domenica 7 febbraio 2016

Vodka&Inferno - La morte fidanzata: Ciò che è male e ciò che è bene.



Titolo: Vodka&Inferno – La Morte Fidanzata
Autore: Penelope Delle Colonne
CE: Milena Edizioni
Genere: Romanzo Gotico
Pagine: 510
Anno di pubblicazione: 2016

Trama
“Prima Venezia di echi dissonanti
Poi Soroka di dolci inganni”.
Il 31 Ottobre 1893 viene ritrovato un cadavere nella laguna veneziana. Subito i ladri di cadaveri al seguito del signor Carnemolla si mettono al lavoro, pronti a rivendere la salma ai dottori che in segreto operano strani esperimenti sugli esseri umani. Tra di loro c’è però Frattaglia che si invaghisce talmente tanto di quel cadavere da seguirlo fino in Russia. Lì entrerà in contatto con la famiglia del defunto e col defunto stesso che tornerà dalla morte pronto a sottomettere l’intera città al suo volere grazie a una strana bevanda, la Vodka&Inferno, che opera come una sorta di filtro della verità: bianca e trasparente, innocua, ma se si infiamma diventa rossa come l’inferno e costringe chi la beve a dire il vero.



Ciò che è giusto e sbagliato, ciò che è male e bene, ciò che conduce al Paradiso e ciò che fa sprofondare all’inferno. Tematiche molto presenti nel Vodka&Inferno – La Morte Fidanzata scritto Penelope Delle Colonne. Cos’è il male e cos’è il bene? Partiamo da questo presupposto: Penelope non darà risposta certa a questa domanda, anzi, LA DOMANDA, che affligge l’uomo dalle origini di tutti i tempi. Il male e il bene si confondono in Vodka&Inferno, si mascherano, prendono strade tortuose prima di venire alla luce e, spesso, nemmeno vengono alla luce.
Partiamo dal principio: cos’è il bene e cos’è il male?
Il bene è costruzione, creazione. Il male è distruzione, nulla. Entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro perché non c’è creazione senza distruzione, non c’è creazione senza il nulla primordiale e allora bene e male non sono che faccia della stessa medaglia. Collaborano quasi a braccetto per arrivare a un fine, ma quale fine?
La storia prende l’avvio in una Venezia putrida e scarna e dai pensieri di Frattaglia, piccolo orfanello necrofilo. In Frattaglia ci sono due vite: la prima è quella dell’orfano abbandonato e disprezzato da tutti che quasi porta il lettore a patteggiare per lui. Improvvisamente, però, emerge un’altra vita nello stesso personaggio: il necrofilo che fa scempio dei cadaveri a suo gusto, quello che è disposto a tutto per protrarre il suo amore malato, il furbo, l’opportunista, la scaltra volpe. L’assassino privo del bisogno, della coscienza, per giustificare le sue azioni.
Viktor. Viktor è vittima iniziale delle attenzioni morbose di Frattaglia. Ben presto, però, diventa il carnefice dell’orfanello veneziano, dittatore indiscusso della città di Soroka, pronto a qualsiasi cosa per salvare la sua famiglia. È un cattivo? Non si può dire per certo. Viktor, infatti, opera per salvare il sangue del suo sangue e per vendicarsi dei Rodčenko. I Rodčenko stessi, che quasi appaiono come vittime durante la storia, sono davvero vittime? Boris, freddo soldato e padre padrone, non si dedica in tutto e per tutto al bene della famiglia?
Forse la coppia più strana in questo senso è quella formata da Pëtr e Yuri. Chi è la vittima e chi il carnefice tra loro due? A primo acchito sicuramente Yuri sembrerebbe un accalappiatore di ragazzini senza scrupoli, ma Pëtr, nella sua feroce ingenuità, è davvero così vittima?
Chi ha ragione e chi torto?
Questa domanda pervade tutto il romanzo e di certo, in questo primo volume, non trova soddisfazione alcuna. Non si sa chi ha torto e chi ha ragione, non si sa cos’è male e cos’è bene. Perfino il cattivo, Marcabrù, ha tutte le ragioni del mondo per voler fuori dalle sue terre i Mickalov.
L’unica nota stonata in questo disegno perfetto è Balthazar il Turco, il Dottore della Peste. Balthazar è bene o male? Balthazar chi è?
Forse Dio?
Non sembra davvero un onnipresente e onnisciente che guida le gesta di tutti gli altri cittadini di Soroka?
In attesa del secondo volume, vi lasciamo con questi interrogativi.
 
D.A



5 commenti:

  1. Parto con il dire che la recensione mi è piaciuta molto. È dettagliata, curata, e lascia il lettore con molti interrogativi a cui cercare risposta tra le pagine del libro. Seguendo la storia.
    Amo il modo in cui il bene e il male sono rappresentati. Il modo in cui si alternano tra di loro poiché non può esserci davvero mai un male assoluto così come non può esserci un bene assoluto.

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  2. Sono sempre più curiosa di leggere questo romanzo.
    La trama mi ha catturata subito, del tutto diversa da ciò che si è letto fino ad ora, particolare in ogni suo aspetto. Così come sono particolari i personaggi, ognuno con la propria dettagliata personalità, mai scontata!
    Non vedo l'ora che il Vodka&Inferno arrivi nelle librerie, per averlo finalmente in carta tra le mie mani.

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  3. Complimenti per questa recensione, davvero. E' molto profonda, mi piace come ha centrato il punto. Non esiste solo il bene, come non esiste solo il male. Vi sono sempre entrambe.

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  4. Sembra essere un libro davvero molto interessante, l'uscita ormai è vicina e non vedo l'ora di leggerlo anche io

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  5. Questo continuo fondersi e confondersi tra il bene e il male è un argomento interessantissimo e sicuramente difficile da risolvere. Bellissima recensione.

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