domenica 22 settembre 2019

NON SOLO IL CODACONS CONTRO VENEZIA: QUANDO LA POLITICA ENTRA NEL CINEMA

Sono passati pochi giorni dall'invettiva scagliata dal Codacons contro la 76' Mostra del Cinema di Venezia, rea, secondo un agguerrito comunicato, di non aver premiato come miglior attore Joaquin Phoenix per la sua interpretazione in Joker, e, soprattutto, per la dedica che Luca Marinelli, il vincitore del premio, ha indirizzato a chi salva ogni giorno i migranti in mare.
La questione andrà avanti ancora per un po', tra l'altro c'è da notare come il regolamento della Mostra non consenta di premiare contemporaneamente un film e uno degli attori dello stesso, quindi, dal punto di vista strettamente normativo, la polemica è stoppata sul nascere.
Ma, più in generale, le parole del Codacons possono risultare opportune? E' giusto che attori, registi, sceneggiatori, ecc, possano celebrare le proprie vittorie con "pistolotti politici"? Giusto per usare le espressioni dell'associazione dei consumatori...
Il dato certo è che Venezia 76 non rappresenta di certo una novità.

Pensiamo alla cerimonia degli Oscar, per esempio:
- Nel 1973 Marlon Brando non si presentò nemmeno a ritirare il suo secondo Oscar (ottenuto come miglior attore protagonista ne Il Padrino), ma al suo posto comparve Sacheen Littlefeather, indiana-americana accolta da un misto di stupore, applausi e fischi. La ragazza comunicò che Brando non intendeva accettare il premio, protestando così contro il modo in cui gli Indiani d'America erano trattati nell'industria cinematografica e televisiva.
- Alla cerimonia del 2018 Frances McDormand, premiata come miglior attrice protagonista in Tre manifesti a Ebbing, Missouri, invitò tutte le donne presenti in sala ad alzarsi, celebrando così il mondo femminile in linea con l'attività del movimento Me too, e concludendo con le parole "inclusion rider", clausola dell'ambiente cinematografico americano che viene fatta inserire in modo che nel cast e nella troupe sia rispettata l'inclusione di donne, afroamericani, altre minoranze, ecc.
-Nel 2016 Leonardo Di Caprio fu finalmente premiato con l'Oscar come migliore attore protagonista, e non perse l'occasione per ricordare la difficoltà incontrata dalla produzione nel trovare una location completamente innevata, evidenziando così le problematiche ambientali del pianeta e invitando anche a non sostenere i leader politici vicini a chi inquina.

Anche alla premiazione dei Golden Globe 2019 non sono mancati spunti politici e ideologici, a difesa delle donne, dei migranti e delle minoranze in generale, degli omosessuali e così via.

L'elenco potrebbe essere ancora lungo, tra l'altro non limitato al solo cinema.
I discorsi degli scrittori premiati col Nobel per la Letteratura, ad esempio, non sono da meno: la dedica che Nadine Gordimer nel 1991 indirizzò agli scrittori in carcere o perseguitati, la mancata presenza polemica di Solzenicyn nel 1970, Falukner nel 1949 che celebrò i morti della Seconda guerra mondiale, l'auspicio di Camus che gli scrittori si schierino sempre con quelli che subiscono la storia (1957), giusto per citare i più noti.

Insomma, non è possibile separare l'arte dalle idee, dalla storia ed anche dalle questioni attuali più importanti e divisive; magari un certo discorso non ci piacerà, ma il concetto non cambia, non possiamo mettere un freno alle parole solo perché risuonano lontane dai nostri pensieri; la cultura e chi ne fa parte non possono essere imparziali, non schierati, "indifferenti", per citare le famose parole di Gramsci.

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