giovedì 13 luglio 2017

DIECI TIPI DI INSEGNANTI

Qualche tempo fa abbiamo parlato dei dieci tipi di genitori all'incontro scuola famiglia, promettendo che ci saremmo occupati anche degli insegnanti, da sempre soggetti ad essere tipizzati e catalogati per le loro peculiarità e per i loro tic.
Ecco mantenuta la promessa; qualche vostro docente rientra (o rientrava) in questo elenco? Oppure avete qualche altra tipologia da proporre? Fatecelo sapere!

1) IL SIMPATICO

Gli alunni non vedono l'ora che entri in classe, accogliendolo di solito con ovazioni e giubilo, tanto, essendo simpatico, non li richiamerà di certo. Ad alcuni colleghi sta tremendamente sulle scatole, altri invece tentano di imitarlo con risultati grotteschi. I collaboratori ed i segretari lo attendono per divertirsi un po', ed anche i genitori sono sempre lieti di parlare con lui.
Il dubbio è questo: sa anche insegnare? Di solito gli studenti tendono a prendere in simpatia chi alla fine si comporta bene o male come vogliono loro, per cui il dubbio rimane...

2) IL TERRIBILE

In questo caso gli alunni fissano l'orologio sperando che quei pochi secondi di ritardo significhino un'insperata assenza, ma in anni ed anni di illusioni questa eventualità si è verificata solo una volta, provocando un boato che nemmeno il rigore di Grosso alla finale del 2006. In classe costringe i più terribili a restare incollati alle sedie, mentre i disciplinati temono che possa puntare anche loro chissà perché. I collaboratori sanno che devono avvicinarsi al tipo con deferenza, e persino il preside si sente quasi timoroso di doverlo disturbare. I genitori, ogni volta che hanno a che fare con lui, avvertono di essere tornati tra i banchi e pregano che il figlio non li metta in cattiva luce. Anche qui sorge la stessa domanda: com'è come insegnante? Perché talvolta un'eccessiva severità nasconde la paura di essere "scoperti" per ciò che in realtà si è.


3) L'ANSIOSO

Sente il programma come un peso insormontabile, le scadenze amministrative come condanne a morte. Spiega quasi disperato a causa degli sguardi indecisi degli alunni, interroga terrorizzato dal pensiero di accorgersi che non hanno capito nulla. Se uno studenti si graffia con la penna fa chiamare l'ambulanza, se piove leggermente cerca di far annullare la gita. Quando il preside lo convoca teme di essere stroncato, di solito si reca in segreteria ogni giorno per chiamare i genitori di chi ha dimenticato la giustifica, temendo che in quella data abbia compiuto un omicidio. Agli esami va in apnea come se dovesse essere lui a sostenerli e quando legge le tracce dice "non ce la possono mai fare, sono troppo difficili!". I genitori, con le loro domande e preoccupazioni, finiscono per mettergli ancora più angoscia. Non si assenta quasi mai, preoccupato anche di ricevere una visita fiscale.

4) IL FURBO

Il programma riesce a farselo passare sempre da qualche collega, aggiornandolo di tanto in tanto per non dare nell'occhio. Sceglie i libri in base al rappresentante che promette di più, tanto quando spiega di solito va a braccio. Gli alunni lo capiscono sì e no anche mentre interroga, ma quando si tratta di mettere i voti non c'è problema, basta fare una media con quelli dei colleghi. Arriva spesso in ritardo, ma i collaboratori amici lo coprono senza problemi, e di solito ha sempre lo stesso hobby del preside. Se c'è un problema o una lamentela da parte dei genitori è capace di intortare tutti con dialettica da fine politico. Qui il dubbio non c'è: non sa insegnare, ma tanto riesce a nasconderlo benissimo.

5) IL CONFUSO

Non c'è niente di peggio di un docente che non sceglie una linea coerente. Il confuso vorrebbe essere come il simpatico, ma non avendo l'ascendente finisce per ritrovarsi con la classe trasformata in un fight club. Allora si prodiga per rimediare, decidendo di convocare un consiglio straordinario per un ragazzo che ha fatto cadere la matita per terra. Sbaglia sempre a compilare le famigerate "carte", costringendo segreteria e colleghi agli straordinari. Vuole dimostrarsi serio ed imperturbabile con i genitori, ma poi finisce sempre che si dispera raccontando le proprie traversie familiari. Vorrebbe smettere di insegnare, ma non è certo di riuscire a fare altro.

