lunedì 20 febbraio 2017

20 FEBBRAIO: GIORNATA MONDIALE DELLA GIUSTIZIA SOCIALE

Il 26 ottobre 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito di osservare ogni anno la "giornata mondiale della giustizia sociale", più precisamente la celebrazione è stata collocata nella data del 20 febbraio.
Nonostante il progresso umano, nel corso dei secoli, abbia migliorato le condizioni civili e sociali di gran parte dell'umanità restano ancora tantissime cose da fare per estinguere la povertà, cancellare l'emarginazione, risolvere il problema della disoccupazione e così via.
Oggi i valori di uguaglianza, libertà, solidarietà, sicurezza sono riconosciuti (almeno in teoria) praticamente in tutto il mondo, tuttavia il cammino per la loro affermazione è stato lungo ed arduo. Ormai i diritti umani sono considerati basilari, al di là di ogni diritto di cittadinanza o di ogni superiorità economica e sociale, sebbene anche nei nostri giorni ci siano persone ancora convinte di poter impedire il libero sviluppo di ogni individuo, giustificando tale comportamento con una presunta superiorità. 
Nel 2006 l'Onu ha chiarito che per "giustizia sociale" si intende l'equa distribuzione dei frutti della crescita economica  , stabilendo che l'assenza di giustizia sociale comporta inevitabilmente il dominio del più forte, quindi della violenza e del caos. Gli stati, dunque, devono impegnarsi affinché ogni uomo possa accedere liberamente all'istruzione, ricevere adeguate cure e necessaria sicurezza, mantenendo così la società libera ed evitando i conflitti. 
Abbiamo accennato al fatto che il cammino verso la giustizia sociale è stato portato avanti per secoli attraverso moltissime difficoltà; questo è vero, ma, per essere più precisi, bisogna specificare che, sebbene il concetto di giustizia sociale esista da millenni, l'espressione specifica è notevolmente più recente così come l'interesse per il riconoscimento di questo valore (solo così si spiega il perdurare millenario della schiavitù).  
Il primo ad usare il termine "giustizia sociale" fu il gesuita Luigi Taparelli nel 1840 nel suo scritto Civiltà cattolica, riprendendo alcuni concetti espressi da Tommaso D'Aquino. Successivamente l'espressione fu ripresa dai movimenti socialisti e sindacalisti i quali, nel corso del '900, lottarono per l'ampliamento dei diritti sociali e politici. 

Nessun commento:

Posta un commento