domenica 21 gennaio 2018

CONTRO IL DE GUSTIBUS

In tempi di osannata mediocrità e di banalità al potere, dobbiamo cedere ancora al de gustibus?

Per carità, ognuno è libero di leggere, guardare, ammirare, osannare ciò che vuole. 
Ma non si pretenda un silenzio complice dinnanzi all'amore per ciò che non è cultura. 

Per carità, è lecito lasciarsi andare alla passione per creazioni finalizzate al puro sghignazzamento disinteressato, o magari al piagnisteo futile. 
Ma non si pretenda di chiamarla arte. 

Esiste l’arte ed esiste ciò che non lo è:

La Divina Commedia è arte; i libricini sull'amore spicciolo coi lucchetti no.

Il Padrino è arte; Giovannona Coscialunga no.

La Guernica è arte; il disegno di una casa che ho fatto in prima elementare no.

Le foto di Cartier-Bresson sono arte; quelle che faccio al mio gattino no.


Certo, esiste anche una zona grigia, ma i casi non sono così tanti.  

Se qualcuno non coglie l’abissale differenza tra gli estremi sopracitati sappia che non basta lo spazio di un commento su Fb per spiegarla (la stessa pretesa è sintomo di ignoranza). 
Esistono libri, documentari, riviste specializzate e tanto altro. Esiste una storia, una tradizione, ma anche un'anti-tradizione.
Se voi non capite evitate di piangere e di sbattere i piedini per terra, pretendendo di non essere derisi, ma colmate le vostre mancanze. 

Studiate, dunque, poi potrete discutere. 

Nessun commento:

Posta un commento