mercoledì 28 settembre 2016

LA FAMIGLIA PIÚ PREMIATA AGLI OSCAR


In un precedente post abbiamo parlato dei record degli oscar, ma questa volta vogliamo soffermarci su uno in particolare. 

“Buon sangue non mente”, espressione quanto mai applicabile al caso degli Huston, una famiglia americana capace di vincere la mitica statuetta in tre diverse generazioni (finora). 

Walter Huston vinse il premio come miglior attore non protagonista con il film Il tesoro della Sierra Madre (1948), tra l’altro una delle primissime pellicole americane ad essere girate quasi interamente fuori dai confini nazionali. 
Suo figlio, John Houston, ha conquistato il premio per la regia e quello per la miglior sceneggiatura non originale con lo stesso film, prendendosi così la soddisfazione di dirigere il padre in un connubio mai ripetuto. Per lui le nomination si sono sprecate nel corso degli anni, al punto che oggi viene considerato uno degli indiscussi maestri del cinema americano.  

Anni dopo ci penserà la figlia di John, Anjelica, a trionfare nella categoria migliore attrice non protagonista con il film L’onore dei Prizzi (1985), diretto proprio dal padre, anche questa volta nominato per la miglior regia; sarebbe stato davvero incredibile condividere i trionfi con il proprio genitore e poi con la figlia a quasi quarant’anni di distanza.

Occhio, perché potrebbe non essere finita qui. Anjelica è la zia di Jack Houston, comparso in una quarantina di episodi della serie Boardwalk Empire, ed ancora abbastanza giovane (ma chissà se altrettanto bravo) per sperare di portare avanti la tradizione di famiglia.


domenica 18 settembre 2016

IL FILM PIÙ LUNGO DI SEMPRE [LOGISTICS]



Per documentare qualcosa in modo veramente completo non c’è altro da far se non seguirla fin dalla sua origine. 
È questa l’idea che hanno avuto Erika Magnusson e Daniel Andersson, due documentaristi (anche produttori e scrittori della loro opera) svedesi che dal 1 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 si sono dedicati alla ripresa ininterrotta di tutti i passaggi e gli spostamenti necessari per seguire il percorso dei più comuni prodotti elettronici contemporanei. 

In realtà la pellicola (LOGISTICS) segue il cammino inverso, partendo da un negozio di Stoccolma ed arrivando fino ad una fabbrica cinese (ovviamente).

La durata totale del film è 857 ore, quasi 36 giorni e ci sono voluti ben 4 anni per portare a termine il progetto.
La classifica dei film più lunghi di sempre comprende documentari, collage di pellicole, prodotti artistici o al limite del surreale (clicca qui), ed anche opere come The cure of Insomnia (J.H. Timmis) una lunga declamazione poetica di 85 ore (probabilmente è questa la spiegazione del titolo). 

giovedì 8 settembre 2016

IL CONCORSO DEGLI ORRORI (COME TENTARE DI DEMOLIRE IL PRESTIGIO DEI DOCENTI)

Ah, quante ne abbiamo lette e sentite sulle numerose bocciature al concorso docenti.

Tra la frustrazione per traumi d'infanzia e la superficialità tipica dell'italiano medio, in molti si sono scagliati contro la classe docente, senza comprendere i meccanismi perversi di questo concorso.
Ecco un rapido ripasso sugli errori/orrori che l'hanno contraddistinto, giusto per far in modo che le persone aprano gli occhi su come (mal)funziona il nostro sistema di reclutamento e su quanto ci venga taciuto, pur di far apparire i docenti degli ingrati ignoranti.


