale, fu il Montenegro, distaccatosi dalla Serbia in modo ufficiale il 3 giugno 2006, in seguito ad un referendum che assegnò la vittoria ai separatisti con appena 2300 voti in più rispetto al minimo stabilito dall’U.E. per dichiarare valido il voto. I rapporti con gli ex connazionali serbi rimangono ancora piuttosto tesi, sia per le minoranze di tale origine che ancora risiedono nel paese, sia per il riconoscimento ufficiale del Kosovo proclamato dal Montenegro nel 2008.  Recentemente il paese ha iniziato anche il processo per entrare a far parte della Nato. 

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