6) L'IMPREPARATO

Sa insegnare benissimo, ed affascina anche gli studenti durante le spiegazioni, ma l'importante è che le prepari il giorno prima per filo e per segno, altrimenti non sa cosa dire. Gli alunni, però, sono molto più svegli di quanto si possa immaginare, per cui quando una domanda su un argomento non ancora studiato o un esercizio svolto a piacere vengono sottoposti al docente si rendono conto che qualcosa non va. I genitori finiscono per capire anche loro, ma chiudono un occhio se il soggetto è anche simpatico o disponibile ad "aiutare" i figli. I colleghi si insospettiscono quando chi insegna matematica chiede la calcolatrice per capire come dividere la spesa per il caffè, oppure quando il docente di italiano se ne esce con neologismi involontari, o ancora quando il collega di tecnica ci mette un'ora ad accendere il pc.

7) IL FUORI POSTO

Non voleva fare l'insegnante, ma purtroppo è finito a fare questo lavoro (purtroppo per gli alunni, ovvio). Spiega con il trasporto di un'ameba e interroga pensando a cosa fare una volta giunto a casa. Durante i consigli cerca di evitare ogni questione e scorre con le dita sul tablet fingendo di analizzare chissà quale documento. In un sussulto di sincerità finisce per confessare agli studenti di trovarsi lì per puro caso, come per dire "voi non date fastidio a me e io non ne darò a voi". All'esterno si comporta di solito in due modi: o nasconde questo disagio condividendo a raffica citazioni su quanto sia bello insegnare, oppure confessa la sua colpa, affermando che chissà per quale ingiustizia gli è stato precluso un lavoro più bello e redditizio.

8) IL DINAMICO

Lui si che voleva insegnare...anche troppo! Ma voleva anche fare il manager, l'animatore, l'attore, il falegname ecc. ecc. Il dinamico vede la scuola come una possibilità infinita di progetti, sperimentazioni, occasioni di lanciarsi; ed in effetti in molti vorrebbero lanciarlo. All'inizio gli alunni sono contenti del suo dinamismo, ma quando decide di far realizzare un plastico dei regni ultraterreni danteschi, oppure una mini centrale elettrica, ebbene, non c'è tanto da gioire, soprattutto perché mette i voti in basi all'attivismo dimostrato. I colleghi sono preoccupati quando lo sentono arrivare, temendo che abbia in serbo per loro chissà quale nuova tipologia di didattica innovativa da sperimentare, mentre i collaboratori hanno paura di vedersi prolungato l'orario da un improvviso ordine di servizio. Persino i genitori non lo sopportano, visto che oltre le ore canoniche li costringe a presenziare a recite, dimostrazioni o chissà quant'altro.  Il preside è contento fin tanto che tutte queste cose portano soldi. Forse, ma sarà la nostra malizia a condizionarci, tutto questo dinamismo si giustifica col tentativo di accrescere i propri titoli e il proprio bonus di fine anno.

9) IL MODELLO/LA MODELLA

Ce ne sono, confessatelo. Da alunni ricordate quel tale insegnante o quella tale docente che scambiava la scuola per una passerella? Tagli sempre freschi, trucco sofisticato ("a che ora si sveglia?" Dicono le colleghe), vestiti nuovi e sgargianti, borse difficilmente avvicinabili con lo stipendio di uno statale. Se è un docente viene rispettato dagli alunni perché immaginano che abbia chissà quale successo con le donne, mentre le alunne sono perdutamente innamorate di lui; se donna gli studenti rimangono in silenzio e con lo sguardo fisso, ma non sempre negli occhi di chi parla, mentre le ragazze in parte la ammirano, ma al contempo la odiano. Difficilmente colleghi, preside o collaboratori rifiuteranno qualcosa a questo tipo di insegnante, e chissà perché.

10) L'ASSENTE

Come per i genitori, anche nel caso dei docenti esiste colui che...non esiste! Assente il primo giorno di scuola a settembre, per la gioia dei ragazzi e la disperazioni di chi fa l'orario. Non è mai disponibile per uscite didattiche, brevi o lunghe che siano e talvolta costringe anche a spostare le riunioni. E' la gioia dei supplenti, ma il terrore dei genitori che scoprono i libri della sua materia ancora intonsi. Agli incontri scuola famiglia viene avvistato più o meno quanto il mostro di Loch Ness, ma tanto lo riconoscerebbero a stento gli alunni. Nessuno può fare nulla per evitare tutte queste assenze? Forse sì, ma di solito il tipo riesce a sfruttare ogni cavillo o permesso per saltare anche dieci minuti di lezione.

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