Il concorso doveva partire a inizio dicembre 2015, ma è stato bandito solo a fine febbraio senza spiegazioni o scuse; famosa la frase della ministra “se non l’1 sarà il 2”, forse intendeva i prossimi millenni.
Alcuni punti del bando non erano chiari, addirittura una F.a.q. del ministero è stata postata con indicazioni opposte a quelle decise, così da far aumentare il caos nell’attesa della rettifica; l’ultimo giorno, sciolti da poco i dubbi, molti docenti non sono riusciti a inoltrare la domanda per i server in tilt. Fino all’ultimo secondo non sono state diffuse indicazioni relative al tipo di domande: sarebbero state sulla didattica, sulle discipline, sulla legislazione, sulla pedagogia? Lo abbiamo scoperto solo dopo che le prime cavie si sono sottoposte alla prova. Prima dello scritto non sono state pubblicate le griglie di valutazione; in alcune regioni, addirittura, la griglia è stata redatta basandosi ex post sulle domande, molto tempo dopo lo svolgimento della prova, in maniera poco trasparente e lasciando libera interpretazione ai commissari.
Un tempo i concorsi prevedevano una selezione di autori e testi ben definiti, ma questa volta, tanto per parlare del mio caso (docente di Materie letterarie, storia, geografia, educazione civica; ambito disciplinare 04), si andava dalle origini della letteratura alla contemporaneità, dai Sumeri alle questioni del nuovo millennio, dalla geografia fisica (tutta) a quella umana; senza contare l’intera storia delle riforme scolastiche, le istituzioni attuali, le indicazioni europee, ed ovviamente l’infinito mondo della pedagogia. La prova scritta prevedeva due quesiti di lingua straniera per TUTTE le materie. Perché? “Per l’interdisciplinarità”, hanno detto; bene, ma allora bisognava stabilire UNA lingua (tipo l’inglese). Poi, detto chiaramente, che cavolo c’azzecca la conoscenza di una seconda lingua con il mio ruolo di docente di materie letterarie? O con quello dei colleghi di matematica, educazione fisica, chimica e via così? E, soprattutto, se si voleva impostare così la prova bisognava dirlo MOLTO tempo prima, in modo da favorire la corretta preparazione (tanto è vero che inizialmente si parlava di domande in lingua a risposta aperta, poi sono state trasformate in risposta multipla per evitare ricorsi a raffica). Il tempo concesso per la prova scritta era ristretto al massimo, al punto che docenti universitari di livello hanno fortemente criticato la tempistica in relazione alla difficoltà: impostare un’unità didattica, preparare una verifica, abbozzare una griglia di valutazione, spiegare l’importanza della letteratura in generale, il tutto con una media di 15 minuti a quesito. Non sono mancati, ovviamente, problemi con i computer: prove non salvate, tecnici impreparati a risolvere gli imprevisti, blackout, tastiere inadatte per le prove in lingua. Le sedi sono state assegnate prima seguendo un ordine anagrafico (illegale) e solo dopo alfabetico; il tutto creando confusione per giorni e facendo sprecare soldi a migliaia di docenti per prenotazioni di treni ed hotel a vuoto. Motivo? “Mero errore tecnico.”
Molti colleghi hanno sostenuto la prova andando al di fuori dalla propria regione; per il Ministero alcune regioni non esistono affatto, a dirla tutta, tanto, spostarsi di 200/300 chilometri con pochissimo preavviso fa nulla, vero? Abbiamo tutti a disposizione voli di stato.
Una volta terminata la prova scritta non si è saputo alcunché per mesi, addirittura in alcune regioni devono ancora conoscere gli esiti.
 Per alcune classi di concorso i posti a disposizione sono praticamente uguali al numero dei candidati; in diverse regioni, per il sostegno, sono così tanti i posti disponibili che centinaia resteranno scoperti. “Eh, ma ci vuole un concorso per essere assunti come dipendenti statali”, direte voi. Esatto, ed infatti tanti candidati hanno già superato tre prove in entrata ed una in uscita per abilitarsi, questo non è stato un concorso aperto ai solo laureati. La formazione delle commissioni è stato un calvario: dimissioni a raffica, compensi miseri poi aumentati in extremis, cambi in corsa, prove iniziate senza la nomina dei commissari, variazioni tra scritto e orale, fino ad arrivare alla ricusazione di intere commissioni. Al termine dello scritto, visto che i commissari non erano stati preparati a dovere e visto il poco tempo concesso, c’è stato il caos: codici dei candidati smarriti oppure abbinati male, voti della prova pratica conteggiati in modo scorretto, semplici addizioni errate che hanno portato alla bocciatura di candidati che in realtà avevano superato la prova.
Arriviamo poi ai casi surreali: una candidata è stata convocata per la prova orale, peccato che non si fosse presentata allo scritto; un candidato bocciato allo scritto è stato poi contattato per fare da sostituto commissario all’orale; un intero gruppo di candidati è stato convocato via mail per riconoscere il posto ove erano seduti durante lo scritto, il tutto perché i codici erano stati smarriti e non si poteva procedere all'abbinamento nomi-prove; in una classe di concorso, poi, i commissari giudicanti sono stati scelti tra coloro che avrebbero rischiato di perdere il posto con le nuove assunzioni, quindi operavano in netto conflitto di interesse.
 

