giovedì 30 giugno 2016

LE VARIETÀ DELL'ITALIANO

Il sistema linguistico italiano, come quello di tutte le altre lingue, non è una massa monolitica e indifferenziata. La lingua italiana nella sua pratica comunicativa, dunque, si differenzia a causa di diverse variabili che possono essere legate al contenuto del messaggio da  veicolare, al canale scelto per la trasmissione, alla situazione e così via.

Ecco gli assi di variazione dell'italiano:

La variabile diamèsica:

La lingua può variare a seconda del mezzo utilizzato per comunicare. La prima differenza generale la si può fare tra scritto e parlato, ed infatti è subito evidente a tutti che un testo scritto deve essere contraddistinto da una maggiore precisione, cura formale, legami logici e sintattici più coesi. Nel parlato, invece, possiamo affidarci maggiormente al contesto ed all'intesa non verbale con il nostro destinatario.
Questa distinzione oggi è parzialmente complicata dai nuovi mezzi di comunicazione (internet, sms) ed in effetti ci troviamo spesso a che fare con testi scritti simili a produzioni parlate.

La variabile diacrònica:

Anche i parlanti meno consapevoli sono a conoscenza dell'effetto del tempo sulla lingua. I nostri nonni parlavano certamente un italiano diverso da quello attuale, ed anche noi stessi possiamo renderci conto dei cambiamenti che avvengono nel corso degli anni. A livello lessicale, negli ultimi decenni, sono entrate nell'italiano parole come computer, mouse, trend, si sono formati verbi come cliccare, chattare, oltre a fenomeni dialettali e regionali entrati a far parte dell'italiano standard, come inciucio, pirla. I cambiamenti sono stati anche incoraggiati da grandi autori, come ad esempio il Manzoni, il quale nei Promessi sposi utilizzò lui/lei come pronomi soggetto al posto di egli/ella, avvalorando una coabitazione remota che oggi sta vedendo quasi scomparire gli ultimi due.

La variabile diatòpica:

dialetti italianiCosì come il tempo anche lo spazio influisce su di una lingua. L'Italia ha una tradizione dialettale antichissima (ricordiamo brevemente che tutti i dialetti italici sono delle lingue, non delle "corruzioni" dell'italiano) la quale ha influenzato costantemente l'italiano determinando la nascita di parlate regionali. Le differenze diatopiche si evidenziano, ad esempio, nel diverso usa dei tempi verbali: nelle varietà settentrionali si è soliti utilizzare il passato prossimo anche per eventi conclusi e lontani, mentre nel meridione, al contrario, viene utilizzato il passato remoto anche per azioni compiute da pochissimo tempo. giocattolo" usato in italiano come forma preponderante rispetto a "balocco", attestato invece in toscana.
Dal punto di vista fonetico è evidente a tutti come la pronuncia cambi a seconda delle regioni (ma anche al loro interno): nelle varietà settentrionali, ad esempio, le "e" toniche in sillaba aperta non finale di parole sono pronunciate chiuse (béne), mentre negli altri casi sono sempre apertissime (perchè). Dal punto di vista lessicale le differenze sono ovvie, per dirne una ricordiamo il termine "

La varietà diastràtica:

Il livello sociale e culturale dei parlanti influenza le scelte linguistiche, così come l'età e in alcune lingue anche il sesso. Nel nostro sistema linguistico è stato individuato il cosiddetto "italiano dei semi-colti", caratterizzato, ad esempio, da una grafia scritta errata o imprecisa, dalla semplificazione verbale, da una scarsa varietà lessicale, da costruzioni sintattiche insolite, dalla bassa coerenza semantica del discorso e da malapropismi (parole poco conosciute pronunciate o scritte male).
Naturalmente le differenze diastratiche non sono necessariamente legate al reddito, almeno in Italia, ma al livello di istruzione raggiunto ed al proprio bagaglio culturale.

La varietà diafàsica:


I parlanti si esprimono in modo differente anche a seconda delle situazioni comunicative nei quali sono coinvolti, o in base all'argomento trattato (per esempio questo post è più "freddo" rispetto ad altri trattati nel blog). Ci sono differenze, dunque, tra una situazione formale o informale, ed infatti una mail inviata ad un superiore o ad un docente sarà certamente diversa da quelle inviate agli amici o ad un familiare.













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