L’orale, infine, era a libera interpretazione: commissioni che hanno chiesto di simulare una lezione, altre che hanno voluto conoscerne solo la preparazione, per non parlare di commissari che improvvisavano domande disciplinari su argomenti non inerenti la traccia estratta (appena 24h prima) ed ovviamente non sono mancate le disparità nelle tracce stesse (chi ha sorteggiato il programma di un quadrimestre, chi una singola poesia).

Tutto ciò ha portato anche ad esiti drammatici, come quello di alcuni candidati che sono stati ammessi all’orale, lo hanno superato, rientravano tra i vincitori, ma dopo giorni o settimane hanno ricevuto una mail che comunicava loro il mancato superamento dello scritto, come dire “abbiamo scherzato”.
Ora, terminati gli orali (ma solo in pochissime province), il caos non accenna a diminuire: graduatorie di merito errate; incertezza sui posti disponibili; scuole confuse su come affrontare le carenze di organico ad inizio anno.
Per scendere più nel tecnico. Un tempo, alla fine dei concorsi, veniva stilata una graduatoria provvisoria, così da concedere un paio di settimane per rimediare agli errori; questa volta, invece, vista l'ansia governativa di "fare presto" saranno pubblicate subito quelle definitive; peccato che, così facendo, l'unico modo per rimediare agli errori sarà quello di fare appello al Presidente della Repubblica (entro 4 mesi) o al Tar (entro due). E i posti? Nessuno sa quanti saranno assunti quest'anno. Perché? Semplice: il governo (per tentare di accontentare più persone fosse possibile) ha concentrato nello stesso periodo le stabilizzazioni (altro macello di per sé), la mobilità straordinaria ed il concorso. Viene il dubbio (ma non vogliamo pensarla così, suvvia) che i numerosi posti banditi siano stati solo uno specchietto per le allodole, mentre in realtà quelli veri sono molti, ma molti meno.
E la "supplentite"? Malattia scomparsa, vero? No. La confusione finora descritta costringerà a servirsene ancora, con l'aggravante che molti supplenti avranno incarichi "fino ad avente diritto", ossia fin quanto non sarà trovato il titolare della cattedra, rendendo ancora più precario il cammino didattico dei discenti (sempre che importi a qualcuno).

p.s. 
Ovviamente: c'è chi ha superato tutte le prove e lo meritava; c'è chi le ha superate e non lo meritava; c'è chi è stato bocciato e lo meritava; c'è chi è stato bocciato e NON lo meritava. 
E' soprattutto per quest'ultimi che tali fatti non devono passare sotto silenzio, oltre che per la reputazione di un'intera categoria, minata non per caso (ma molti italiani sono troppo ottusi per capirlo).
p.s. L'autore di questo articolo il concorso l'ha vinto, quindi di certo non ha scritto queste cose per ripicca o rabbia. E proprio in virtù del traballante futuro che mi si prospetta non cambierà il titolo di questa sezione, dato che la precarietà ormai sembra essere l'unica costante di questo mestiere (così come di molti altri). 

sabato 3 settembre 2016

La storia di Grumpy Cat - il gatto imbronciato

La storia di Grumpy Cat (il cui vero nome è Tardar sauce), inizia quando apparve per la prima volta sul sito Reddit una sua foto, postata dalla padrona Tabatha Bundesen.
Gli utenti furono subito colpiti da questo strano gatto dall'espressione apparentemente sempre imbronciata. Il successo fu immediato! Subito il muso corrucciato del gatto divenne il tormentone nel 2012 ed è stato anche il precursore di tanti felini famosi che hanno iniziato ad invadere i social network da youtube a facebook.
Grumpy Cat è stato invitato anche in famose trasmissioni e si è aggiudicato il titolo di "felino più influente del 2012". Adesso, addirittura, Todd Garner (un noto produttore di commedie statunitensi), avrebbe ideato una commedia su un gatto cinico con protagonista proprio Grumpy cat! Come dire? Da star del cinema a star di Hollywood, ed anche un notevole business per la sua padrona!